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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 05:32

Calcio / Serie A - Juve "stende" il Lecce

La squadra torinese nella 27ª giornata del campionato batte in casa i pugliesi 3-1 (vantaggio di Delvecchio, poi i bianconeri vanno a segno con Emerson, Kovac e Del Piero su rigore) e guida con largo vantaggio la classifica • Tutti i risultati • I marcatori • Il prossimo turno
JUVENTUS-LECCE 3-1 (2-1 nel primo tempo)

JUVENTUS (4-4-2): Buffon, Blasi (17' Pessotto), Thuram, Kovac, Balzaretti; Mutu (86' Camoranesi), Emerson, Viera (65' Giannichedda), Nedved; Ibrahimovic, Del Piero. Allenatore: Capello.
LECCE (4-3-2-1): Benussi, Camisa, Saidi, Diamoutene, Rullo (82' Pinardi); Babù, Camorani, Giacomazzi (62' Giorgino), Delvecchio, Konan (52' Marianini); Vucinic. Allenatori: Paleari-Rizzo.
Arbitro: Rodomonti (Baggiani-Giordano; Preschern).
Reti: 10' Delvecchio (L), 18' Emerson (J), 44' Kovac (J), 88' Del Piero (J, su rigore).
Note - Ammoniti: 29' Kovac, 36' Mutu, 65' Viera nella Juventus; 15' Delvecchio, 20' e 51' Camorani nel Lecce.
Espulsi: 51' Camorani per doppia ammonizione.
Angoli: 8-3 per la Juventus. Recupero: 3' e 3'.
Spettatori: 26.721, incasso 350.572 euro.
Note: terreno allentato e scivoloso nonostante la recente rizollatura.

