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Calcio/Serie B - Matarrese: «Mai ricevuto offerte da Cazzaniga»

Il Bari interviene dopo la rinuncia dell'imprenditore milanese: «Siamo contrari alle cessioni a mezzo stampa - ha detto l'ad Salvatore Matarrese -. La squadra è in vendita ma rimaniamo sconcertati dall'atteggiamento della controparte. Questi affari richiedono riservatezza prima di tutto»
BARI - Il Bari calcio non ha «mai ricevuto» un'offerta di acquisto da parte dell'imprenditore lombardo Gianmario Cazzaniga, che ieri ha ufficializzato il fallimento della trattativa per l'acquisto delle quote del Bari calcio affermando di aver chiesto ma non ottenuto la documentazione necessaria per poter valutare la società barese al fine di poter decidere se formulare o meno un'offerta di acquisto.
«Siamo contrari alle cessioni a mezzo stampa del Bari calcio - ha detto oggi l'ad del Bari, Salvatore Matarrese - la squadra è in vendita ma rimaniamo sconcertati dall'atteggiamento di Cazzaniga. Questi affari richiedono riservatezza prima di tutto. L'offerta di acquisto non l'abbiamo mai ricevuta».
Per spiegare le proprie ragioni e per respingere le accuse mosse ieri da Cazzaniga, Matarrese ha tenuto una conferenza stampa assieme ai responsabili della banca d'affari Arner, incaricata di cedere la società barese. Matarrese ha quindi ricostruito la vicenda. «Abbiamo messo in vendita la squadra - ha detto - consapevoli che forse si è chiuso un ciclo e che è necessario garantire un futuro certo al Bari. Per questo ci siamo affidati ad una banca d'affari alla quale, anche dopo la vicenda Cazzaniga, confermiamo il mandato per la cessione. Nei mesi scorsi un noto commercialista ci ha chiesto informazioni parlando dell'interessamento di un gruppo lombardo, e noi lo abbiamo subito messo in contatto con l'Arner».
Il dirigente barese ha quindi evidenziato il passaggio, a suo avviso «scorretto», operato da Cazzaniga: «Le trattative di questo tipo richiedono standard di riservatezza - ha rilevato Matarrese - invece pochi giorni dopo la visita del commercialista presso gli uffici della Arner, Cazzaniga, prima di recarsi formalmente all'Arner, ha presentato pubblicamente il suo interessamento in una conferenza stampa. Così la trattativa è diventata soprattutto mediatica. Non l'abbiamo voluta noi, non è un modo rituale di procedere, non si deve illudere la tifoseria barese con proclami di serie A. Cazzaniga non si è mai presentato a noi, non ci ha mai chiesto un incontro. Tutto questo è scorretto».
Sulla stessa lunghezza d'onda si è espresso il consulente della Arner, Massimo De Simone: «Cazzaniga sostiene di non aver ricevuto materiale sufficiente? A nostro avviso - ha spiegato - ha ricevuto documenti anche eccedenti rispetto alle normali possibilità di valutazioni. Documenti che permettono di presentare un'offerta». De Simone ha poi specificato che «abbiamo il mandato di valutare sia l'offerta economica che il progetto per il rilancio della squadra, progetto che si sostanzia in capacità finanziarie e manageriale. Questa è una necessità onde evitare anche a Bari una vendita boomerang, con conseguenze negative per lo sport a Bari».
«Con Cazzaniga non c'è mai stata una vera trattativa - ha concluso De Simone - siamo rimasti in una fase semplicemente informativa. Non abbiamo nessuna pregiudiziale nei confronti di alcun acquirente, questo deve essere ribadito. Sui documenti che l'imprenditore lombardo afferma di non aver ricevuto, posso confermare che nell'information-memorandum consegnato, c'erano tutte le informazioni necessarie. In più la famiglia Matarrese avrebbe garantito con una fidejussione bancaria la copertura di eventuali contenziosi in atto. Addirittura in una lettera che ci ha inviato con una lista di 12 domande, otto risposte erano presenti nel memo e quattro erano assolutamente irrilevanti».

«Tolgo il disturbo, non ho nessuna voglia di fare polemiche con il Bari. Non si può acquistare una società di calcio senza vedere documenti fondamentali come il bilancio del 2005 e i contratti dei giocatori». L'imprenditore lombardo Gianmario Cazzaniga replica così alle dichiarazioni dei Matarrese e della Banca d'affari Arner che lo accusano di aver dato vita solo ad una trattativa mediatica per acquistare il Bari e di non aver mai presentato un'offerta. «Quando si acquista una auto usata - semplifica Cazzaniga - si può controllare il motore, perché non può succedere così per le squadre di calcio?».
«Non voglio polemiche, sono una persona seria, abituata a lavorare - prosegue - e alle accuse di scarsa riservatezza devo rispondere con chiarezza: si è riservati quando si ricevono documenti riservati. Se un acquirente, interessato all'acquisto della squadra, chiede documenti utili per una valutazione e non viene soddisfatto, di fronte alle pressioni dell'opinione pubblica non si può pensare che taccia».
La voglia di comprare il Bari, per il patron del Seregno, è ormai svanita: «Non ho in questo momento - ha concluso - alcun desiderio di sedermi al tavolo per discutere la questione. Tanto la Arner dice che ci sono tanti altri acquirenti... Io non ci sono più. Tolgo il disturbo».

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