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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:26

Bari calcio in vendita Matarrese: mister X esiste per davvero E Montemurro parla giovedì

BARI - Nella conferenza stampa di ieri, tenuta per spiegare le ragioni del fallimento della trattativa con gli imprenditori Montemurro e Rapullino, Antonio Matarrese conferma le voci della presenza di un altro interlocutore per la cessione del club di calcio. «Mister X esiste davvero, tutto è certificato, ci sono le mail che testimoniano la veridicità della trattativa e “tracce” in istituti bancari baresi. Ha offerto 15 milioni di euro, ma sarebbe stato necessario più tempo per una serie di circostanze. A questo punto abbiamo preferito dare spazio alla cordata Montemurro-Rapullino anche perché i tifosi premevano in tal senso».
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BARI - Mister X: esiste davvero? Perché non si è andati avanti nella trattativa?

«Mister X esiste davvero, tutto è certificato, ci sono le mail che testimoniano la veridicità della trattativa e “tracce” in istituti bancari baresi. Ha offerto 15 milioni di euro, ma sarebbe stato necessario più tempo per una serie di circostanze. A questo punto abbiamo preferito dare spazio alla cordata Montemurro-Rapullino anche perché i tifosi premevano in tal senso. E mister X si è ritirato a causa della nostra determinazione a voler trattare con Montemurro, a voler andare avanti così come ci “chiedevano” i tifosi».

Ma il Bari quanto costa realmente?

«Non c’è un prezzo di mercato definito. È come quando si acquista un quadro, se ti piace lo compri. Il prezzo si stabilisce durante la trattativa. L’ultima offerta verbale, è quella di undici milioni e mezzo. Ma pur di cedere il club, eravamo disponibili a uno sconto».

È possibile che Rapullino e Montemurro non vi abbiano fatto capire prima le loro intenzioni?

«Forse abbiamo sbagliato ad andare avanti per così tanto tempo. Settantaquattro giorni rappresentano un periodo più che sufficiente per predisporre una disponibilità bancaria e una dilazione in tempi lunghi».

Quale sarebbe invece un’offerta ragionevole?

«Dodici milioni, il trenta per cento da versare subito, il resto da versare in tre anni sarebbe una proposta realistica. Ma ripetiamo che in una trattiva concreta si possono trovare molti punti di reciproca soddisfazione».

Vista la pesante situazione debitoria, tecnicamente il Bari è una società vendibile? Oppure è imprigionato dentro se stesso?

«Tecnicamente l’operazione è semplicissima: chi compra ha la certezza assoluta di una società libera da ogni passività. Il gruppo Matarrese ha detto chiaro e tondo che si accolla i debiti, perché sono debiti creati dallo stesso gruppo nel corso della gestione, così come capita a tutte le società calcistiche italiane. Noi dobbiamo solo gestire concordati con i nostri creditori, che ovviamente rilascerebbero una liberatoria. Chi subentra troverebbe una situazione assolutamente e totalmente ripulita da qualsiasi tipo di pendenza».

Quando e come è iniziata la trattativa per la vendita?

«Il 3 maggio con la sottoscrizione di una manifestazione di intenti e dell’accordo di riservatezza. La cordata Rapullino-Montemurro ci è stata presentata e caldeggiata dal gruppo di tifosi riunito sotto l’insegna dello Tsunami biancorosso».

Come mai l’As Bari non è ancora riuscita ad ottenere la rateizzazione del debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate?

«Anche per colpe nostre, non siamo riusciti a portare a termine l’accordo. Ma ci stiamo lavorando sopra, è una cosa che stiamo trattando. Non si tratta di evasione fiscale, sia chiaro. Ma di una semplice rateizzazione prevista dalla legge. Questo permetterebbe programmi migliori e anche più ambiziosi».

Come vi comporterete in un’eventuale futura trattativa?

«Saremo più attenti nella valutazione degli acquirenti e più veloci a concretizzare: noi vogliamo lasciare il Bari in mani sicure».

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