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Procuratore Bari «Le scommesse sono una giungla»

FIRENZE – «Il meccanismo delle scommesse oggi è una giungla, e il sistema di controllo è sfuggito di mano». È l'allarme lanciato dal procuratore capo della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, durante il seminario sulla giustizia sportiva, in programma questo pomeriggio a Firenze, nel centro tecnico di Coverciano. Si è parlato della necessità di riformare la giustizia sportiva con il presidente della Corte Federale della Figc, Gerardo Mastrandrea, e con il procuratore federale Stefano Palazzi, ma soprattutto di scommesse nel calcio
Primo sì al trasferimento di Laudati a Procura generale di Roma
Procuratore Bari «Le scommesse sono una giungla»
FIRENZE – «Il meccanismo delle scommesse oggi è una giungla, e il sistema di controllo è sfuggito di mano». È l'allarme lanciato dal procuratore capo della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, durante il seminario sulla giustizia sportiva, in programma questo pomeriggio a Firenze, nel centro tecnico di Coverciano. 

Si è parlato della necessità di riformare la giustizia sportiva con il presidente della Corte Federale della Figc, Gerardo Mastrandrea, e con il procuratore federale Stefano Palazzi, ma soprattutto di scommesse nel calcio. Laudati davanti ad una platea di giornalisti dell’Ussi, nell’aula magna di Coverciano, ha raccontato la sua esperienza a capo dell’indagine sulle scommesse di Bari, evidenziando le anomalie del sistema. «Siamo tutti cresciuti con la schedina del totocalcio che alimentava lo sport italiano – ha detto il magistrato – mentre ora si assista ad uno scenario totalmente incontrollabile dove si può scommettere anche a cinque minuti dalla fine della partita e su singoli eventi che prescindono dal risultato. Siamo passati dal totocalcio a betfile come dalla caverna alla luna ma non sappiamo su quale astronave siamo arrivati. Negli ultimi anni solo in Europa – ha aggiunto Laudati – si è passati da 3 a 84 miliardi di fatturato, con cinquemila aziende che vivono di scommesse. Oggi siamo di fronte ad un fenomeno del tutto nuovo distante dal vecchio calcio scommesse o da calciopoli. Oggi vi sono criminali stranieri che entrano in contatto con il mondo del calcio in Italia perchè hanno capito che vendendo droga si guadagna molto ma si rischiano 30 anni di carcere mentre con le scommesse si guadagna molto ma si rischia poco».
Laudati ha infine spiegato che le pressioni vi sono nei confronti di tutte le società, ma quelle più grandi sono in grado di respingerle, mentre le più piccole o quelle in difficoltà economiche sono più facilmente coinvolgibili. «Tantissimi tesserati hanno la mania delle scommesse – ha concluso Laudati – che aggirano attraverso intermediari, un fenomeno più vasto nelle serie minori».

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