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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:06

Ciclismo - Il Giro si avvicina. Basso è il favorito

Ma il ct italiano Ballerini non esclude un esito diverso. «Dopo la separazione, che è stata giusta perché non era facile farli convivere, ci può essere la sfida tra Cunego e Simoni» E Savoldelli, maglia rosa uscente? «Paolo è un artista. Può fare il capolavoro». Si parte sabato • Le tappe • L'albo d'oro
LIEGI - Ivan Basso? «Un gradino sopra tutti». Gilberto Simoni? «Così caparbio ed esperto che può fare di tutto, soprattutto nell'ultima settimana». Damiano Cunego? «E' tornato ai livelli del 2004». Paolo Savoldelli? «Un artista». Danilo Di Luca? «Forse il meno adatto, ma a lui piace stupire». La sorpresa? «Rujano, nell'ultima settimana può mettere tutti in difficoltà». L'unica bocciatura preventiva per il Giro d'Italia che sabato comincia da Liegi, il ct azzurro Franco Ballerini la riserva a Jan Ullrich. «Mi dicono che sia 5-6 chili sopra il suo peso-forma. E un chilo in più lo senti sin dal prologo. Ho la sensazione che venga al Giro come tappa di passaggio per preparare il Tour de France».
Tutti danno Ivan Basso per grande favorito. Ma a sensazioni, Ballerini si aspetta un Giro diverso. «Dopo la separazione, che è stata giusta perché non era facile farli convivere, ci può essere la sfida tra Cunego e Simoni» osserva il ct, che poi aggiunge: «Questo Giro è così difficile e duro che a contare sarà non solo la gestione della corsa. A fare la differenza potrà essere il dopo-gara. Per vincere non si può lasciare niente al caso: dieci minuti di riposo di più possono valere il colpo di pedale giusto il giorno dopo...».
In questo senso il più scientifico è Ivan Basso con il suo guru Bjarne Riis. «Oggettivamente Ivan è un gradino sopra tutti - nota Ballerini - Ha esperienza ed ha un team che già nella cronometro a squadra può permettergli di guadagnare secondi importanti. E' decisamente il più accreditato per la vittoria finale, anche se deve avere la fortuna di tre settimane buone». Un anno fa Ivan fu tagliato fuori da problemi intestinali nel giorno del tappone dolomitico. «Appunto. In un Giro come questo non può permettersi un mal di testa o un mal di pancia. Cosa che vale per Basso, come per tutti gli altri».
E poi c'è l'incognita Simoni. «Quando lotti con uno caparbio come Gilberto, non è mai facile. Lui è uno imprevedibile, soprattutto nell' ultima settimana che è quella in cui davvero si decide il Giro».
«Poi - continua Ballerini - c'è Damiano Cunego, che è tornato ai livelli del 2004». Come nell'anno della sua esplosione, il veronese arriva al Giro con un carnet di vittorie (6, tra le quali il Giro del Trentino, la 'Coppi e Bartalì ed il Gp Industria e Artigianato di Larciano). Ma non sono i successi a colpire il ct: «Direi che conta di più il terzo posto nella Liegi-Bastogne-Liegi. Essere lì, alla prima partecipazione, vuol dire che si ha qualcosa in più di tutti gli altri».
Alla Liegi chi non ha brillato è stato Di Luca, che dopo il 2005 ha cominciato a pensare di poterlo vincer davvero il Giro d'Italia. «Sembra un po' indietro di condizione, però ha una grande testa - nota il ct - Si sta preparando bene anche se in primavera ha avuto una decina di giorni di ritardo per i problemi al dente. Il Giro sarà un grande esame per lui. Grande in tutti i sensi, perché mi sembra un po' duro per i suoi mezzi. Ma forse può essere proprio questa è la chiave. Danilo ha una grande caparbietà. E siccome tutti gli hanno detto che è troppo difficile per lui, potrebbe fare la sorpresa: a lui piace stupire...». Altra sorpresa possibile potrebbe farla il venezuelano Josè Rujano. «Nell'ultima settimana può dare fastidio a tutti».
Sull'ultima settimana, come su tutto il Giro a cominciare dalle prime quattro tappe nel Belgio vallone che celebra gli emigranti italiani a 50 anni dalla tragedia di Marcinelle (dove si farà tappa domenica), incombe l'incognita maltempo. «Che per i corridori è una maledizione» sorride Ballerini, monsieur Roubaix. Che però ora le strade le fa in ammiraglia. E se ci sarà neve sulle montagne non si dispera: «Gli organizzatori dovranno aver preparato tracciati alternativi per i casi estremi, ma in ogni caso la gente a casa si divertirà di più...».
E Savoldelli, maglia rosa uscente? «Paolo è un artista. E come tutti gli artisti, può tanto fare il capolavoro quanto lasciarlo incompiuto. Forse le salite dell'ultima settimana sono un po' troppo impegnative per lui, ma è uno che c'è sempre. Comunque. Ed alla fine potrebbe essere l'ago della bilancia tra Basso e Simoni».

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