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Montemurro story dal calcio al volley?

GIOIA DEL COLLE - «Io nel volley? Sono lusingato dagli appelli dei cittadini, ma da solo è impossibile». Paolo Montemurro ringrazia, ma invita a stare calmi. Un mese fa da Gioia del Colle era arrivato all’imprenditore un appello: lascia perdere il Bari e riporta la città nella pallavolo che conta. Ora che la trattativa per l’acquisto della società dei Matarrese è naufragata, a Gioia, dove Montemurro ha il suo regno, sono tornati a sperare che lui possa essere il nuovo «eroe» della pallavolo
Montemurro story dal calcio al volley?
GIOIA DEL COLLE - «Io nel volley? Sono lusingato dagli appelli dei cittadini, ma da solo è impossibile». Paolo Montemurro ringrazia, ma invita a stare calmi. Un mese fa da Gioia del Colle era arrivato all’imprenditore un appello: lascia perdere il Bari e riporta la città nella pallavolo che conta. Ora che la trattativa per l’acquisto della società dei Matarrese è naufragata, a Gioia, dove Montemurro ha il suo regno, sono tornati a sperare che lui possa essere il nuovo «eroe» della pallavolo. Come tanti anni lo fu Pinuccio Gallo, che dal nulla creò una squadra che per oltre 20 anni è stata protagonista tra A1 e A2.

Per tutti Montemurro è il presidente ideale. La grinta e il carisma con cui ha rilanciato la Meridionale Grigliati, salvandola dal fallimento e trasformandola in Emmegi, non sono passati inosservati. Sarà per questo che i tifosi del Gioia non smettono di invocare il suo nome per riportare a Gioia il grande volley di un tempo. L’appello è arrivato persino dall’assessore allo Sport Filippo Donvito che vorrebbe incontrarlo per convincerlo a investire nella pallavolo e per verificare se con Montemurro ci sono le condizioni per rifare una grande squadra.

E lui che ne pensa? Lui sorride, ringrazia, ma invita a restare con i piedi per terra fornendo una lucida spiegazione da imprenditore: «Ho grande considerazione e rispetto per uno sport che a Gioia è seguitissimo - dice - ma che è ancora più in crisi del calcio, economicamente parlando. Io sarei felicissimo se ci fosse un pool di imprenditori per riportare la squadra in A1, ma da solo non posso prendere gli utili della mia azienda e investirli nel volley con il rischio di mettere in difficoltà la fabbrica e i lavoratori. Ormai le società sportive vanno gestite come le aziende. Ci vuole cooperazione, nessuno da solo può prendersi addosso questa croce e portarla».

Il messaggio è chiaro: la disponibilità ci potrebbe anche essere, ma ci vuole un team di imprenditori motivati e solidali, quella squadra di cui si è sempre parlato nella città in provincia di Bari, ma che non si è mai riuscita a formare. Se così fosse lui potrebbe anche pensarci, anche se il suo obiettivo resta sempre un altro. Come un chiodo fisso. Il Bari adesso gli è sfuggito, ma chi lo conosce bene sa che non se l’è tolto dalla testa. Continua a volerlo. E a crederci. Del resto gli incoraggiamenti non mancano. La sua casella di posta è ancora piena di mail che lo invitano a non mollare. Lui però glissa e torna a concentrarsi sulla sua azienda. Ma il pensiero del Bari è sempre lì. [Patrizia Nettis]

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