Calcio - Juventus Lecce

Nella foto, un contrasto fra Ibrahimovic e Diamoutene

TORINO - Non ci sono medaglie per il Lecce. Né, a dire il vero, erano attese nella trasferta di Torino, per l'occasione anche città olimpica. Troppo netto il divario tra la capolista e l'ultima della serie A (55 punti: questo stabilisce la classifica). I campioni sono quelli della Juventus, che vincono e continuano la corsa verso lo scudetto (restano dieci le lunghezze che il Milan dovrà tentare di colmare in undici gare), mentre ai salentini, ormai destinati alla retrocessione in serie B, resta la magra soddisfazione di essere andati in vantaggio con Delvecchio e, di conseguenza, di essere tornati al gol su azione, per giunta contro la squadra meno battuta del torneo (i bianconeri hanno subito soltanto diciotto reti). Poi, la Juventus ha preso le misure, recuperato, messo sotto i giallorossi e gestito il vantaggio (grazie anche alla superiorità numerica: espulso Camorani all'inizio della ripresa) fino al regalo arbitrale che ha determinato il 3-1.
Nell'immediata vigilia Rizzo deve fare i conti con la rinuncia di Cassetti (attacco influenzale), la cui assenza si aggiunge a quelle di Ledesma (squalificato) e degli infortunati Sicignano, Polenghi e Cozzolino. Decide allora di confermare in blocco la difesa (davanti a Benussi, ci sono Camisa, Saidi, Diamoutene e Rullo, che ha recuperato) e di consegnare a Giacomazzi le chiavi del centrocampo. Affianca Camorani (a destra) e Delvecchio (a sinistra) all'uruguaiano, piazzando Babù (nella zona di Balzaretti) e Konan (in quella di Blasi) molto alti, a far da spola tra la linea mediana e l'attacco, dove il terminale è Vucinic.
Capello ha strigliato la difesa juventina per le recenti disattenzioni. Del resto, con l'emergenza che si ritrova, anche il Lecce può rappresentare un pericolo. Mancano Cannavaro (per squalifica), Zambrotta e Zebina (per infortunio). Cosicché il pluridecorato tecnico bianconero opta (da destra a sinistra) per Blasi, Thuram, Kovac e Balzaretti (con Buffon tra i pali). A centrocampo e in attacco, invece, le variazioni hanno una base tecnico-tattica. Non ci sono Camoranesi e Trezeguet. La linea mediana, dunque, è coperta da Mutu, Emerson, Viera e Nedved, mentre davanti la coppia è formata da Del Piero e Ibrahimovic.
Le aspettative del Lecce fanno subito il paio con i timori della Juventus, dal momento che al 10' i salentini confezionano un'azione lineare che diventa irrefrenabile grazie anche alla responsabilità della retroguardia juventina (Capello è nero per la rabbia): il cross in mezzo da parte di Camisa coglie impreparati gli avversari e puntuale all'appuntamento Delvecchio, il cui colpo di testa è comodo e vincente. Proprio del centrocampista era stato l'ultimo gol su azione, quello segnato in trasferta al Chievo otto partite fa (era l'8 gennaio, finì 3-1 per i veneti), mentre in assoluto una rete dei giallorossi non arrivava dalla partita interna contro l'Empoli (8 febbraio, gol inutile su rigore dell'1-2).
I record, per fortuna, esistono per essere interrotti. Purtroppo, però, sono destinati a finire anche quelli positivi, ancorché piccoli. Il Lecce, che non subiva da due partite (i pareggi senza segnature di Cagliari e contro la Reggina), deve cedere al 17'. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Mutu prende palla, si accentra e prova la conclusione, sbilenca ma efficacissima perché passa proprio dove staziona Emerson, che di tacco corregge e segna l'1-1. Qualche secondo prima del pareggio, Capello era stato costretto a togliere Blasi (scontro con Delvecchio e infortunio al volto) e a inserire Pessotto. La correzione forzata non risulta decisiva sul pari, ma è tra le cause di quel che accadrà successivamente.
I salentini, che nella prima parte giocano alla pari con la capolista, perdono campo progressivamente, di pari passo con il blocco da parte degli avversari delle fasce laterali (Konan e Babù non sfondano più), con la crescita imperiosa di Emerson, che giganteggia (e si procura anche un bernoccolo che lo costringe a un bendaggio) e con il movimento più assiduo sia degli esterni di centrocampo della Juve (Mutu e Nedved), mentre Ibrahimovic ha l'opportunità di sfondare solo per un'indecisione di Saidi: al 35', su assist in profondità di Viera, il tunisino si lascia sfuggire lo svedese, che, con la porta spalancata (e Benussi in uscita), calcia a lato.
L'accerchiamento è evidente. Basti segnalare che al 38' Nedved riceve a sinistra dentro l'area e scarica un destro che Benussi respinge (Del Piero è lesto a intervenire di testa e a colpire il palo: l'azione però è nulla per fuorigioco di partenza dell'attaccante). Ma il vantaggio della Juventus assomiglia a quello temporaneo del Lecce, con la differenza che ha origine da calcio da fermo (e ciò costituisce un'aggravante per la difesa): su calcio di punizione di Mutu, Kovac è libero di saltare, di incornare e di firmare al 44' il ribaltamento del punteggio. Capello stavolta gongola, mentre Rizzo comincia a pensare che i miracoli nel calcio non esistono davvero.
Le velleità del Lecce si azzerano in avvio di ripresa. Dopo una combinazione Ibrahimovic-Nedved (48'), che non produce effetti, l'arbitro Rodomonti ammonisce Camorani (già destinatario di un cartellino giallo nel primo tempo) per un pericoloso intervento a forbice su Ibrahimovic (51'). In realtà, lo juventino è appena toccato, ma, dopo il caso Totti, i direttori di gara sono stati chiamati a una maggiore severità. Ne fa le spese il centrocampista, che si vede sventolare il cartellino rosso. I piani di Rizzo, che avrebbe dovuto inserire Marianini e togliere Giacomazzi, vanno rivisti. La sostituzione avviene (52') ma ad uscire è Konan, mentre l'uruguaiano sarà richiamato al 62': al suo posto entrerà Giorgino.
La contesa non ha più storia. La Juventus controlla a piacimento, avendo più spazi a disposizione. Capello si può permettere di mandare negli spogliatoi Viera (il francese viene ammonito al 56', il tecnico ne teme l'espulsione e gli concede un po' di riposo). Entra Giannichedda (57') e il canovaccio non cambia. Come avvenuto in precedenza, i bianconeri si portano al tiro frequentemente: ci provano a turno Nedved (58'), Ibra (60'), ancora Nedved (69'), Mutu (70' e 71'), Kovac (72'), Del Piero (73'). Nessuna chiara azione da gol, sia chiaro, ma i padroni di casa sono sempre più spesso dalle parti di Benussi, mentre i salentini riescono ad arrivare dalle parti di Buffon molto di rado (sinistro di Babù al 65' intercettato il portiere della Nazionale).
C'è comunque modo perché il punteggio venga ritoccato. Finiti i cambi (all' 82' Pinardi entra al posto di Rullo: la difesa si schiera a tre, il centrocampo a quattro, il nuovo entrato va inutilmente in appoggio a Vucinic; all'86' Camoranesi rileva Mutu), l'arbitro all'87' si inventa un rigore (Giorgino si avventa su Nedved, ma non lo tocca; il ceco simula e Rodomonti ci casca: avrà ragione Mancini?). Batte Del Piero (88'), che trasforma. La partita finisce, così come termina di fatto anche il campionato del Lecce, sempre fermo a quota 15. I punti di svantaggio dalla zona salvezza (Messina e Cagliari sono a quota 24) salgono di nuovo a nove. Torino olimpica saluta l'ultima impresa della Juve e celebra la cerimonia di chiusura: non c'è più spazio in serie A per i pugliesi.
G. Flavio Campanella

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