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Enel Basket Brindisi La «fidelitycard» il precampionato la nuova squadra

di FRANCO DE SIMONE
Saranno sette (+ una) le novità che i dirigenti dell’Enel Basket hanno in animo di condividere con i sostenitori della squadra affidata a coach Piero Bucchi. Le prime sono tutte incentrate sui giocatori che vestiranno la canotta biancazzurra, fra le quali anche quella dell’ala forte Delroy James che, nel frattempo, dovrebbe essere già diventato...
Enel Basket Brindisi La «fidelitycard» il precampionato la nuova squadra
di Franco De Simone

Saranno sette (+ una) le novità che i dirigenti dell’Enel Basket hanno in animo di condividere con i sostenitori della squadra affidata a coach Piero Bucchi. Le prime sono tutte incentrate sui giocatori che vestiranno la canotta biancazzurra, fra le quali anche quella dell’ala forte Delroy James che, nel frattempo, dovrebbe essere già diventato «comunitario».
I «colpi» di mortaio il gruppo dirigente li sparerà allorquando detterà i nomi del play e della guard-comb (primo terminale); tanto perché una buona parte della fetta del budget destinato alla campagna trasferimenti, lo staff tecnico (Bucchi, Giuliani, Nicolai) ha deciso di puntarlo soprattutto sui due esterni. Di conseguenza, è scontato che il terzo americano (quasi certamente sarà un’ala piccola) sarà un atleta in uscita da una Università che, dopo aver avuto del «rookie» (per il campionato italiano) il curriculum, sarà poi visto all’opera nel corso delle Summer League, che inizieranno il sette luglio prossimo.
Chi è stato posto a conoscenza dei nomi dei due esterni (qualcuno c’è) assicura che, entrambi, non faranno certamente rimpiangere i due folletti che hanno lasciato Brindisi scegliendo altre strade: Jonathan Gibson e Scottie Reynolds.
Se questo è, resta da conoscere ruoli e nomi degli altri tre giocatori che saranno tre comunitari. Da qui l’interesse dei tecnici brindisini verso i campionati europei (ellenico e spagnolo, soprattutto) fra i quali si potrebbe trovare un altro «Simmons», vale a dire un americano comunitario. Se fosse così Brindisi farebbe bingo.
Anche se poi, è quasi incontrovertibile che il nodo più difficile da sciogliere sarà quello che impegnerà lo staff tecnico nell’individuazione e nella chiusura dei contratti con gli italiani. Il ruolo di uno dei quali non potrà che essere di regista (al posto di Robert Fultz che non ha lasciato rimpianti)...

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