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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 18:41

Bari, niente stipendi ora è a rischio anche prossima iscrizione

di FABRIZIO NITTI
MODENA - La notizia era nell’aria, soprattutto dopo le esternazioni di Antonio Matarrese nei saloni di palazzo di Città. Il Bari non ha pagato gli stipendi di gennaio e febbraio, né ha versato le quote contributive. Serviva una cifra di poco superiore al milione di euro. Niente da fare. Questa volta, per manifesta impossibilità, il club ha dovuto dribblare la scadenza. Né c’è stato l’intervento della famiglia Matarrese, come in passato. Certo è una mazzata pesantissima per una squadra, impegnata in una corsa salvezza complicata e, a questo punto, anche piena di incognite. Nell’immediatezza non c’è riflesso sulla classifica, nel senso che la penalizzazione scatterà nel prossimo campionato (-2)
Garzelli: «Valuteremo casi ad hoc»
Bari, niente stipendi ora è a rischio anche prossima iscrizione
MODENA - La notizia era nell’aria, soprattutto dopo le esternazioni di Antonio Matarrese nei saloni di palazzo di Città. Il Bari non ha pagato gli stipendi di gennaio e febbraio, né ha versato le quote contributive. Serviva una cifra di poco superiore al milione di euro. Niente da fare. Questa volta, per manifesta impossibilità, il club ha dovuto dribblare la scadenza. Né c’è stato l’intervento della famiglia Matarrese, come in passato. Certo è una mazzata pesantissima per una squadra, impegnata in una corsa salvezza complicata e, a questo punto, anche piena di incognite. 

Nell’immediatezza non c’è riflesso sulla classifica, nel senso che la penalizzazione scatterà nel prossimo campionato. Potrebbe anche non essere l’unico handicap sul capo della squadra biancorossa, considerando l’imminente processo sportivo per i fatti risalenti alla ormai famosa Salernitana-Bari. Ma questo è un altro capitolo…
Restiamo ai fatti, a questa lunga agonia alla quale la società dei Matarrese sembra destinata. Giocatori, tecnici, direttore sportivo e segretario hanno invano aspettato la telefonata giusta, quella che sbloccasse la situazione. 

Una mattinata lunghissima, sul filo del rasoio, speranze a incrociarsi con timori e paure. Ma il cellulare di Angelozzi, anch’egli delusissimo, o di Piero Doronzo, non è mai squillato. Attendevano un segnale anche negli uffici della banca «amica», lì hanno atteso fino alle 19.30 prima di «abbassare le serrande». La mancata erogazione degli stipendi, ovviamente, mette a rischio anche l’iscrizione al prossimo campionato, al di là della categoria. Il 16 giugno sarà un’altra data fatale. Scadranno le ultime due mensilità e serviranno circa un paio di milioni per mettersi in regola. Entro il 30 giugno, poi, tutto dovrà essere chiaro perché la domanda di iscrizione possa essere accettata e ratificata. Ma viste le premesse, cosa c’è da attendersi?

È toccato a Claudio Garzelli, arrivato in Emilia intorno alle 18, spiegare alla squadra il «fattaccio». Il direttore generale è apparso «toccato» dalla vicenda: «Diciamo che i ragazzi erano già al corrente della situazione - spiega Garzelli - io ho dovuto dare qualche spiegazione in più e rassicurare tutti sulla vicinanza della proprietà. Noi come Bari, intendo come realtà sportiva, da soli non avremmo mai potuto far fronte a questa nuova scadenza. Il nostro compito si è esaurito prima, con la precedente “puntata”. Un club che non fa utili, non può andare avanti da solo».

Chi si aspettava l’intervento della famiglia Matarrese, è rimasto gelato. Si pensava che la remuntada contro il Lanciano potesse essere un viatico verso una soluzione positiva: «L’aspetto sportivo esula da quello economico. I Matarrese in questo momento non potevano intervenire, sono alle prese con una serie di problemi da risolvere e devono tenere in debita considerazione la loro impresa che combatte fra mille difficoltà. D’altro canto l’onorevole era stato chiaro l’altra sera. Quest’anno la società non aveva mai mancato ai suoi doveri. Ma questo è un club in grave sofferenza. Quando, mesi fa, lo dissi, fui contestato. La realtà è questa. E anche l’iscrizione al prossimo campionato è seriamente a rischio. Mi auguro che la squadra capisca e ricordi tutti gli sforzi compiuti dalla società fino ad oggi. È un incidente di percorso. Faremo di tutto per rimetterci in sesto».

f.n.

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