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Vivicittà - Di corsa prima del crollo di Punta Perotti

A Bari (6.500 iscritti) l'edizione della manifestazione podistica internazionale organizzata dall'Uisp è coincisa con l'abbattimento dell'eco-mostro. Due keniani che hanno corso a Brescia hanno fatto registrare tempi da primato: in campo maschile vittoria per Kosge, in campo femminile per Jepchumba
VivicittàROMA - Hanno vinto i 70.000 partecipanti di questa Vivicittà, manifestazione podistica internazionale organizzata dall'Uisp. Hanno vinto i loro applausi all'indirizzo degli atleti stranieri che oggi, in 5.000, si sono presentati al via simultaneo delle 36 città italiane coinvolte. Ha vinto il forte «No al razzismo» gridato dallo sport per tutti, all'indomani dei vergognosi cori di San Siro contro il giocatore del Messina Mark Zoro.
Per la parte sportiva, spiccano i successi di due keniani che hanno tagliato per per primi il traguardo a Brescia e hanno vinto la classifica unica nazionale: Kenneth K. Kosge (33'11") e Rose Jepchumba (37'33"). «Davvero significativa la risposta di decine di migliaia di cittadini che oggi hanno scelto Vivicittà per dire sì a questa corsa di tutti e per dire no al razzismo - commenta soddisfatto Filippo Fossati, presidente nazionale dell'Uisp -: abbiamo rilanciato il valore simbolico di questo appuntamento sportivo proprio puntando sui valori della convivenza, della multietnicità, della fratellanza».
E in un'edizione particolare come questa, il successo di due atleti di colore assume un significato particolare: i due keniani che hanno corso a Brescia hanno fatto registrare tempi da primato. In campo maschile vittoria per Kenneth K. Kosge che ha tagliato il traguardo dei 12 km. con un tempo di rilievo, 33'11». Così come nella città lombarda ha centrato il successo nazionale la campionessa keniana di cross country 2005, Rose Jepchumba, che ha chiuso i 12 km con l'eccellente tempo di 37'33».
Buone anche le prove di alcuni dei migliori fondisti italiani, da Cosimo Caliandro delle Fiamme Gialle, vincitore della prova di Taranto e secondo classificato nazionale (34'57") al vincitore della Maratona di New York nel 96, Giacomo Leone delle Fiamme Oro, che sempre a Taranto ha centrato il quinto posto nazionale (35'13").
In campo femminile, invece, secondo posto per la marocchina Hafida Izem (41'15» centrato a Matera) e terzo per la slovena Mateja Kosovely (41'32» a Gorizia) che nel 2005 arrivò 23/a. Prima delle italiane l'atleta della Forestale, Debora Toniolo, che a Riccione ha sfiorato il podio di una manciata di secondi, chiudendo al quarto posto in 41'37».
Nelle due prove sulla distanza di mezza maratona, vittoria per l'algerino Tajeb Filali (1h06'45") e la marocchina Khadija Laarussi (1h20'53") a Latina; per il keniano Philemon Kirwa (1h04'34") e per l'italiana Veronica Vannucci (1h18'55") a Firenze.
Visto che Vivicittà 2006 è stata dedicata al tema della convivenza multietnica, in tutte le sedi di gara è comparso lo striscione con la scitta «No al razzismo». In più sono state organizzate anche varie iniziative collaterali, esibizioni e feste etniche.
Inoltre Vivicittà 2006 ha recuperato fortemente e rilanciato la sua vocazione ambientalista: a Firenze, dove la distanza della prova era di 21,097km (mezza maratona), per la prima volta in Italia è stata effettuata una Valutazione di Impatto Ambientale sull'evento. A Ferrara sono stati utilizzati materiali esclusivamente biodegradabili per allestire il percorso. A Bari (oltre 6500 partecipanti) Vivicittà è coincisa con l'abbattimento dell'eco-mostro di Punta Perotti e il recupero di aree degradate del tessuto urbanistico. A Roma, nel giorno del pellegrinaggio a San Pietro per le celebrazioni del primo anniversario della scomparsa di Papa Wojtyla, i 1200 partecipanti hanno attraversato le vie del centro storico, dal Circo Massimo a via dei Fori Imperiali e Piazza del Colosseo.

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