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Calcio/Serie A - Lecce, tentativo vano: la Roma vince 3-1

La formazione prudente schierata da Paleari regge l'urto una manciata di minuti. Poi, incassa l'uno-due (Mancini su rigore al 20', Chivu al 23') e naufraga, anche a causa di un rigore sbagliato da Pinardi. Il 3-0 è ancora di Mancini (73'). Accorcia Delvecchio (93'). La B è dietro l'angolo
Roma LecceROMA-LECCE 3-1 (2-0 nel primo tempo)

Roma (4-2-3-1): Doni 6, Panucci 7.5, Mexes 7 (30' st Kuffour 6), Chivu 7, Cufrè 6.5, De Rossi 6.5, Aquilani 6, Rosi 6.5 (20' st Tommasi 6.5), Perrotta 7 (35' st Dacourt sv), Mancini 7.5, Taddei 6. (1 Curci, 3 Bovo, 35 Okaka, 40 Nonda). All.: Spalletti 7.
Lecce (4-3-2-1): Sicignano 6, Cassetti 5, Diamoutene 5.5, Stovini 5, Rullo 5.5, Giacomazzi 5, Ledesma 5 (31' pt Camorani 5), Delvecchio 6, Konan 5 (11' st Babù 5), Pinardi 5 (28' st Marianini 5), Vucinic 5.5. (90 Rosati, 4 Pecorari, 6 Saidi, 19 Cozzolino). All.: Paleari 5.
Arbitro: Saccani di Mantova 5.5.
Reti: nel pt 20' Mancini (rig.), 23' Chivu; nel st 28' Mancini, 48' Delvecchio.
Angoli: 8-4 per la Roma.
Recupero: 1' e 3'.
Ammoniti: Cassetti, Aquilani, Rosi per gioco falloso; Vucinic per proteste; Doni per perdita di tempo.
Spettatori: 40.000.
Note: al 39' del pt Pinardi ha sbagliato un rigore concesso per fallo di Panucci su Vucinic.

** I GOL **

- 20' pt: Mancini trasforma il rigore nato due minuti prima dal fallo commesso da Cassetti su Cufrè, nel tentativo di impedirgli di raggiungere un cross di Panucci. Sicignano tocca il tiro del brasiliano, ma non riesce a deviarlo.
- 23' pt: Mancini batte un angolo sul quale si avventa Chivu che di testa, in tuffo, anticipa Giacomazzi e realizza il 2-0.
- 28' st: Il passaggio smarcante di Tommasi mette Mancini a tu per tu con Sicignano. Per il brasiliano è facile saltarlo e depositare in rete il 3-0.
- 48' st: negli ultimi secondi di partita Vucinic indirizza in area romanista una punizione che Delvecchio di testa mette alle spalle di Doni. E' il gol della bandiera leccese.

ROMA - Bella e (un po') fortunata. E' la Roma di Luciano Spalletti che contro il Lecce svolge in scioltezza il compito assegnatole: vincere per continuare ad inseguire i preliminari di Champions. Bella perché tutti sanno sempre quello che devono fare e non si spreca un pallone che è uno. Fortunata perché quando i suoi sono già sotto di due reti, Pinardi sbaglia un rigore che resterà l'unica occasione di riaprire una partita evidentemente segnata. Il 3-1 di Delvecchio sul fischio finale infatti non conta se non per le statistiche. I salentini tornano a casa con la responsabilità di aver molto facilitato il compito della Roma. Da una squadra che si gioca le ultime chance di salvezza ci si aspetterebbe ben altro furore agonistico. Invece la formazione prudente schierata da Paleari regge l'urto una manciata di minuti. Poi, incassato l'uno-due romanista a metà primo tempo, naufraga nella propria mollezza.
Il Lecce si copre le spalle con quattro difensori bloccati e nei 15' iniziali la Roma non trova gli spazi che gli aveva lasciato la Fiorentina. Così il primo rischio Sicignano lo corre sul destro al volo che Panucci gli indirizza contro da fuori area, sfruttando uno spiovente di De Rossi. Il portiere blocca, con un pizzico di eccessiva confidenza. I giocatori di Spalletti costruiscono molto gioco al limite dell'area avversaria, ma faticano ad aprire le maglie del Lecce.
Ma la straordinaria vena di Panucci, in forma come nemmeno all'apice della carriera, è l'ariete giusto per sfondare il bunker avversario. Un tunnel su Pinardi per liberarsi al cross, verso la testa di Cufrè. Sul difensore frana Cassetti (ammonito, ma meriterebbe l'espulsione) e per Saccani è rigore. Al 20' sul dischetto va Mancini ed è l'1-0 perchè Sicignano tocca ma non devia il rasoterra.
Il piano di difesa ad oltranza leccese, pensato per ripartire con le folate di Vucinic e Konan, a questo punto naufraga. Anche perchè nel giro di tre minuti la Roma Raddoppia. Mancini batte il primo angolo e Chivu in tuffo è lesto a metterci la testa, anticipando tutti a pochi passi dalla porta. Al 30', per di più si fa male Ledesma. Entra Camorani che farà vedere ben poco.
Per registrare la prima parata di Doni bisogna aspettare il 34', quando lo sveglia una "telefonata" di Vucinic. E Doni resta di fatto inattivo anche poco dopo. Saccani punisce l'abbraccio in area tra Panucci e Vucinic ed il Lecce vede aprirsi uno spiraglio. Ci pensa Pinardi a richiuderlo, spedendo sciaguratamente fuori, con Doni seduto al centro della porta.
Troppa grazia per una Roma che sente di aver messo il risultato al sicuro. Al punto da diventare, nella ripresa, addirittura un po' stucchevole. Paleari cerca di scuotere i suoi inserendo Babù al posto del fantasma di Konan. Spalletti risponde togliendo Rosi per far spazio a Tommasi. E proprio da un'intuizione di quest'ultimo, al 28', nasce il 3-0. Taglio per lanciare Mancini, Sicignano saltato e palla in fondo alla rete. Anche Totti, dagli spalti, si alza per applaudire i compagni, mentre lo stadio a sua volta lo osanna.
A questo punto la Roma rallenta ancor di più il ritmo. La pratica Lecce è risolta e bisogna conservare le forze per i prossimi appuntamenti. La difesa si distrae un po' e Doni fa venire qualche brivido ai suoi azzardando un paio di rinvii di piede. Ed al 40' riesce anche a farsi ammonire per perdita di tempo. Diffidato, salterà la trasferta di Palermo.
E mentre l'ultimo giro di lancette è quasi terminato e la retroguardia avversaria è distratta, il Lecce trova il 3-1 su una punizione di Vucinic che Delvecchio devia di testa alle spalle del portiere. Panucci si arrabbia sostenendo che il tempo è scaduto, ma per Saccani la rete è valida. Poi arriva la fine.

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