Cerca

Martedì 17 Ottobre 2017 | 13:29

Squalificato per un turno il campo del Lecce

Il lancio di fumogeni contro il Parma costa anche l'ammenda di 5mila euro. In campo neutro Lecce-Milan (1/4). In B, Bari-Rimini senza Michele Anaclerio, Carrus e Fusani. In C1, stop per Barusso, Vadacca (Manfredonia) e Barbosa (Martina); in C2, fermati Iennaco, Alvarez, Raimondi (Gallipoli) e Cunzi (Andria)
LECCE - In riferimento alle partite dell'undicesima giornata di ritorno del campionato di serie A, il giudice sportivo ha squalificato il campo del Lecce per una giornata, considerando la responsabilità oggettiva del club salentino per il lancio di fumogeni e bengala che hanno determinato la duplice interruzione dell'incontro con il Parma. «A connotare ulteriormente in senso negativo la gravità del fatto - si legge nelle motivazioni del giudice sportivo - va richiamata la recidiva specifica reiterata dei sostenitori del Lecce, la cui condotta consistita in lanci di bengala, fumogeni ed altri oggetti nel recinto e sul terreno di giuoco ha già determinato l'applicazione di sanzioni a carico della società, a titolo di responsabilità oggettiva, in ben quindici occasioni nel corso della presente stagione sportiva».
Ai salentini è anche stata inflitta un'ammenda di 5.000 euro. Il giudice sportivo, inoltre, ha comminato una multa di 35.000 euro alla Reggina per il ripetuto lancio di fumogeni e altri oggetti in campo prima e durante la partita. Ammenda di 7.000 euro alla Juventus per avere, fra l'altro, i suoi sostenitori esposto «per alcuni secondi, in occasione delle reti realizzate, bandiere contenenti simboli evocativi di discriminazione razziale». Multa di 7.000 euro anche al Livorno, di 3.500 alla Roma, di 2.500 euro alla Lazio (per avere suoi sostenitori esposto con modalità saltuarie durante la gara uno striscione di ridotte dimensioni contenente frase evocativa del regime fascista) e di 1.000 euro al Milan.
Sono 14 i giocatori di serie A squalificati per un turno: Comotto e Cristiano (Ascoli), Conti (Cagliari), Mesto (Reggina), Paro e Tudor (Siena), Cottafava (Treviso con ammenda di 500 euro), Barone e Zaccardo (Palermo), Cribari (Lazio), Dainelli (Fiorentina), Pisano (Sampdoria), Semioli (Chievo), Viali (Treviso). Squalifica per un turno anche per l'allenatore dell'Ascoli Giampaolo.
I giocatori diffidati sono Amoruso, Tedesco e A. Lucarelli (Reggina), , Guastaldello e Paci (Siena), Mutarelli (Palermo), E. Filippini (Treviso), Vargas (Livorno), C. Zenoni (Sampdoria), Nocerino (Messina). Ammonizione con diffida e ammenda di 1.500 euro per Flachi (Sampdoria). Ammonizione con ammenda di 1.000 euro per C. Lucarelli (Livorno). Ammonizione con diffida e ammenda di 1.000 euro per l'allenatore del Palermo Papadopulo.
Il presidente del Livorno Aldo Spinelli è stato inibito fino al 27 marzo.

Sono 18 i giocatori di serie B fermati per un turno dal giudice sportivo: Muzzi (Torino con ammenda di 250 euro), Bucchi (Modena con ammenda di 750 euro), Mezzanotti e Notari (Mantova), D'Agostino e Migliaccio (Atalanta), Troiano (Modena), Abruzzese (Avellino), Fusani, Carrus e Anaclerio (Bari), Biso (Catania), Mazzola e Bonomi (Verona), Ferrigno (Catanzaro), Galloppa (Triestina), Testini (Albinoleffe) e Zauli (Bologna).
I giocatori diffidati sono Cardinale (Crotone, con ammenda di 500 euro), Juric (Crotone), Lanzara (Mantova), Tognozzi (Pescara), Biasi (Verona), Dallamano (Brescia), Marchini (Triestina), Orfei (Torino), Rossetti (Cesena) e Valiani (Rimini). Ammonizione con diffida per l'allenatore dell'Albinoleffe Mondonico. Ammonizione e ammenda di 750 euro per Ferrarese (Torino) e di 500 euro per Pantanelli (Catania) Queste le ammende per le società: 2.750 euro al Bologna, 2.000 euro al Bari, 1.750 euro all'Atalanta e 1.500 euro al Catania.(

