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Penalizzazioni e retrocessioni per combattere il razzismo nel calcio

La Fifa ha imposto misure più severe. Oltre alla possibilità di sospendere l'incontro, ha stabilito le penalità, in termini di punti, da infliggere alle squadre: tre punti se si tratta della prima volta, sei per la seconda e la retrocessione o l'esclusione dalla competizione in caso di ulteriori episodi
ZURIGO (SVIZZERA) - Dalla semplice sospensione della partita alla retrocessione. La Fifa lo aveva annunciato e dopo la riunione dell'esecutivo a Zurigo ecco finalmente le attese sanzioni per combattere il fenomeno del razzismo. La Fifa, modificando l'articolo 55 del codice disciplinare, ha imposto misure più severe. Oltre alla possibilità di sospendere l'incontro, l'ente calcistico mondiale ha anche stabilito le penalità, in termini di punti, da infliggere alle squadre i cui tifosi si renderanno protagonisti di atti di razzismo: tre punti se si tratta della prima volta, sei per la seconda e la retrocessione o l'esclusione dalla competizione in caso di ulteriori episodi.
Le Federazioni internazionali e nazionali dovranno ora procedere alla modifica dei propri regolamenti per recepire le nuove norme e chi non si adeguerà rischia l'esclusione dalle competizioni internazionali per due anni. Soddisfatto Lilian Thuram, che è stato ascoltato dall'esecutivo Fifa. «Ora i club e le associazioni sono obbligati a trovare una soluzione per eliminare questa piaga - ha dichiarato il difensore francese - C'è una sola razza, la razza umana, e la Fifa doveva intervenire per tenere lontana dagli stadi certa gente».

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