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Pallanuoto, Ungheria azzanna l'Italia a Bari

di PIERPAOLO PATERNO
BARI - Ungheria alla super final di Kazan. Italia eliminata. Questo il verdetto del quinto turno preliminare di World League. Con un 8-7 l’Ungheria liquida l’Italia della pallanuoto maschile, che si è arresa alla capolista del girone ora irraggiungibile con 8 punti sul Setebbello azzurro. Esito agrodolce a corollario di una serata splendida, tanto che il soffitto dello «Stadio del Nuoto» sembra stellato
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Pallanuoto, Ungheria azzanna l'Italia a Bari
ITALIA: Tempesti, Valentino 1, Niccolò Gitto 1, Figlioli 1 (rig.), Giorgetti 1, Felugo 1, Figari 1, Gallo 1, Christian Presciutti, Deni Fiorentini, Sadovyy, Baraldi, Nicholas Presciutti. All. Campagna.
UNGHERIA: Attila Decker, Torok 1, Madaras 1, Bedo, Vamos, Hosnyanszky, Adam Decker 1, Szivos 1, Daniel Varga 1, Denes Varga 1, Kis 2, Gor-Nagy, Levai. All. Benedek.
ARBITRI: Moiralis (Gre) e Abramovic (Mne).
Note: parziali 1-1, 2-3, 2-1, 2-3. Superiorità numeriche: Italia 6/10 + un rigore, Ungheria 6/10. Spettatori 1500 circa.

di Pierpaolo Paterno 

BARI - Ungheria alla super final di Kazan. Italia eliminata. Questo il verdetto del quinto turno preliminare di World League. Con un 8-7 l’Ungheria liquida l’Italia della pallanuoto maschile, che si è arresa alla capolista del girone ora irraggiungibile con 8 punti sul Setebbello azzurro.

Esito agrodolce a corollario di una serata splendida, tanto che il soffitto dello «Stadio del Nuoto» sembra stellato. Spalti gremiti, di giovanissimi per lo più. Tifo incandescente, affidato all’improvvisazione dei baresi. L’operazione promozionale dell’organizzatrice Waterpolo Bari funziona. La tonalità dominante, il tricolore di un «italiano vero» come il commemorato e compianto Pietro Mennea. La descrizione dell’attimo viaggia dalle tribune alla piscina. Dove, manco a dirlo, le acque si agitano dalle prime schermaglie dopo il via. L’Ungheria parte col dente avvelenato. C’è da vendicare l’eliminazione ai quarti di finale delle Olimpiadi di Londra. Il «Big Ben» stavolta suona un altro rintocco. Da Westminster alle piscine comunali, il passaggio... di palla corre a pelo d’acqua. Il problema, per l’Italia, è che scocca l’ora vincente degli avversari plurititolati.

Quel furbone di Benedek, oggi allenatore dei magiari ma vecchia conoscenza della waterpolo italiana, ne escogita una delle sue. Colpo di genio neanche tanto illuminato visti i talenti che si ritrova. Il cittì siracusano Sandro Campagna («partita fisica che si poteva anche vincere, nonostante alcuni errori») non resta a guardare. Lo scattista Figlioli ne becca tre su quattro. Ma l’equilibrio del primo tempo (1-1, Figlioli risponde su rigore a Denes Varga) si spezza alla seconda frazione. Con tre «maledetti» legni in conto, parziale 2-3 con sortite in superiorità di Felugo e l’oriundo ungherese Giorgetti.

Quindi, la svista arbitrale sul gol ungherese ad inizio terzo tempo (palla oltre la linea) ad anticipare il poker del pari firmato Gitto in seconda battuta (Presciutti). Preludio al primo vantaggio azzurro (5-4) griffato Valentino sempre con l’uomo in più. Dura un paio di minuti (cinquina Kis). In mezzo, un paio di prodigi di Tempesti, la rimonta ospite con Decker (5-6 avvio quarto tempo). Girandola di reti: prima l’Italia con Figari (6-6), poi l’Ungheria in rimonta definitiva con Torok solitario ed il solito Kis.

Ultimo scampolo di una serata interminabile. C’è tempo per l’«Angolo Settebello» nello spazio riservato agli autografi dei campioni ai ragazzi. E per la solidarietà «Tene Ti Ala», l’associazione pro Africa promossa dall’attaccante Felugo (ieri 350ma presenza). Al varco, l’ultima inutile giornata del girone C in programma a Bucarest contro la Romania.

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