Cerca

Venerdì 20 Ottobre 2017 | 14:26

Calcio - Carraro sulle intercettazioni: «Saremo rapidi e severi»

Il presidente della Figc: «Si avrà al più presto con una ricostruzione credibile, perché la giustizia sportiva prenda provvedimenti necessari». I giudici si comporteranno con «serietà, tempestività, serenità e rigore» • Spuntano i nomi degli arbitri • Giraudo (Juve): «Saremo ancora più compatti»
ROMA - Il calcio italiano torna indietro di quasi trenta anni, il 2006 come il 1980: quella delle intercettazioni - 272 pagine di inchiesta che la procura di Torino ha inviato il 13 marzo scorso alla Figc - è una bufera che fa rivivere a Franco Carraro le sensazioni dello scandalo scommesse che negli anni '80 rischiò di spazzar via il movimento. Perciò da questa nuova tempesta si dovrà uscire «al più presto con una ricostruzione credibile, perché la giustizia sportiva prenda provvedimenti necessari e il calcio cambi le regole al suo interno». E i giudici sportivi, assicura Carraro, si comporteranno con «serietà, tempestività, serenità e rigore». E per questo si è anche agganciato all'appello di alcuni giorni fa fatto dal Capo dello Stato: «Come ha detto Ciampi, la giustizia deve esser rapida: non frettolosa ma veloce».
Il presidente della Figc ha preso la parola per la prima volta dopo l'esplosione del nuovo scandalo, e lo ha fatto in una conferenza stampa convocata in via Allegri nella quale sedeva al suo fianco il vicepresidente Giancarlo Abete ma non l'altro vice, Innocenzo Mazzini ("un passo indietro? Sta alla sensibilità personale"). Carraro ha ricostruito i tempi della vicenda, sottolineando ancora una volta che la giustizia federale intende lavorare in piena collaborazione con le procure, anzi da loro si aspetta un aiuto per arrivare dove non può. «I valori del codice penale non coincidono sempre con quelli del codice di lealtà e giustizia sportiva: spesso le sentenze dello sport sono state più severe di quelle della magistratura ordinaria», la precisazione: perché il primo obiettivo di Carraro era ribadire di persona che l'archiviazione da parte della procura di Torino non coinciderà con analogo comportamento del procuratore federale. Dissipato per ora ogni dubbio da bolle di sapone, il massimo dirigente del calcio italiano ha ammesso che il suo sentimento «come quello di milioni di tifosi è di sconcerto, rabbia, tristezza. Noto che la reazione è stata molto più violenta di analoghi casi, penso a intercettazioni uscite in estate - ha aggiunto Carraro - Nel caso scommesse dell'80 sembrava che tutto dovesse finire: ma le pene sportive furono dure, anche lì dove poi la magistratura non esercitò analoga severità. E il calcio italiano ne uscì più credibile».
Carraro non ha mai fatto i nomi delle persone coinvolte dalle intercettazioni, se non per ricordare che «Pairetto non era più designatore dal 1° giugno dello scorso anno», a sottolineare che la fiducia era venuta meno già da prima del nuovo scandalo. Alla domanda se non condivida l'impressione diffusa di padroni occulti, ha poi ribadito: «Non rispondo perché vorrebbe dire entrare nel merito delle intercettazioni. Ma proprio per questo la ricostruzione che dobbiamo ai tifosi deve essere la più credibile possibile».
Sui tempi dell'inchiesta, Carraro ha sottolineato come sia difficile definirli, essendo l'incartamento inviato da Torino di 272 pagine. «Non è detto che non si decida di procedere a stralci», ovvero posizione per posizione. E in questo caso i primi ad esser presi in esame sarebbero gli arbitri: «Per fortuna siamo verso la fine della stagione. Dobbiamo partire nella stagione 2006-2007 con un gruppo di direttori di gara che abbiano passato l'esame. In questo senso, la data fissata per la definizione degli organici è già un'indicazione». Dunque, i primi di luglio.
Quanto agli intrecci tra Moggi padre e Moggi figlio, Carraro ha ricordato che è in corso un'indagine dell'Antitrust su eventuali conflitti di interesse. «Catricalà mi ha assicurato risultanze a breve, speriamo entro maggio: sulla base di quelle indicazioni, potremo cambiare il regolamento». Infine i Mondiali: «Questa vicenda non avrà influenza».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione