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Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:11

Calcio / Serie A - Lecce termina in 10

È finita 0-0 la partita contro il Cagliari. I salentini imbrigliano i sardi, ma non riescono a piazzare l'acuto. Camorani espulso al 35' della ripresa. Nonostante l'inferiorità, Vucinic ha una grande occasione all'89', ma non scorge Marianini. Giallorossi ancora a -9 dalla salvezza
CAGLIARI-LECCE 0-0

• CAGLIARI (4-4-2): Chimenti; Ferri, Canini, Bega, Agostini; Esposito, Abeijon, Budel (60' Capone), Gobbi; Suazo, Langella (70' Cossu). Allenatore: Sonetti.
• LECCE (4-3-3): Benussi; Camisa, Saidi, Diamoutene, Rullo (41' Cichero); Giacomazzi (72'Marianini), Ledesma, Delvecchio; Camorani, Cozzolino (55' Konan), Vucinic. Allenatore: Rizzo.
Arbitro: Rocchi di Firenze (Cariolato-Fornasin; Romeo).
• Angoli: 4-4.
• Recuperi: 5' e 5'.
• Note - Ammoniti: Gobbi, Langella e Suazo per il Cagliari; Rullo (era diffidato, sarà squalificato) e Giacomazzi per il Lecce .
• Espulsi: Camorani del Lecce (35' st) per fallo da tergo su Suazo.
• Spettatori: 12 mila.

