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Domenica 22 Ottobre 2017 | 19:20

Bari, grana San Nicola «No allo stadio gratis»

BARI - Il sindaco Emiliano ha aperto la riunione convocata a Palazzo di città dal «Comitato per la rinascita biancorossa» dichiarando che «lo stadio non potrà più essere utilizzato gratis. La manutenzione ordinaria non basta. Il San Nicola ha bisogno di lavori straordinari, il Comune di risorse. Il denaro a disposizione del piano triennale delle opere pubbliche, non basterebbero a mettere mano allo stadio»
Bari, grana San Nicola «No allo stadio gratis»

BARI - È come se un cerchio idealmente si fosse chiuso. Nell’aula consiliare del comune di Bari, nello scorso aprile, Antonio Matarrese lanciò il suo grido di allarme («il Bari rischia di non oscriversi al prossimo campionato»). Oltre tre mesi dopo, e una trattativa per il passaggio di consegne del club andata a monte, arriva quasi un ultimatum da parte del sindaco Emiliano, che ha aperto la riunione convocata a Palazzo di città dal «Comitato per la rinascita biancorossa».«Lo stadio non potrà più essere utilizzato gratis. La manutenzione ordinaria non basta - ha detto Emiliano -. Il San Nicola ha bisogno di lavori straordinari, il Comune di risorse. Il denaro a disposizione del piano triennale delle opere pubbliche, non basterebbero a mettere mano allo stadio».

In sintesi, o ci mettiamo d’accordo oppure niente San Nicola. Il che oggettivamente non è una buona notizia per un club che naviga in cattive acque, pieno di debiti. Vediamo, adesso, cosa risponderà il Bari, anche alla luce della convenzione scaduta il 30 giugno e che andrebbe ristipulata. Probabilmente su nuove basi, viste le esternazioni di Emiliano.

Emiliano ha parlato della trattativa: «Non mi sono espresso per non interferire nè mettere un marchio politico sulla vicenda. La mia presenza non avrebbe cambiato nulla, quella del Bari è una situazione senza uscita. Ma come è possibile chiedere una rateizzazione così lunga per l’Iva non pagata? So che sono state manifestate perplessità sulla solidità economica di chi voleva acquisire il club...».

Paolo Montemurro ha aderito all’invito del «Comitato»: «Ho solo cercato di restituire la squadra alla città - ha detto -. Con tutto il rispetto per i 36 anni di gestione dei Matarrese, nel bene e nel male, il Bari non è solo una società privata. La situazione debitoria è delicatissima. Non è possibile liberare la società dai debiti con lo Stato, sarebbero ricaduti anche sulla nuova proprietà. Il problema non è certo legato alla caparra o ai soldi necessari per l’acquisto del club. Per i Matarrese vendere il Bari è una necessità, forse un po’ meno una volontà».

Alla riunione era stato invitato anche Antonio Matarrese, che aveva già annunciato nel corso della sua conferenza stampa l’inutilità di un faccia a faccia con Montemurro. Non l’ha presa bene il presidente del «Comitato», Mimmo Terioli, che ha esternato tutto il suo disappunto.

f.n.

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