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Martedì 19 Settembre 2017 | 17:31

Manette ed «esilio» per gli ultrà leccesi Ma uno torna a casa Stadio, danni per 6mila €

LECCE - «Gli autori degli episodi più gravi saranno assicurati alla giustizia. Non andranno da nessuna parte. E, comunque, non avranno più accesso allo stadio per i prossimi tre anni». Arresto e daspo sono nell’aria. È il commento che si percepisce dopo la riunione in Prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Gli investigatori della Digos e della Squadra Mobile stanno visionando foto e filmati degli incidenti che si sono verificati domenica pomeriggio dentro e fuori il via del Mare
Nove giocatori assenti all'allenamento
Manette ed «esilio» per gli ultrà leccesi Ma uno torna a casa Stadio, danni per 6mila €
LECCE - «Gli autori degli episodi più gravi saranno assicurati alla giustizia. Non andranno da nessuna parte. E, comunque, non avranno più accesso allo stadio per i prossimi tre anni». Arresto e daspo sono nell’aria. È il commento che si percepisce dopo la riunione in Prefettura del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Gli investigatori della Digos e della Squadra Mobile stanno visionando foto e filmati degli incidenti che si sono verificati domenica pomeriggio dentro e fuori il via del Mare.

La normativa contro gli episodi di violenza negli stadi prevede la flagranza differita che consente di eseguire gli arresti «entro le 48 ore dal fatto qualora non sia possibile procedere immediatamente per ragioni di sicurezza e di incolumità poubblica ». Diverse decine di tifosi violenti sono già state individuate. Alcuni, del resto, hanno agito a volto scoperto e sono stati ripresi dalle telecamere. Ma, al momento, risultano irreperibili. Si sono allontanati per mettersi al riparo dall’arresto in flagranza differita. «È in corso un’intesa attività di polizia giudiziaria», conferma il questore Vincenzo Carella , «si stanno visionando video e foto al fine di ricostruire ogni singolo comportamento».

Uno degli ultras violenti è stato arrestato domenica sera, durante gli scontri con la polizia, anche se oggi è tornato a casa pur dovendo rispettare l’obbligo di dimora. L'arresto del tifoso è stato convalidato dal giudice monocratico del Tribunale di Lecce, Maddalena Torelli, che durante il processo per direttissima ha disposto comunque la scarcerazione del giovane così come chiesto dal pm Massimiliano Carducci. Al giudice il giovane ha riferito di non essere mai entrato all’interno dello stadio per assistere alla partita, ma di essere rimasto all’esterno dove ha aspettato l’esito della gara.

Altri due sono stati denunciati a piedi libero. Si tratta di Virgilio Coppola, mesagnese di 27 anni, residente a Erchie. È stato bloccato mentre lanciava sassi contro le forze nell’ordine. Il giovane era già stato colpito da Daspo. La denuncia è scattata per M.S., 33, di Surbo, e per L.Z., di 19 anni, di San Cesario per lancio di materiale pericoloso durante la competizione sportiva. Agli incidenti hanno preso parte circa 400 tifosi che hanno tentato di raggiungere la squadra giallorossa. Sono stati lanciati sassi e petardi. Un’auto della polizia è stata incendiata ed altre due danneggiate. Nove gli agenti rimasti feriti: sei operatori della Questura e tre del reparto Mobile di Taranto.

«Dobbiamo prendere ulteriori iniziative perché è inammissibile che, ancora oggi, dopo tutti gli interventi che abbiamo messo in capo, il tipo possa provocare questi disordini», ha spiegato il prefetto Giuliana Perrotta. Che in merito alle polemiche su una presunta sottovalutazione della pericolosità della partita e, quindi, della presenza degli steward all’interno del campo da gioco ha precisato che il numero era stato ritenuto congruo dal Gos, il Gruppo operativo sicurezza: «Nessuno si aspettava reazioni così violente».

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