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Domenica 22 Ottobre 2017 | 06:44

Enel Basket a caccia in arrivo da Ucraina ala forte titolare

BRINDISI - Prima il «Cotonou» Folarin Campbell, poi il play Massimo Bulleri (assoluta garanzia), quindi la guardia Usa Ron Lewis. Questi i primi arrivi della stagione di pallacanestro maschile che, di fatto, è iniziata lo scorso primo luglio. Da oggi, il general manager Alessandro Giuliani, appena tornato dagli States dove ha fatto indigestione di partite alle Summer League di Orlando e Las Vegas, in perfetta sintonia con coach Piero Bucchi (nella foto), concentrerà le attenzioni sull’arrivo dell’ala forte titolare
Enel Basket a caccia in arrivo da Ucraina ala forte titolare
di Franco De Simone

BRINDISI - Prima il «Cotonou» (Cotonou è la capitale del Benin, dove fu firmato l’accordo Europa-Africa per il riconoscimento ai lavoratori del grande continente dello status di comunitari) Folarin Campbell, poi il play Massimo Bulleri (assoluta garanzia), quindi la guardia Usa Ron Lewis. Questi i primi arrivi della stagione di pallacanestro maschile che, di fatto, è iniziata lo scorso primo luglio.Da oggi, il general manager dell’Enel Basket, Alessandro Giuliani, appena tornato dagli States dove ha fatto indigestione di partite alle Summer League di Orlando e Las Vegas, in perfetta sintonia con coach Piero Bucchi, concentrerà le attenzioni sull’arrivo dell’ala forte titolare.

Si tratta di un atleta di nazionalità ucraina che, in buona sostanza, sarà il primo dei lunghi della «nuova» Enel Basket, squadra che Bucchi ha voluto completamente rifondare. Trattenendo soltanto Andrea Zerini e (forse) Matteo Formenti (ad ogni modo in lista di trasferimento) per disegnare una squadra che si avvarrà di tre americani, quattro comunitari e cinque italiani, compresi due ragazzi che troveranno posto permanentemente in prima squadra.

Tornando al mercato in fase di svolgimento c’è da essere d’accordo con quanti affermano che tre uomini possono soltanto «accennare» quello che sarà il volto della squadra biancazzurra. Però, è anche vero che si tratta di acquisti mirati che fanno perfettamente intendere qual è l’intenzione o la volontà che dir si voglia dei dirigenti, sposata dallo staff tecnico, nell’allestire la squadra che parteciperà al secondo campionato consecutivo in Lega A.

Resta il fatto che con un budget «tagliato» (non solo Brindisi è sofferente ma tutto il mercato del basket avverte l’onda della spending review), ogni scelta è obbligatoriamente condizionata dalle risorse, anche se proprio le buone Idee (tipiche dell’ingegno che si aguzza per necessità) aiutano a scovare cestisti capaci, soprattutto, vogliosi di affermazioni e fortune come ne hanno trovate Gibson, Simmons e Reynolds, arrivati a Brindisi senza troppe credenziali in valigia ed ora «riqualificati».

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