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Lunedì 25 Settembre 2017 | 02:58

«La Bari è in vendita? Le solite chiacchiere»

di ANNADELIA TURI
BARI - Matarrese, la sua «Bari calcio» e la cessione della squadra all’imprenditore Montemurro: scene di un dialogo tutto «alla barese» sul lungomare della città, a pochi passi dal teatro Margherita. E a quella zona conosciuta come nderr la lanz, dove al mattino si vende pesce e frutti di mare e la sera si trasforma in luogo di ritrovo per...
«La Bari è in vendita? Le solite chiacchiere»
di Annadelia Turi
BARI - Matarrese, la sua «Bari calcio» e la cessione della squadra all’imprenditore Montemurro: scene di un dialogo tutto «alla barese» sul lungomare della città, a pochi passi dal teatro Margherita. E a quella zona conosciuta come nderr la lanz, dove al mattino si vende pesce e frutti di mare e la sera si trasforma in luogo di ritrovo per migliaia di ragazzi che si danno appuntamento al ciringhito, per bere il perocino e chiacchierare fino a tarda notte, a due passi dal mare.

Sembra di essere in un teatro ad assistere ad una commedia in vernacolo. Tuttavia, le idee e i concetti sono più che chiari. Soprattutto i commenti su Matarrese che, in dialetto barese non tardano ad arrivare. Sono quasi le sette, è tardo pomeriggio, e qui, su questo tratto di lungomare, ogni giorno si danno appuntamento i «soliti» affezionati alla partite di briscola. Ed eccoli, come sempre (da quando è scoppiato il caldo insopportabile) inchiodati sulle loro sedie in plastica. Quattro per tavolino, in plastica rossa, tutti sponsorizzati dalla storica azienda barese di birra. Alle loro spalle ci sono le barchette, i pescatori di rientro,  qualcuno che sbatte e arriccia i polipi su un muretto. 

LA BIRRA E LA BRISCOLA - Agli «affezionati della briscola» chiediamo senza giri di parole: «Cosa pensa della trattativa?».
«I Matarrese non vogliono vendere la squadra  –  dice Saverio guardando le carte di asso di coppe e tre di bastone che stringe nella mano destra – se quello non se ne va, Montemurro non la comprerà mai la squadra, hai capito? Finché starà Matarrese la storia sarà sempre quella, qualcuno dirà che è interessato a comprare la squadra, faranno il tira e molla e alla fine non si concluderà mai niente. voi che siete giornalisti  – continua il signor Saverio – scrivetelo  questo fatto, i tifosi rinasceranno solo quando Matarrese farà le valigie».

Qualche secondo di pausa e dall’altro tavolino (dove è in corso un’altra partita di briscola) arriva un commento, naturalmente in dialetto: «lascia stare a Matarrese, che ce ne frega a noi, quello l’ha rovinata la squadra». Senza urtare la suscettibilità di nessuno, ci avviciniamo e incrociamo lo sguardo di Giuseppe Di Marco. «Voglio dire un cosa –  dice - appoggiando le carte sul tavolino. Questo Montemurro io non lo conosco, ma mi domando e dico, possibile che tutte le trattative per l’acquisto del Bari sono sempre fallite? Ve lo dico io il perché, il problema è proprio Matarrese. Non è capace di tenere una squadra, dice sempre che se ne deve andare e non se ne va mai. Io prima tifavo il Bari, mi piaceva seguire la partite, specialmente la domenica, ma adesso questa squadra non mi attira più». Non è difficile intuire che i commenti sono tutt’altro che positivi.  A questo punto arriva secco il commento di Nicola Bucci: «Ditelo voi della Gazzetta, scrivetelo, senza leggere e scrivere: Matarrese se ne deve andare…. Quello non capisce niente di pallone. Mi dispiace del fratello che è una brava persona ma quello col pallone non ci sa fare…». Ed ecco che qualcuno mormora dall’altro tavolino: «O basta a parlare di Matarrese, qua noi dobbiamo giocare, tanto quello non se ne andrà mai, una volta era una squadra seria, ora non si capisce più niente».
Mentre decidiamo di andare via, qualcuno arriva con una sciarpa del Bari. «Comunque vada, Forza Bari». E allora tutti si alzano, per un po’ le partite a briscola si possono interrompere…  Si forma un capannello di gente, qualcuno chiede: «Ma che è successo? Hanno venduto il Bari? È vero stavolta? Pronta la risposta dei «maestri della briscola»: «No, che devi fare, tutte chiacchiere…. Matarrese non venderà proprio niente». E prima di andar via le squadre si ricompongono. Tutti seduti ai loro posti, riprendono a giocare. «Me’, mo’ basta con le fesserie – dice uno dei giocatori incalliti – noi dobbiamo riprendere la partita». Tutto torna come prima.

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