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Lamanna: «Il Bari ha svoltato a Vercelli e Vicenza»

di ANTONELLO RAIMONDO 
BARI - Eugenio Lamanna è certamente un portiere di prospettiva. È giovane (classe ‘89) e con mezzi importanti. Però attorno a lui c’è divisione. Tifosi e addetti ai lavori. Piace ma, nello stesso tempo, ci si pone delle domande. Fortissimo tra i pali, tremendamente incerto quando si tratta di gestire i tempi delle uscite. Nel complesso parliamo di un portiere che ha garantito, in due stagioni, un buon rendimento
Lamanna: «Il Bari ha svoltato a Vercelli e Vicenza»
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - Eugenio Lamanna è certamente un portiere di prospettiva. È giovane (classe ‘89) e con mezzi importanti. Però attorno a lui c’è divisione. Tifosi e addetti ai lavori. Piace ma, nello stesso tempo, ci si pone delle domande. Fortissimo tra i pali, tremendamente incerto quando si tratta di gestire i tempi delle uscite. Nel complesso parliamo di un portiere che ha garantito, in due stagioni, un buon rendimento. Insomma, più luci che ombre. 

Con Lamanna, il cui cartellino è a metà tra Genoa e Siena, facciamo un excurasus cercando il momento di svolta della stagione biancorossa. «Io fisserei due punti - dice uno dei fedelissimi di Torrente - e faccio riferimento a Pro Vercelli e Vicenza. Nel primo caso abbiamo toccato il fondo e credo che lì sia scattato qualcosa. In Veneto, poi, abbiamo capito di avere i mezzi per centrare la salvezza senza playout. Vincendo quella partita abbiamo ritrovato la nostra vera anima e si è rivisto un Bari sbarazzino e capace di giocare bene a calcio. Perdendo a Vicenza il nostro cammino si sarebbe complicato, forse in modo definitivo. Invece quei tre punti ci hanno consentito di invertire la rotta e ci hanno spianato la strada verso la tranquillità». Lamanna ha difeso la porta del Bari per due lunghe stagioni senza mai saltare una partita. 

«Ho avuto grande continuità e di questo non posso che essere grato a Torrente visto che il mister non mi ha mai fatto mancare la fiducia, anche nei momenti difficili - dice ancora Lamanna - e questo, specie per un portiere, è un particolare che fa la differenza. La parata più difficile? Ce ne sono state tante ma ricordo con precisione quella su Eramo a Crotone, un colpo di testa molto complicato da gestire. Comunque credo che i bilanci sul piano individuale si facciano a fine stagione, giusto così. Penso, però, di poter essere soddisfatto del mio rendimento. Nella consapevolezza che c’è sempre da migliorare. È un discorso che vale per i big, figurarsi per uno giovane come me che ha solo due campionati di B alle spalle. Nella vita, e quindi anche nel calcio, non si finisce mai di imparare » . Il Genoa è vicino alla salvezza in serie A, difficile che possa farcela il Siena. Quale futuro per Lamanna? «Non conosco la massima serie, non chiedetemi se penso di potermi far apprezzare anche in A. Nessun dubbio sul fatto che queste due stagioni a Bari abbiano arricchito il mio bagaglio. Un’esperienza importante in una piazza prestigiosa. Ringrazierò sempre Torrente per avermi dato questa possibilità e la società per aver creduto nelle mie potenzialità».

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