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Caputo e la squalifica per calcioscommesse «Bari, fidati di me»

di FABRIZIO NITTI
BARI - «Mi sembra di vivere un brutto sogno». Ciccio Caputo è ancora sotto choc. Tre anni e sei mesi di squalifica rimediati per l’ormai famosa Salernitana-Bari del 2009, una stangata. «Non ci credo», ripete «non riesco a capacitarmi. Preferisco non sbilanciarmi. Anche se non è così, devo accettare il verdetto e andare avanti, sperare nel ricorso. Nei miei confronti non ci sono accuse precise, solo dubbi»
Caputo e la squalifica per calcioscommesse «Bari, fidati di me»
di Fabrizio Nitti

BARI - «Mi sembra di vivere un brutto sogno». Ciccio Caputo è ancora sotto choc. Tre anni e sei mesi di squalifica rimediati per l’ormai famosa Salernitana-Bari del 2009, una stangata. «Non ci credo», ripete «non riesco a capacitarmi. Preferisco non sbilanciarmi. Anche se non è così, devo accettare il verdetto e andare avanti, sperare nel ricorso. Nei miei confronti non ci sono accuse precise, solo dubbi». D’altro canto la motivazione «ha giocato, non poteva non sapere» (questa la sintesi), lascia davvero perplessi. Anche perché altri protagonisti di quella partita, non sono stati neanche rinviati a giudizio... Parla per la prima volta dopo la pesante sentenza. Ha il tono di un uomo ferito. In maniera ingiusta.

Cosa ha provato nel momento della sentenza?

«Più che sconforto, tanta rabbia. Condannato senza sapere nulla. Mi spiace molto per mia moglie, mia figlia. Stanno vivendo un momento delicato. A loro non devo far vedere che sto male. Devo essere forte e mascherare il mio dolore. Questa storia pesa a livello umano, del contratto mi interessa poco».

C’è chi sostiene che il Bari non avrebbe dovuto convocarla per il ritiro.

«E per quale motivo? Ci sono altri gradi di giudizio, non capisco proprio. Voglio invece ringraziare Angelozzi, Doronzo: mi sono sempre stati vicini, non hanno mai avuto dubbi su di me. E anche il nuovo mister. Gautieri mi ha detto solo una cosa: “quando ti ho visto con figlia in braccio e moglie sotto il tunnel in occasione di Bari-Lanciano, ho capito che persona sei”. Mi è bastato».

Salernitana-Bari: chi la truccò?

«Non saprei come rispondere. Qualcuno avrà fatto qualcosa, se si è arrivati a questo punto. Ma non posso colpevolizzare nessuno, non so nulla».

Confida in uno sconto o nella cancellazione della pena?

«Assolutamente nella cancellazione, la nostra linea è quella. Voglio esser scagionato. Mi fido molto del mio avvocato (Luciano Malagnini, ndr), che ha fatto prosciogliere Salvatore Masiello o Nicola Strambelli. In quel finale di campionato io mi allenavo quasi sempre a parte per un problema fisico e solo il venerdì, con il mister decidevamo sulla convocazione. Nessuno mi tira in ballo in maniera chiara. E mi prendo tre anni e mezzo».

Il 26 si discute l’appello. Se non dovesse andare come spera?

«Non ci voglio pensare, ma nel caso arriverò fino al Tnas. Ci sono stati momenti in cui ho pensato di dire basta, di mollare tutto. Ma sono un combattente, la mia carriera è stata tutta in salita: voglio dimostrare che non centro niente».

Cosa sente di dire ai tifosi?

«Mi hanno scritto in tanti... Ho bisogno del loro affetto per scalare questa ennesima montagna».

Si sente sempre il capitano del Bari?

«Certo! Anzi, sono i compagni, il tecnico, che mi fanno sentire il loro capitano. Credono in me e mi danno la forza per andare avanti».

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