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Sabato 23 Settembre 2017 | 06:03

Mondiali di atletica Italia all'attacco col triplista Greco

LECCE - Che Daniele Greco sia uno triplisti più forti al mondo nessuno lo mette in dubbio. Basta dare uno sguardo ai risultati: quarto posto alle Olimpiadi di Londra, campione europeo indoor 2013, vincitore dei recenti Giochi del Mediterraneo. Ma la concorrenza ai Mondiali di Mosca sarà tutt’altro che agevole. E Greco, 24 anni, di Galatone, dovrà fare i conti oltre che con gli avversari con il piede sinistro ancora indolenzito. Si comincia domani, 16 agosto, con le gare di qualificazione; domenica la finale
Mondiali di atletica Italia all'attacco col triplista Greco
LECCE - Che Daniele Greco sia uno triplisti più forti al mondo nessuno lo mette in dubbio. Basta dare uno sguardo ai risultati: quarto posto alle Olimpiadi di Londra, campione europeo indoor 2013, vincitore dei recenti Giochi del Mediterraneo. Ma la concorrenza ai Mondiali di Mosca sarà tutt’altro che agevole. E Greco, 24 anni, di Galatone, dovrà fare i conti oltre che con gli avversari con il piede sinistro ancora indolenzito. Si comincia domani, 16 agosto, con le gare di qualificazione; domenica la finale.

Il favorito è l’americano Christian Taylor, campione olimpico e mondiale uscente. Nel 2011 ha ottenuto la migliore prestazione personale con 17,96. Poi c’è l’altro statunitense, Willie Claye, argento a Londra, che vanta un 17,62 ottenuto lo scorso anno. Altro spauracchio è Teddy Tamgho, francese, 17,98 nel 2010 e un 17,92 al coperto. Per non dimenticare l’azzurro, amico-rivale di Greco, Fabrizio Donato, bronzo olimpico a Londra: è il primatista italiano con 17,60 ottenuto addirittura nel 2000. Donato ha 36 anni e la voglia di un ragazzino, sempre pronto nelle gare che contano.

«In questi giorni - dice Greco - ho lavorato in funzione del piede sinistro, di questo tarso che non mi stava dando pace. Gli acciacchi potrebbero farsi sentire».

Siete in tanti a poter salire sul podio.

«Proprio in tanti. Tra questi aggiungerei il cubano Picardo, è molto forte vedrete che non deluderà».

Lei ormai è un veterano delle pedane.

«Ma ogni gara riserva un emozione, anche la meno importante. Il meeting più insignificante può darti una carica speciale, ti fa sentire qualcosa nel cuore».

Raimondo Orsini segue come un’ombra il suo allievo. Lo ha scoperto in uno speduto campo di atletica del Basso Salento e lo ha portato alla ribalta mondiale. ««Abbiamo modificato la rincorsa - spiega l’allenatore Orsini - in funzione del piede. Se penso che Daniele sia da podio? Spero faccia bene. Agli Europei è stato brillante. Gli auguro di esserlo anche qui a Mosca, dove ovviamente la concorrenza è più qualificata».

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