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Calcioscommesse Il Bari «deferito» ora rischia un -6

ROMA - I deferimenti della Procura federale sui documenti relativi all’inchiesta bis avviata dalla Procura penale di Bari sono arrivati. Due le partite incriminate per sospette combine: la sfida tra Bari e Treviso giocata l’11 maggio 2008 e vinta 1-0 in trasferta dalla squadra veneta e l’incontro tra Salernitana e Bari disputato il 23 maggio 2009 e vinta 3-2 dal club campano. A rischio c'è naturalmente il Bari, chiamato a rispondere a livello di responsabilità oggettiva per i numerosi illeciti sportivi e le omesse denunce contestate ai propri ex tesserati (nella foto, l'ex portiere del Bari Gillet)
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Calcioscommesse Il Bari «deferito» ora rischia un -6
ROMA - Nessun deferimento per il tecnico della Juventus ed ex Bari Antonio Conte, com'era ampiamente previsto. Nessun deferimento per il difensore dell’Inter Andrea Ranocchia, a rischio omessa denuncia per le dichiarazioni rese da alcuni ex compagni di squadra ai tempi del Bari.Ma il sesto filone sportivo dello scandalo Scommessopoli potrebbe comunque avere effetti importanti sul calcio italiano. Attesi da alcune settimane, i deferimenti della Procura federale sui documenti relativi all’inchiesta bis avviata dalla Procura penale di Bari sono arrivati. Due le partite incriminate per sospette combine: la sfida tra Bari e Treviso giocata l’11 maggio 2008 e vinta 1-0 in trasferta dalla squadra veneta e l’incontro tra Salernitana e Bari disputato il 23 maggio 2009 e vinta 3-2 dal club campano. In entrambi i casi la Procura federale ha utilizzato la mano pesante, forte delle confessioni rese soprattutto da Andrea Masiello, Davide Lanzafame, Marco Esposito e l’ex collaboratore tecnico di Conte, Cristian Stellini. A rischio c'è naturalmente il Bari, chiamato a rispondere a livello di responsabilità oggettiva per i numerosi illeciti sportivi e le omesse denunce contestate ai propri ex tesserati (Salernitana e Treviso non rischiano invece nulla perchè società fallite).

La scorsa estate, nel processo sportivo relativo al primo filone dell’inchiesta penale barese, la società pugliese decise di patteggiare 5 punti di penalizzazione per sei illeciti contestati (e 80 mila d’euro d’ammenda per quattro presunte combine non denunciate dai propri tesserati). Stavolta - con un deferimento per due illeciti e altrettante omesse denunce - la strategia difensiva del Bari potrebbe essere diversa, rinunciando all’istituto del patteggiamento per discutere la propria posizione in aula.

«Il deferimento giunto al Bari si riferisce ad anni precedenti al processo sportivo dello scorso anno. E avremmo potuto patteggiare se i fatti contestati fossero rientrati nel pacchetto che abbiamo affrontato nello scorso procedimento» - ha detto il direttore generale del Bari, Claudio Garzelli.

«Contiamo che si tenga conto dell’unitarietà dell’insieme delle violazioni - ha aggiunto - Si tratta di un intero periodo già oggetto di approfondimenti da parte della giustizia sportiva».

Tra i 33 tesserati deferiti dal procuratore federale Stefano Palazzi, invece, la posizione più complicata è senz'altro quella dell’attuale portiere del Torino Jean-François Gillet, chiamato a rispondere - così come il difensore del Pisa Marco Esposito (già sospeso per 3 mesi e 10 giorni nel processo andato in scena lo scorso agosto) e il centrocampista offensivo dell’Honvèd Davide Lanzafame - per i presunti illeciti sportivi commessi in entrambe le partite incriminate, e più precisamente per avere, «in concorso fra loro e con altri soggetti allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato» delle due gare. «Le richieste della Procura sono veramente durissime - ha spiegato l’avvocato Antonio D’Alessio, legale del nazionale belga che rischia almeno tre anni di squalifica - non mi aspettavo tanto, anche perchè il materiale probatorio della Procura non era così articolato. Ricordo che parliamo solo di testimonianze indirette: nessun collega ha mai sostenuto di aver visto Gillet dare o prendere soldi, o collaborare all’organizzazione degli eventi illeciti. Jean-François ha un’immagine pulita: non l’ho ancora sentito perchè è in Belgio in ritiro con la Nazionale, ma è un ragazzo forte, abituato a sopportare questi pesi: reagirà come ha sempre fatto, con dedizione e determinazione».

La palla passa ora alla Commissione Disciplinare Nazionale, organo di primo grado della giustizia sportiva, per il sesto (e non ultimo, perchè l’inchiesta avviata della Procura di Cremona e relativa, in particolare, alle posizioni di Lazio, Genoa e Lecce, non è ancora terminata) processo sullo scandalo Scommessopoli.

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