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Calcio / Serie A - Lecce perde a Messina 2-1 e sprofonda in classifica

Siciliani in vantaggio con D'Agostino. pareggio dei salentini con Babù. Decide Nanni all'85'. Per evitare la retrocessione, i giallorossi in teoria nelle 9 giornate che restano dovrebbero rimontare 9 punti. Negli spogliatoi sfiorata la rissa
• La Juventus pareggia 0-0 con il Milan e si mette in tasca il 29° scudetto
MESSINA-LECCE 2-1 (1-1 nel primo tempo)

• MESSINA (3-4-1-2): Storari; Zanchi, Rezaei, Aronica, Parisi (86' Innocenti); Sculli, Coppola (69' Sullo), Donati, D'Agostino; Di Napoli (76' Nanni), Floccari. All.: Mutti.

• LECCE (4-3-2-1): Benussi (55' Rosati); Camisa, Saidi, Diamoutene, Rullo; Giacomazzi (76' Valdes), Ledesma, Delvecchio (86' Delvecchio); Babù, Vucinic, Cassetti. All.: Paleari-Rizzo.
Arbitro: Racalbuto (Ambrosino-Carretta; Squillace).

• Reti: 26' D'Agostino, 44' Babù, 85' Nanni.
• Note - Ammoniti: 8' Zanchi, 27' D'Agostino, 48' Rezai, 57' Coppola, 89' Donati nel Messina; 17' Babù, 52' Camisa, 63' Giacomazzi nel Lecce. Espulsi: nessuno. Calcio - Messina Lecce

