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Martedì 17 Ottobre 2017 | 00:24

Bari e i Matarrese è scattato il conto alla rovescia

di FABRIZIO NITTI 
BARI - La «questione Bari» ha imboccato la stretta finale. Si tirano le somme. Proviamo a farci strada fra i mille «affluenti» che accompagnano la trattativa Matarrese-Montemurro per il passaggio di consegne del pacchetto azionario del club biancorosso, da 35 anni nelle mani della famiglia di origini andriesi. Ricevuta l’offerta nei giorni scorsi (10 milioni di euro, non tutti sull’unghia: 1.500.000 subito, il resto dilazionato in 10 anni), i Matarrese hanno atteso il fine settimana per fare il punto della situazione, anche se «contatti» fra le parti sono proseguiti
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Bari e i Matarrese è scattato il conto alla rovescia
di FABRIZIO NITTI 

BARI - Il conto alla rovescia è scattato, la «questione Bari» ha imboccato la stretta finale. Si tirano le somme, nel vero senso della parola. Proviamo a farci strada fra i mille «affluenti» che accompagnano la trattativa Matarrese-Montemurro per il passaggio di consegne del pacchetto azionario del club biancorosso, da 35 anni nelle mani della famiglia di origini andriesi. Ricevuta l’offerta nei giorni scorsi (10 milioni di euro, non tutti sull’unghia: 1.500.000 subito, il resto dilazionato in 10 anni), i Matarrese hanno atteso il fine settimana per fare il punto della situazione, anche se «contatti» fra le parti sono proseguiti soprattutto via telefono. In attesa del rientro di Antonio da Mauritius (impegni con la Fifa, oggi atterrerà a Bari), gli altri componenti della famiglia hanno cominciato ad analizzare nel dettaglio la proposta arrivata dalla coppia Montemurro-Rapullino, quest’ultimo titolare della «Sideralba» di Acerra, partner di Montemurro nella «Nuova Grigliati Meridionali».

Un nuovo appuntamento fra le parti sarebbe previsto nei primi giorni della settimana prossima, probabilmente martedì. Verso cosa andiamo? Voci raccolte qua e là, spostano gli indicatori dell’affare sul segno positivo. Anche se qualcosa andrà rivista rispetto alla puntata precedente. Ma questo è un fatto naturale, in tutte le trattative. Uno offre, l’altro riflette e magari risponde con una nuova proposta.
Non è escluso che Paolo Montemurro possa «alzare» da una parte e «stringere» dall’altra. Mettere, cioè, sul piatto della bilancia qualcosa in più del milione e mezzo calato in prima battuta ed allo stesso tempo diminuire il tempo di «smaltimento» della cifra rimanente. Scendere, insomma, in maniera decisa, dai dieci anni iniziali.

Altra possibilità: che sia più larga la cifra da «spalmare» in dieci anni, cioé che il valore globale dell’operazione possa superare i dieci milioni iniziali.

Fumata bianca all’orizzonte? Mai come questa volta la sensazione è questa, mai in precedenza si era arrivati a discutere di cifre, di dettagli, di correzioni. E questo, ovviamente, grazie alla disponibilità dei Matarrese a vendere (e a pagarsi i debiti) e alla ferrea volontà di Montemurro di arrivare a meta. Siamo però arrivati a destinazione, quasi al capolinea. Magari per ricominciare, ripartire.

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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