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Giovedì 21 Settembre 2017 | 07:18

Calcioscommesse Gillet non si arrende «Mai intascati soldi»

ROMA - Il giorno dopo le pesanti richieste del procuratore federale Stefano Palazzi, si chiude la fase dibattimentale del primo grado del processo sportivo al Calcioscommesse, relativo al filone d’inchiesta Bari-Bis. E in attesa del dispositivo della sentenza previsto per la metà della prossima settimana, escono di scena altri tre tra i giocatori più noti finiti alla sbarra per le presunte combine di Bari-Treviso 0-1 (11 maggio 2008) e Salernitana-Bari 3-2 (23 maggio 2009)
Calcioscommesse Gillet non si arrende «Mai intascati soldi»
ROMA - Il giorno dopo le pesanti richieste del procuratore federale Stefano Palazzi, si chiude la fase dibattimentale del primo grado del processo sportivo al Calcioscommesse, relativo al filone d’inchiesta Bari-Bis. E in attesa del dispositivo della sentenza previsto per la metà della prossima settimana, escono di scena altri tre tra i giocatori più noti finiti alla sbarra per le presunte combine di Bari-Treviso 0-1 (11 maggio 2008) e Salernitana-Bari 3-2 (23 maggio 2009).

La Commissione Disciplinare della Figc, infatti, ha accordato il patteggiamento a Davide Lanzaf ame(16 mesi di squalifica e 40mila euro), accusato di doppio illecito e per cui ieri Palazzi aveva chiesto 4 anni di stop. Via libera anche agli accordi tra la Procura e il difensore neo genoano Giovanni Marchese e l’attaccante del Torino, Vitor Barreto, deferiti per l’omessa denuncia della combine con la Salernitana, squalificati 3 mesi e 10 giorni e sanzionati anche con un’ammen - da di 10mila euro ciascuno. Dopo le istanze accettate giovedì, salgono quindi a 10 le posizioni chiuse con un patteggiamento (tra cui il Bari, penalizzato di un solo punto in classifica e 25mila euro).
E della colonia granata (Alessandro Gazzi ha patteggiato ieri con 3 mesi e 10 giorni di stop e 40mila euro di ammenda) resta soltanto il portiere, Jean-François Gillet, che nega ogni addebito. Palazzi ha chiesto per lui 4 anni per doppio illecito. I suoi legali, l’avvocato barese Antonio D’Alesio e quello torinese Luigi Chiappero, il legale che aveva difeso la Juventus ed Antonio Conte, sperano invece in un proscioglimento e in subordine, nella derubricazione in omessa denuncia.

«Gillet era l’idolo dei tifosi, era un’istituzione e la sua fama era intonsa nel 2010/2011 - dice D’Alesio - I vari soggetti che cercano di lucrare e combinare qualcosa nel sottobosco del calcioscommesse hanno rilasciato dichiarazioni importantissime, sottolineando come il portiere fosse notoriamente inavvicinabile, tanto che lo chiamavano “il presidente” o anche “la vergine bianca”. Da chi lo hanno saputo? Dalle stesse persone che ora lo accusano».
«Manca la prova che Gillet abbia mai preso soldi - rileva Chiappero in merito al match con i campani - Al massimo è soltanto uno che ha omesso di denunciare».

E per la gara con il Treviso ricorda che c’è solo una dichiarazione ad accusarlo velatamente e più voci che lo chiamano fuori. Diversi avvocati, tra cui Antonio De Rensis, legale di Stef ano Guberti (rischia 3 anni e 6 mesi), ricordano alla corte presieduta da Sergio Artico che in questo processo manca un giocatore importante come il difensore dell’Inter ed ex Bari, Andrea Ranocchia. «Lanzafame racconta che “queste cose non potevano passare sopra le nostre teste anche se eravamo giovani, eravamo titolari” - legge l’avvocato - Questa cosa non è valsa per qualcun altro anche se era più titolare di Guberti». Le varie difese hanno puntato sulla scarsa attendibilità dei “pentiti”, a partire da Andrea Masiello.

«È nota a tutti la sua inattendibilità - dice Paolo Rodella, avvocato di Nicola Belmonte - Anche al gip di Bari che lo definisce un ciarlatano». Tra mercoledì e giovedì la sentenza. Il secondo grado, invece, è previsto per fine mese.

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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