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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:13

Strambelli e il Monopoli comincia la seconda vita

di Gianluca Cascione
MONOPOLI - La comitiva del Monopoli calcio è ormai da qualche giorno a Cascia dove sta completando la seconda settimana di preparazione pre-campionato. Il trasferimento nella cittadina umbra, nota per il santuario dedicato a Santa Rita e per essere la sede del ritiro di molte società calcistiche, è avvenuto mercoledì nel tardo pomeriggio. I...
Strambelli e il Monopoli comincia la seconda vita
di Gianluca Cascione

MONOPOLI - La comitiva del Monopoli calcio è ormai da qualche giorno a Cascia dove sta completando la seconda settimana di preparazione pre-campionato. Il trasferimento nella cittadina umbra, nota per il santuario dedicato a Santa Rita e per essere la sede del ritiro di molte società calcistiche, è avvenuto mercoledì nel tardo pomeriggio.
I biancoverdi, con mister Claudio De Luca, il preparatore atletico Gianni Narracci e l’allenatore dei portieri Massimo Napoletano in prima linea, scandiscono con entusiasmo l’ennesima tappa di avvicinamento alla seconda annata consecutiva in serie D. E a correre e sudare c'è anche Nicola Strambelli, finalmente sereno dopo la piena assoluzione della Commissione Disciplinare in merito al filone barese sullo scandalo del calcioscommesse.
«La mia vita, lo ammetto, non è stata facile», è il primo pensiero del quasi 25enne barese, «perché sono stato coinvolto in questa brutta situazione pur essendo completamente innocente. Ne ero consapevole e mi sentivo tranquillo: fin dal principio sapevo che ne sarei uscito pulito. A tal proposito vorrei ringraziare la mia famiglia e l’avvocato Luciano Ruggiero Malagnini che hanno sempre creduto nella mia innocenza».
Con questa spada di Damocle sospesa sulla testa, Strambelli ha giocato un intero anno, cercando di scindere i due aspetti della sua vita calcistica. «Ho vissuto la stagione in maniera piuttosto serena», prosegue, «difatti ho messo a segno otto gol in campionato. Ma, inutile negarlo, un po' ho sofferto e non sono riuscito a liberare del tutto la mente da questi pensieri. Non avevo fatto nulla: ho dei principi sani e non mi venderò mai, come hanno fatto altri, per poche migliaia di euro, né per qualsiasi cifra. Non è stato facile dimostrare la mia estraneità giacché in un processo sportivo è più difficile verificare i fatti e smentire le falsità dette da un pentito».
Strambelli ne ha anche per chi ha gettato fango su di lui. E nelle sue parole appare anche un bel po ‘di rancore:  «Questa gente non merita alcuna attenzione. Mi fanno schifo perché hanno fatto solo casino e sono persone che hanno fatto e rifaranno queste nefandezze».

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