Il giudice sportivo, Giuseppe Quattrocchi, in merito alle partite della decima giornata di ritorno di Serie C1, ha squalificato per tre giornate Puccinelli (Perugia), Medda (Sassari Torres) e per una De Palma (Acireale), Bernini, Diarra (Perugia), Barusso, Vadacca (Manfredonia), Macellari (Sangiovannese), Barbosa (Martina). Il giudice ha inflitto ammende a Napoli, Sangiovannese (3.000 euro), Foggia (1.750 euro), Sassari Torres (800 euro), Perugia (600 euro), Frosinone, Manfredonia (400 euro).
In C2, ha squalificato per due giornate fermato Astarita (Giugliano) e per una Ciano, Molino (Real Marcianise), Iennaco, Alvarez, Raimondi (Gallipoli), Alfieri (Rende), Cunzi (Andria), Bruno (Nocerina), Biagianti (Pro Vasto), Statuto (Viterbese), Di Nicolantonio, Mangiapane (Vittoria). Il giudice ha inflitto ammende a Taranto (3.000 euro), Rende (2.000 euro), Real Marcianise, Vigor Lamezia (1.500 euro), Gallipoli (500 euro).

Relativamente alle partite dell'undicesima giornata di ritorno di serie D, giocate lo scorso 19 marzo, il Giudice Sportivo ha comminato le seguenti ammende alle Società: euro 2.000,00 Brindisi; euro 200,00 S.Paolo Bari. Il Giudice ha inoltre inibito (ammonendolo con diffida) Cosimo Lenti (Grottaglie). Squalificato fino al 5/4 il massaggiatore del S.Paolo Bari Vito Mancini.
Relativamente ai calciatori, risultano squalificati per tre gare Taurino (Brindisi) e Loseto (Monopoli); per due gare Gioielli (S. Paolo Bari); per una gara Laviano (Bitonto), Bonfigli (Manduria), Pellegrino (Bitonto), Bevilacqua (Grottaglie), Lentini (Manduria), Cimadomo (Bitonto), Olcese (Matera).

L'azione, ritenuta premeditata, dei tifosi del Lecce ha portato come conseguenza disciplinare la squalifica del campo. Il club di via Templari paga (anche con un'ammenda, oltre che con la disputa in campo neutro di Lecce-Milan del 1° aprile) la responsabilità oggettiva. Le regole, del resto, sono chiare. La sanzione, dunque, è inappuntabile, ancorché appellabile secondo il codice di procedura della giustizia sportiva. Difficilmente, però, potrebbe essere accolto un eventuale ricorso, vista la recidiva pendente.
Detto questo, ciascuno per i poteri attribuiti, ha il dovere di intervenire. La giustizia sportiva lo ha fatto. La magistratura ordinaria deve farlo applicando la legge, compresa, laddove sia previsto, la Pisanu (quella sulla violenza negli stadi), che ha introdotto nuove figure di reato (tra cui il lancio di oggetti contundenti) e prevede l'arresto in flagranza differita (con la possibilità di utilizzare le immagini del sistema di telesorveglianza). Infine, è necessario colmare una lacuna resa evidente da una recente sentenza di Cassazione, che svilisce il contenuto, nella sua parte repressiva, della normativa: la III sezione penale ha infatti stabilito, nella sostanza, come non si possa vietare l'ingresso allo stadio di una persona che sia in possesso di fumogeni, a patto che non ne faccia oggetto di lancio.
Senza entrare nel merito del giudizio della Corte, che, nella sua funzione di garante dell'uniformità nell'applicazione delle norme, ha ritenuto legittimo il ricorso di un tifoso cui era stato impedito di assistere a una partita perché in possesso di bengala (gli stessi giudici hanno sentenziato però che con una mazza da baseball non si può entrare, per fortuna), è un po' come consentire a qualcuno di guidare un'auto di grossa cilindrata (mettiamo una Ferrari) intimandogli di non superare in autostrada i 130 km/h.
I precedenti hanno dimostrato che molto spesso i fumogeni sono utilizzati per offendere. Sarebbe dunque necessario intervenire in sede legislativa per una modifica che equipari gli strumenti che ragionevolmente possano procurare danno.
G. Flavio Campanella

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione