Cerca

Calcioscommesse Matarrese chiederà  i danni a Semeraro

di GIOVANNI LONGO 
BARI - I Matarrese sono pronti a chiedere i danni a Pierandrea Semeraro. Se non un «derby nel derby», poco ci manca. A due anni dalla presunta combine nella partita Bari-Lecce (0-2), l’A.S. Bari «affila le armi» in vista dell'inizio del processo nei confronti dell’ex presidente della società giallorossa, dell’imprenditore Carlo Quarta e di Marcello Di Lorenzo, amico di Bari Andrea Masiello, accusati di frode sportiva in relazione alla partita giocata allo stadio San Nicola il 15 maggio 2011.
Calcioscommesse Matarrese chiederà  i danni a Semeraro
GIOVANNI LONGO

BARI - I Matarrese sono pronti a chiedere i danni a Pierandrea Semeraro. Se non un «derby nel derby», poco ci manca. A due anni dalla presunta combine nella partita Bari-Lecce (0-2), l’A.S. Bari «affila le armi» in vista dell'inizio del processo nei confronti dell’ex presidente della società giallorossa, dell’imprenditore Carlo Quarta e di Marcello Di Lorenzo, amico di Bari Andrea Masiello, accusati di frode sportiva in relazione alla partita giocata allo stadio San Nicola il 15 maggio 2011.

Ieri l’udienza cosiddetta di «smistamento» è servita solo per individuare il giudice competente. Non il magistrato Clara Goffredo, ma la collega Valeria Spagnoletti. L’inizio del processo, dunque, è slittato al 19 giugno. 

Ieri, però, nelle aule del Palagiustizia, oltre ai difensori dei tre imputati, c’erano anche gli avvocati di chi si ritiene danneggiato da quella partita. Tra loro, soprattutto, l’avvocato Aurelio Gironda sr che, dopo averla estratta, ha dovuto riporre momentaneamente la costituzione di parte civile. Il Bari Calcio, infatti, ha dato mandato al noto professionista barese per chiedere i danni a tutti e tre gli imputati. Compreso, dunque, l’ex presidente giallorosso. Con l’esplosione dello scandalo, la società biancorossa, suo malgrado, è stata catapultata al centro dello scandalo. Specie quando la gara sospetta è quella in cui Masiello dice di avere fatto di proposito l’autorete, divenuta simbolo del calcio malato. 

Subendo in questo modo danni d’immagine (ma non solo, Masiello rappresentava un valore a bilancio di qualche milione di euro) non ancora quantificati, ma che i Matarrese, indipendentemente, dalle trattative per la cessione della società, intendono fare valere nel processo sul derby che sarebbe stato comprato dal club salentino per 230mila euro. Questa almeno è l’ipotesi contestata agli imputati dal procuratore Antonio Laudati e dal sostituto Ciro Angelillis. 

Chiedono di potere dire la loro anche un centinaio di tifosi giallorossi, rappresentati da alcuni professionisti salentini, tra i quali l’avvocato Giuseppe Milli. «Dalla massima soddisfazione immaginabile - dice l'avvocato e tifoso Milli - siamo passati alla massima tragedia sportiva». Centrare la salvezza contro il Bari già retrocesso al San Nicola, con una autorete è davvero il massimo per chi tifa Lecce. Ma intanto i supporter salentini hanno già pagato le conseguenze di quel derby comprato con la retrocessione in Lega Pro. Nel suo atto di costituzione di parte civile, Milli parla di «inaccettabile villipendio della dignità e del decoro del Tifoso (con la “T” maiuscola, ndr)». 

Tre assegni e due prelievi in contanti dal 27 maggio al 18 luglio 2011. In totale 240mila euro. È di questo che Semeraro deve rispondere in aula. La successione dei pagamenti sembra compatibile. Gianni Carella, amico di Masiello, riceve da Carlo Quarta i primi 70mila euro il 28 maggio, in una stazione di servizio nei pressi di Torre a Mare. Altri 80mila arrivano a rate da 20mila euro. L’ultimo incontro avviene al «Tiziano» di Lecce il 22 agosto, dove passano di mano altri 50mila euro. A dirlo è Carella: a confermare ciascun incontro ci sono i tabulati telefonici. E i ripetitori agganciati di volta in volta dai vari personaggi della storia. 

La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400