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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:50

Lecce, l’ira di Tesoro «I moralisti alla larga da Miccoli»

di MARCO SECLÌ
LECCE - «Giù le mani da Fabrizio Miccoli». La società rompe il silenzio e manda a quel paese «moralisti e politici in cerca di visibilità». L’amministratore delegato Antonio Tesoro è perentorio: «Nessuno pensi di condizionarci, le vicende extracalcistiche dell’attaccante non ci riguardano e non sarà certo questo l’ostacolo a una trattativa ancora sul nascere, e che resta molto difficile, per provare a portare Miccoli al Lecce»
Lecce, l’ira di Tesoro «I moralisti alla larga da Miccoli»
di MARCO SECLÌ

LECCE - «Giù le mani da Fabrizio Miccoli». La società rompe il silenzio e manda a quel paese «moralisti e politici in cerca di visibilità». L’amministratore delegato Antonio Tesoro è perentorio: «Nessuno pensi di condizionarci, le vicende extracalcistiche dell’attaccante non ci riguardano e non sarà certo questo l’ostacolo a una trattativa ancora sul nascere, e che resta molto difficile, per provare a portare Miccoli al Lecce».

Le vicende extracalcistiche sono quelle, ben note, che a Palermo coinvolgono in un’inchiesta giudiziaria l’attaccante di San Donato. A corredo, foto con esponenti di clan mafiosi e u n’intercettazione in cui il giocatore pronunciava frasi da dimenticare su Falcone. Da qui una pioggia di critiche, arrivate pure dal «suo» Salento. Tra cui quelle, durissime, di Alfredo Mantovano: in un intervento l’ex sottosegretario è arrivato ad auspicare che Miccoli non giochi più. Ma il club ora reagisce e difende a spada tratta il proprio diritto a cullare il sogno di far vestire la casacca giallorossa all’ex bomber rosanero.

«Miccoli - sottolinea Antonio Tesoro, che è anche responsabile dell’area tecnica - è un artista del calcio. Nel pallone è l’equivalente di un Baudelaire, di un Modigliani, di un Gauguin. Personalmente - puntualizza - lo paragono a un Renoir. Se avesse vinto il moralismo non ricorderemmo questi geni. Ma torno al calcio: Maradona avrebbe mai potuto giocare? Pensino i politici, piuttosto, a dare l’esempio».

Ma l’inchiesta? Le frasi su Falcone? «Sono valutazioni che non mi competono, però mi sembra surreale che uno che guadagna oltre un milione di euro l’anno finisca indagato per una presunta tentata estorsione da 18mila euro. Sulle frasi, poi, che sia chiaro non condivido per nulla, mi chiedo dov’è il diritto alla privacy. Bisogna vedere il contesto in cui sono state pronunciate. Miccoli, in ogni caso, si è ampiamente scusato. La verità è che si sta massacrando l’immagine di un ragazzo che tutto mi sembra tranne che un criminale. Eppure, se non è cambiata senza che me ne accorgessi, la nostra Costituzione è ancora garantista». Ecco perché Tesoro ribadisce: «I processi sommari non ci condizioneranno. Vedere giocare Miccoli nella nostra squadra è un sogno».

E la società incontrerà di nuovo l’attaccante questa settimana. Per tentare di realizzare un sogno, a prova di critiche.

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