Calcio - Cagliari Lecce CAGLIARI - Vista Cagliari-Lecce, dovrebbe essere Sonetti a preoccuparsi. Invece, classifica alla mano, i sardi sono fuori dalla zona retrocessione dopo lo 0-0 finale (hanno infatti un punto in più dell'Empoli terz'ultimo). A essere soddisfatto, viceversa, dovrebbe essere Rizzo, se non fosse per il distacco che separa il Lecce dalla permanenza in A, che resta notevole (-9 da Cagliari, Messina e Parma). Stando così le cose, per non immalinconirsi, sarà il caso di metterla così: dal momento che, liberati dall'ansia della vittoria a tutti i costi, i salentini si esprimono meglio, non dare troppo peso al tentativo di rimonta (certo, se all'89' Vucinic avesse dato palla a Marianini…) potrebbe essere la strategia più opportuna.
Senza reti all'attivo vincere le partite è impossibile. Ma, in ogni caso, il lavoro fatto sino alla fine della stagione non andrà perso. Resteranno innanzitutto l'opera di valorizzazione dei giovani provenienti dal settore giovanile e l'inserimento dei nuovi acquisti stranieri, che oggi, catapultati in una dimensione sconosciuta, hanno dimostrato di poter competere ai massimi livelli.
Un passo in avanti in questa direzione è stato fatto anche al Sant'Elia, anche perché squalifiche e infortuni hanno costretto i giallorossi a rivedere lo schieramento (non solo prima, anche nel corso della partita).
Il giudice sportivo ha fermato in settimana Stovini, Cassetti e Pinardi inducendo Rizzo (viste anche le indisponibilità di Polenghi e Sicignano) a ripresentare Benussi in porta e Camisa in difesa, spostato però a destra (con Rullo, come al solito, a sinistra). Nel centro della retroguardia, accanto a Diamoutene, ha fatto l'esordio il difensore centrale tunisino Saidi, tornato a una gara ufficiale dopo cinque mesi, esattamente lo stesso periodo di tempo necessario a Giacomazzi per recuperare dall'infortunio e dall'operazione al ginocchio.
L'altra novità (e questa è un'ulteriore buona notizia) è infatti proprio il ritorno in campo dell'uruguaiano, la cui esperienza e il cui temperamento avrebbe forse potuto cambiare il destino del Lecce, tenuto conto che con Ledesma (al rientro dopo la squalifica) ha rappresentato lo scorso anno uno dei pilastri del centrocampo, in questa occasione completato da Delvecchio. In quanto all'attacco, stavolta l'allenatore opta per Cozzolino (che dovrebbe garantire maggiore consistenza) assistito da Camorani a destra e Vucinic a sinistra.
Il Cagliari, che deve fare a meno degli squalificati Conti e Bizera, presenta l'ex Chimenti tra i pali, Ferri, Canini, Bega e Agostini in difesa, Esposito (con licenza di affondare), Abeijon, Budel e Gobbi a centrocampo, Suazo e Langella in attacco. Con Sonetti in panchina, i sardi hanno sempre vinto in casa, ma dopo nemmeno un minuto il Lecce ha una clamorosa opportunità per passare in vantaggio. Budel cerca il rinvio dall'interno dell'area di rigore, ma sbaglia, consegnando il pallone a Rullo, tenutosi molto alto. Palla in mezzo del difensore per Cozzolino che, giunto in leggero anticipo rispetto al passaggio del compagno, non riesce a spingere in rete, nonostante fosse tutto solo davanti a Chimenti.
L'impatto produce comunque un risultato. Il Cagliari sente il colpo, comprende immediatamente che il confronto sarà meno facile del previsto. L'ulteriore dimostrazione arriva al 9', quando Cozzolino ci prova dalla distanza, e comunque per l'intero quarto d'ora iniziale, durante il quale gli ospiti controllano la gara a piacimento. Il Lecce, forse perché ha poco da perdere, appare più presente, più pronto, arriva quasi sempre per primo sulla palla, in fase difensiva resta corto, raddoppia e triplica impedendo le incursioni avversarie (sia laterali sia centrali) per poi ripartire in velocità. Al 14' Delvecchio mette al centro per Cozzolino, il cui tiro è parato.
I padroni di casa sono sorpresi, provano con lanci lunghi (alla ricerca di Esposito e Langella), ma finiscono per sbattere sul muro di gomma leccese, molto elastico sia per togliere campo agli esterni d'attacco cagliaritani sia per mantenere sempre la parità numerica sulla linea mediana: Camisa, Saidi e Diamoutene sono infatti molto vicini (la disposizione a tre è abbastanza rigida), mentre Rullo a sinistra e Camorani a destra salgono e scendono. Si passa insomma con naturalezza dalla difesa a tre, a quella a quattro, se necessario a cinque. In questo tourbillon il Cagliari resta disorientato: per vedere Agostini in proiezione, ad esempio, bisogna aspettare il 38'.
Nel frattempo, se si eccettuano alcuni tentativi da lontano, compreso uno di Langella su punizione (35'), il Cagliari appare imbrigliato. Per svegliarsi avrebbe bisogno di una doccia gelata (al 22' scatta l'impianto di irrigazione, l'interruzione dura poco), Calcio - Cagliari Lecce che i giallorossi sperano coincida con una rete segnata, che ci starebbe dopo un lento ma progressivo avvicinamento: Ledesma trova in area la testa prima di Saidi (15'), poi di Giacomazzi (18'), che mette in mezzo senza trovare nessuno; al 26' c'è una prima azione personale di Vucinic; al 34' Cozzolino e Vucinic provano una combinazione che sfuma al limite dei sedici metri.
I tasselli del Lecce, insomma, sembrano inseriti e posizionati al meglio (peccato che manchi l'acuto del gol). Rizzo, però, al 41' è costretto a cambiare perché Rullo s'infortuna (ammonito al 29', sarà squalificato perché in diffida: salterà comunque Lecce-Reggina di domenica prossima). Entra l'altro nuovo acquisto, il venezuelano Cichero: è lui a piazzarsi al centro della difesa accanto a Saidi con Diamoutene che si allarga a sinistra. Sarà un caso, ma l'azione del Cagliari sul finire si vivacizza, sebbene l'unico vero pericolo arrivi (47') a causa di uno scivolone di Cichero che permette ad Abeijon di andare a sinistra sul fondo e di crossare sull'altro versante per l'accorrente Langella, il cui destro al volo termina alle stelle. Più clamorosa, però, l'occasione capitata a Vucinic (42'): Ferri di petto dà all'indietro al portiere, il montenegrino si inserisce, ma non riesce ad anticipare l'intervento di Chimenti.
L'inedita difesa viene sistemata da Rizzo durante l'intervallo. Evidentemente Camisa, che il tecnico conosce di più perché entrambi provengono dalla Primavera, dà maggiori garanzie nella zona di Esposito e viene spostato a sinistra. Sul fronte destro c'è Diamoutene (che al 53' prova dai trenta metri), i marcatori centrali restano Saidi (centro-destra) e Cichero (centro-sinistra). Risistemata la fase difensiva, l'attacco continua però a rimanere a secco. Vucinic si vede a sprazzi (al 54' cerca l'inserimento di Camorani, che non impatta bene il pallone), Cozzolino cala nel rendimento, tanto che al 55' viene richiamato per dare spazio a Konan, che ne rileva anche la posizione (Vucinic resta a sinistra). Interviene anche Sonetti (60'): fuori Budel, dentro Capone. Il centrocampo dei sardi è ridisegnato così: da destra a sinistra, ci sono Esposito, che però ha ancor meno compiti di copertura (tanto da accentrarsi sempre più spesso, anche scambiandosi la posizione con Suazo), Gobbi, Abeijon e Capone.
Nella fase cruciale della partita, le squadre tendono ad allungarsi. Potrebbe approfittarne il Lecce al 68', ma Konan, che prende palla nel cerchio di centrocampo e si invola, anziché servire Vucinic, libero a sinistra, pensa di fare tutto da solo finendo per concludere debolmente perché a corto di fiato. Non ne ha più davvero Giacomazzi, che viene richiamato al 72' (dentro Marianini), poco dopo l'ingresso di Cossu (70'), che ha preso il posto di Langella. Ha ancora birra in corpo, invece, Diamoutene, che al 74' è protagonista di un prodigioso recupero in anticipo su Suazo, in procinto di concludere a pochi metri da Benussi.
Tranne eccezioni, la stanchezza comincia a farsi sentire da una parte e dall'altra. È forse la mancanza di lucidità a indurre Ferri a un retropassaggio di testa (79') che rischia di trasformarsi in un incredibile autogol (la palla invece termina in angolo). È presumibilmente il fiatone a determinare l'intervento scomposto e pericoloso su Suazo (80') che costa a Camorani il cartellino rosso.
È sicuramente l'egoismo di Vucinic a negare al Lecce molte delle residue speranze di piazzare il colpo grosso in trasferta che possa riaprire la corsa verso la permanenza. Nonostante l'inferiorità numerica, i salentini infatti non soltanto reggono, ma addirittura sfiorano l'impresa. Vucinic, cui va il merito da aver raschiato dal fondo risorse ulteriori, arriva al limite dell'area e conclude (89') non accorgendosi incredibilmente dell'arrivo di Marianini, in posizione perfetta per battere a rete a colpo sicuro. Quando poi anche Konan (92') si vede respingere il tiro da Chimenti, le recriminazioni aumentano in modo inversamente proporzionale alle speranze di salvezza. Paradossalmente è il Cagliari a benedire il punto ottenuto.
G. Flavio Campanella

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