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Il Bari a Empoli  tre punti da sogno

di FABRIZIO NITTI
EMPOLI - Impresa Bari. Sbanca Empoli giocando per oltre un’ora in inferiorità numerica, mette a segno il quinto risultato utile consecutivo e saluta il treno delle pericolanti. Due punti di vantaggio sul quint’ultimo posto dell’Ascoli; Reggina e Lanciano scavalcate, Cittadella e Crotone agganciate. Una grande vittoria, la quarta in trasferta e la seconda consecutiva, figlia di un carattere senza confini e di una organizzazione tattica che ha saputo annacquare la superiorità numerica empolese
Il Bari a Empoli  tre punti da sogno
EMPOLI-BARI 0-1

EMPOLI (4-3-1-2): Bassi 6; Laurini 5.5, Tonelli 5.5, Romeo 5, Accardi 6 (7’ st Signorelli 5); Moro 6.5, Valdifiori 6.5 (38’ st Coralli sv), Croce 6; Pucciarelli 5 (32’ st Shekiladze 5); Tavano 5.5, Maccarone 5.5. In panchina: Pelagotti, Gigliotti, Mori, Casoli. Allenatore: Sarri 6. 
BARI (4-3-3): Lamanna 6; Sabelli 7, Dos Santos 7, Polenta 7, Rossi 7; De Falco 6,5 (13’ st Romizi 7), Sciaudone 7, Defendi 7; Iunco 5, Caputo 7 (36’ st Tallo sv), Ghezzal 7 (42’ st Ceppitelli sv). In panchina: Pena, Galano, Bellomo, Fedato. Allenatore: Torrente 7.
ARBITRO: Candussio di Cervignano 5.5.
RETE: 19’ st Romizi. 
NOTE - serata fresca, terreno in buone condizioni, spettatori 1.431, per un incasso di 6.167,50 euro. Espulsi al 26’ pt Iunco per gioco violento. Ammoniti Polenta, Accardi, Caputo, Defendi. Angoli 5-2 per l’Empoli. Recupero: 3’ + 4’. 

di FABRIZIO NITTI

EMPOLI - Impresa Bari. Sbanca Empoli giocando per oltre un’ora in inferiorità numerica, mette a segno il quinto risultato utile consecutivo e saluta il treno delle pericolanti. Due punti di vantaggio sul quint’ultimo posto dell’Ascoli; Reggina e Lanciano scavalcate, Cittadella e Crotone agganciate. Una grande vittoria, la quarta in trasferta e la seconda consecutiva, figlia di un carattere senza confini e di una organizzazione tattica che ha saputo annacquare la superiorità numerica empolese. Partite come questa segnano, possono segnare, una svolta. Nulla è compiuto, giovedì sera ci sarà da fare i conti con il Livorno. Ma, cari amici, una squadra così non può e soprattutto non deve retrocedere.

Tre punti di platino, tredici in cinque giornate, uno splendido gol di Romizi nel cuore della ripresa. Un break decisivo, nella domenica in cui non tutti i risultati del pomeriggio (e del sabato) erano stati favorevoli. Colpaccio sul campo della quarta in classifica, oggi lontana dieci punti dalle terze (non ci sarebbero i playoff).

Un minuto di raccoglimento in ricordo di Pietro Mennea scandito dagli applausi, poi è l’Empoli a cercare la partenza sprint, un must della squadra di Sarri che si lamenta per le assenze dei giovani nazionali Regini, Saponara, Hisaj. Di fronte, però, i toscani si ritrovano una squadra tosta, compatta e organizzata nel suo 4-3-3 che ritrova Polenta centrale difensivo e rinuncia a Ceppitelli (panchina) e Ristovski nazionale macedone. Qualche minuto a singhiozzo, il tempo di mettere a fuoco le idee toscane e metabolizzare i movimenti. Poi il Bari, duro e pimpante, gioca la sua partita. Solida e elastica. Tiene il campo con personalità, si comprime e riparte come una molla. Ma, anche, gestisce il pallone con personalità.

L’Empoli, insomma, fa fatica. Le linee baresi sono strettissime, gli spazi occupati come si deve. Senza timori, come una squadra che conosce perfettamente il proprio valore, i biancorossi anzi si avvicinano al gol sensibilmente. Prima con Caputo, di un soffio in ritardo sul cross tagliente di Rossi (13’); poi con De Falco (15’) che alza clamorosamente da due passi un comodo assist di Ghezzal al culmine di un’azione personale. Il Bari c’è e si vede, l’Empoli raccoglie solo qualche angolo. Funziona l’asse di sinistra, funziona Iunco dall’altra parte. Ma è proprio il brindisino, il più in forma, a mettere nei guai i biancorossi: fallo a gamba dritta sulla gamba di Tonelli e «rosso». L’aggravante è quella di un fallo inutile commesso a… cento metri dalla propria porta.

Bari in dieci, comincia una nuova partita. Torrente sceglie il 4-3-2 e tocca a Caputo e Ghezzal un massacrante lavoro di copertura su tutto l’arco offensivo. E chiaramente si va incontro ad una ripresa di sofferenza. Ma il Bari è una squadra diversa da quella flebile del mese scorso. E organizza una difesa attiva che manda in tilt l’Empoli. Lamanna disinnesca un paio di conclusioni dalla distanza firmate Tavano e Moro; Maccarone chiude alto una verticalizzazione pericolosa. E poi Torrente risistema la squadra, azzeccando ancora una volta la mossa giusta. Fuori De Falco, dentro Romizi, con Sciaudone che diventa mezz’ala sinistra e la squadra che recupera un po’ di profondità.

Sarà la fortuna, sarà quel che sarà, ma proprio Romizi inventa un gol da antologia sei minuti dopo il suo ingresso. Corre il 19’ e il toscano nato ad Arezzo recupera palla al limite dell’area toscana e colpisce con un missile terra-aria da 20 metri: palla all’incrocio e… «mo’ venitemi ad abbracciare». Secondo gol fra i professionisti, non segnava dal lontano 2011, primo gol in B.

Il «Castellani» è in coma. Il Bari è vivo e vegeto. Il vantaggio moltiplica le forze, ogni pallone è come se fosse l’ultimo. E il tempo scorre. E le azioni passano. E la convinzione cresce. Dietro non lasciano un pallone, rinviano, spazzano, giocano. Coltello fra i denti. Torrente si sgola, «venite fuori, venite fuori...». Candussio fischia. Sì, il Bari è tornato. Avanti così, a testa bassa. Il traguardo si avvicina.

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