MESSINA - Sarà incompetente, come insinua uno striscione dei tifosi siciliani, critici nei confronti del loro club («Non sarà una società incompetente a cancellare l'obbiettivo dalla nostra mente»), ma il Messina è in piena corsa per la permanenza in serie A (oggi sarebbe salvo) dopo il 2-1 rifilato al Lecce. In Salento, invece, le capacità dello staff guidato da Semeraro non sono in discussione, ma le scelte fatte nel dopo-Zeman si sono rivelate errate.
Onore comunque ai giallorossi, che hanno tentato l'impossibile. La speranza, però, alimentata dal successo contro il Palermo e dal primo tempo di oggi, che i giallorossi hanno giocato alla pari (Babù ha riposto al vantaggio di D'Agostino), si è infranta (rete di Nanni) a cinque minuti dal termine sullo Stretto, dove l'anno scorso, quasi a fotografare due situazioni opposte, finì con un trionfo (1-4). Riuscire a rimontare nove punti nelle nove gare restanti è un'impresa che non ha precedenti e che è fuori dalla logica.
Le aspettative per questo scontro diretto erano altre: vincere per dimezzare e ridurre a tre i punti di distacco dalla zona salvezza. Rizzo (che peraltro non può disporre di Sicignano, Polenghi, Camorani e Cozzolino) ripropone (da destra a sinistra) in difesa Camisa, Saidi, Diamoutene e Rullo, a centrocampo Giacomazzi, Ledesma e Delvecchio, in attacco Babù e Cassetti larghi sulle fasce in appoggio a Vucinic, tenuto a riposo precauzionale nelle ultime ore per essere pronto a sfidare la retroguardia dei siciliani, che deve rinunciare allo squalificato Cristante e all'infortunato Rafael.
Mutti, tecnico del Messina, recupera però Parisi e gli chiede di sobbarcarsi il controllo di quasi tutta la fascia sinistra (lo aiutano a turno in copertura gli attaccanti) perché sceglie di proporre una difesa a tre bloccata (Zanchi, Aronica e Rezaei) e di lasciare D'Agostino libero di muoversi dietro le punte, che sono Floccari e Di Napoli. Completano la linea mediana Sculli (a destra), Coppola e Donati.
La variazione tattica del Messina è una sfida per Babù (che però ha un approccio blando alla partita), il quale non può contare sulla sistematica assistenza di Camisa, costretto a tenere a bada la zona, dove può capitare che debba frenare Floccari oppure Di Napoli. Poi, pian piano il brasiliano sembra prendere confidenza, dopo che i siciliani hanno avuto il loro periodo di supremazia (al 9' Rullo è bravo a salire e a mettere in fuorigioco Floccari, che all'11' prova una rovesciata, alta sopra la traversa; al 14' ci prova Parisi).
I più pericolosi sono però Cassetti, che al 16' lascia partire un tiro di destro (Storari intercetta in tuffo), e soprattutto Vucinic, che al 25', spostato leggermente a destra, tenta una conclusione di fino a giro che, con la complicità del vento (che nel primo tempo spira a favore dei salentini) termina di poco fuori.
Purtroppo per il Lecce, una disattenzione basta per dare ragione alle scelte di Mutti. Camisa si lascia scappare Floccari, che da sinistra avanza palla al piede e, nonostante Saidi scali su di lui, riesce a calciare. Benussi para, ma la ribattuta raggiunge D'Agostino, piazzato centralmente e libero di ribadire verso la porta: incredibile la carambola (prima la palla colpisce Saidi, poi Rullo) che spiazza il portiere. È l'1-0.
I pugliesi accusano il colpo (D'Agostino ci riprova al 28'), ma lo smarrimento dura poco (al 32' Vucinic impegna ancora severamente il portiere, stavolta di sinistro). La gara inevitabilmente diventa più aperta, visto che il Lecce osa di più. Prima (36') c'è un colpo di testa di Cassetti su cross di Camisa; poi, un' iniziativa di Babù (39'), per l'occasione spostato a sinistra, potrebbe essere concretizzata da Giacomazzi, ma sul cross l'uruguaiano, a due passi dalla porta, viene anticipato in angolo.
La contesa, però, si gioca sulla fascia opposta (la destra del Lecce), quella dove il Messina ha deciso (vedi sopra) di rischiare. Solo che mentre al 43' Di Napoli, servito da Donati, sbaglia il diagonale (che finisce a lato), al 44' Babù è bravo e fortunato: bravo perché si fa trovare smarcato, cioè più avanti rispetto a Parisi; fortunato perché sfrutta un intervento a vuoto di Aronica, che gli lascia lo spazio per tracciare una parabola imparabile per Storari: 1-1.
Nella ripresa, il vento, che stavolta è a sfavore del Lecce, aumenta di intensità. Parisi tenta di sfruttarne la forza, sempre su punizione, al 52' (su tocco di D'Agostino) e al 54' (calciando direttamente) senza che sia necessario l'intervento di Benussi, costretto a uscire al 55' per problemi muscolari e a lasciare la guardia della porta a Rosati. Il nuovo entrato si fa subito apprezzare: dopo un destro insidioso di Ledesma (60'), il giovane portiere è reattivo al 61', quando è costretto all'uscita per anticipare Floccari lanciato a rete. Due minuti dopo, invece, si ritrova tra le braccia un pallone deviato da Saidi, che il tunisino toglie dai piedi di Di Napoli, piazzato a due passi dai pali.
La pressione del Messina aumenta. Il Lecce, dopo un destro di Vucinic (62'), si fa schiacciare e non riesce più a costruire azioni d'attacco. Nell'area salentina le mischie si intensificano. I padroni di casa (al 69' entra Sullo per Coppola) sono sempre più pericolosi, soprattutto grazie a Floccari, che al 74' lascia sul posto Diamoutene e calcia di sinistro (alto). Rizzo se ne accorge e prova a cambiare: al 76' entra Valdes al posto di Giacomazzi. Il cileno va a sinistra prendendo la posizione di Cassetti, che si sposta a centrocampo nella zona lasciata dall'uruguaiano. Contemporaneamente, Mutti toglie Di Napoli e inserisce Nanni (che fa la punta centrale) per sfruttarne le doti fisiche.
L'argentino potrebbe essere utile nel gioco aereo. Ma il gol che condanna il Lecce arriva su azione in profondità con palla a terra: Donati lancia Floccari, inesauribile, che da sinistra mette in mezzo per Nanni, il quale, nonostante la pressione di Rullo, riesce a indirizzare di sinistro la palla verso la rete (85') superando Rosati. Subito dopo Mutti, già deciso a richiamare Parisi (acciaccato), anziché per far entrare Antonelli, gli preferisce il difensore Innocenti, mentre Rizzo tenta il tutto per tutto togliendo Delvecchio per Konan. Niente da fare: il campionato del Lecce si chiude qui.
G. Flavio Campanella

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