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Torino2006 - Rocca, che delusione! Cade nello slalom

L'azzurro, favorito nello speciale delle Olimpiadi invernale, scende per primo e fa troppa pressione su un tratto di neve più morbida: «Sono affondato e mi sono ritrovato con la faccia nella neve. Senza quell'errore di valutazione ci saremmo divertiti, come dimostra il primo intertempo». Oro a Raich
TORINO - Delusione, mani nei capelli e un urlo: «Rocca è caduto». Anche al Lingotto, uno dei quartier generali dei Giochi di Torino esplode il rammarico tra i tanti volontari e i tifosi che si erano radunati per seguire lo slalom del campione azzurro. Quando lo sciatore di Livigno, primo a scendere, è caduto nella prima manche c'è stato subito un boato tra i molti che seguivano con ansia l'attesa performance dell'azzurro ai Giochi. Una delusione proprio perché su di lui si erano riversate tutte le aspettative della spedizione italiana dello sci alpino, che finora non ha conquistato medaglie a Torino e che aveva in Rocca l'ultima speranza.
«Mi dispiace un casino, soprattutto per il pubblico. E' successo tutto in un decimo di secondo: ho fatto troppa pressione su un tratto di neve più morbida, sono affondato e mi sono ritrovato con la faccia nella neve». Giorgio Rocca scuote la testa, mentre sfila a bordo pista davanti a decine di giornalisti in attesa.
La delusione è grande, l'azzurro cerca di mascherarla con il sorriso. «Il primo pensiero - si sforza di ridere - è stato il dolore al sedere, perché cadendo ho battuto un gluteo. Peccato, certo che ho perso un'occasione, stavo sciando bene, il pettorale numero 1 era l'ideale. Senza quell'errore di valutazione ci saremmo divertiti, come dimostra il primo intertempo. Purtroppo nello sci chi cade ha finito la gara, non può più recuperare come accade in altri sport».
E' il tempo del rammarico, «ma precisa Rocca - non ho alcuna recriminazione da fare: mi sono allenato bene per tutta la settimana prima della gara. Con lo staff tecnico abbiamo lavorato bene, la forma c'era, la gamba era tornata a rispondere bene». E poi? «Sono partito con il piede giusto - spiega Rocca - la mentalità era quella vincente, il primo intertempo era ottimo (20"09, ndr...)». Ed è arrivato il patatrac. «Ho sbagliato, sapevo che a un certo punto la neve cambiava, ho sbagliato. Non ho avuto neppure il tempo di reagire. Peccato».
La lunga trafila di interviste deve essere un supplizio nel giorno più deludente, il livignese tenta di sdrammatizzare: «Fate domande brillanti...». Qualche tifoso lo applaude nelle tribune già semideserte, Rocca è impaziente di lasciare Sestriere: «Martedì dobbiamo già partire per la Corea (sede delle prossime gare di Coppa del mondo, ndr), non parteciperò neppure alla cerimonia di chiusura».
Alla fine della gara, l'oro è andato a Reich. In un podio tutto austriaco, l'argento è andato a Reinfried Herbst, il bronzo a Rainer Schoenfelder.

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