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Calcio/Serie A - Fiorentina e Inter giocano per la Juve

Nel turno infrasettimanale (24ª giornata), dal Franchi scaturirà un verdetto importante in vista del «derby d'Italia» in programma domenica a San Siro. Intanto, i bianconeri se la vedranno contro il Parma. In programma anche Milan-Treviso. In coda, c'è Lecce-Empoli, gara che i salentini dovranno vincere
MILANO - Veleni e turnover a parte, da Fiorentina-Inter (povero Trefoloni) scaturirà un verdetto importante in vista del «derby d'Italia» in programma domenica a San Siro. Per la squadra di Mancini infatti - che ha un distacco di otto punti dalla Juventus- perdere ancora terreno significherebbe ridurre le speranze di insidiare, sia pure da lontano, il primato della squadra di Capello. La capolista a suo tempo diede una prova di forza a Firenze, battendo la squadra di Prandelli: cosa farà l'Inter? All'andata i nerazzurri vinsero il confronto con i viola grazie a un gol di Martins e attualmente sono in piena serie positiva (14 gare senza sconfitte, 5 vittorie di fila), laddove la Fiorentina ha avuto varie vicissitudini (recente sconfitta sul campo della Samp, pareggio a Udine). I risultati dei viola sono quasi esclusivamente dipesi da Toni (22 gol su 39), mentre nell'Inter (46 reti), dove Adriano è muto da quattro giornate, hanno segnato undici giocatori (7 fra i viola). Sono piccoli segnali che possono essere interpretati: la Fiorentina è Toni-dipendente, l'Inter invece segna anche se Adriano (12 gol) tace.
Inoltre Mancini ha un gruppo ormai ben affiatato, ha mandato in campo formazioni che hanno «girato» attorno a 15 giocatori, mentre Prandelli a un gruppo ristretto sta apportando delle modifiche importanti dopo i recenti acquisti di Lobont, Berti, Kroldrup, Jimenez; anche la riscoperta di Bojinov dopo la «punizione», può essere considerata una novità. In sostanza, l'Inter è più squadra, la Fiorentina vive delle prodezze di Toni, si direbbe a prima vista. A Mancini basterà fermare il cannoniere per presentarsi alla Juve più forte nel morale e smentire Moggi?
E' difficile pensare infatti che i campioni, per quanto reduci da una vittoria molto discussa per via dell'arbitraggio di Dattilo, facciano cilecca contro il Parma (Cardone e Simplicio sospesi). Tutto è possibile, intendiamoci, checché ne dicano i capataz della squadra bianconera: salvo ad Ascoli, dove si è scatenato Trezeguet, nelle ultime cinque partite la squadra di Capello ha vissuto di risultati striminziti, oltre che del pareggio sul campo del Chievo. Se gli attaccanti (Ibrahimovic in particolare) sono rimasti all'asciutto, sono intervenute le prodezze estemporanee di Cannavaro, Vieira, Mutu e di quel Del Piero che si sta rivelando spesso decisivo, nonostante (o forse proprio per questo?) spesso parta dalla panchina. Dice il generale Capello che non c'è stata flessione di gioco, né di risultati e ha ragione: 20 vittorie in 23 partite, primo attacco (48 gol come il Milan), prima difesa (13 gol presi). Ma gli inseguitori dovranno pure attaccarsi a qualcosa per mantener viva la speranza: o no? Una eventuale vittoria dell'Inter a Firenze potrebbe anche «aiutare» la Roma ad avvicinarsi sempre più alla «zona Champions».
I giallorossi sono in grado di ottenere l'ottava vittoria consecutiva sul campo neutro di Rieti contro quel Cagliari (Abeijon squalificato) che, scatenatosi contro l'Empoli, in trasferta ha totalizzato solo due punti in dodici partite. I giallorossi sembrano (Totti e Chivu malandati) la squadra più in forma del momento e il fatto di non aver punte fisse, forse li sta agevolando. Del Milan si parla solo nei momenti di gloria: la cassa di risonanza, quando le cose vanno male, attenua i suoi colpi. Contro il Treviso è difficile immaginare un altro passo falso dei rossoneri. Intendiamoci: la squadra di Cavasin, grazie all'ondata di acquisti, ha cambiato volto e consistenza, ma il fatto che nel girone di ritorno abbia segnato solo due gol rende davvero improbabile che riesca a dare fastidi alla pur malandata difesa del Milan (23 gol presi: la peggiore delle prime cinque in classifica). Squalificato Kaladze, assente l'autostima (secondo Braida). Anche l'attacco rossonero, che peraltro resta il primo (48 gol) nelle ultime cinque partite si è un po' annebbiato: 5 gol, 3 al Siena.
A mezza classifica mentre il Livorno (Mazzone in arrivo) andrà ad Ascoli per difendere il sesto posto, Chievo e Sampdoria (anche Tonetto ko) si giocheranno punti Uefa, come la Lazio (senza Oddo) a Palermo, dove qualcosa sembra essere cambiato. Non la difesa che - nonostante i nomi «azzurri» - ha continuato a prendere gol: 37, sestultimo posto. Udinese-Reggina (Muntari ha preso tre giornate) è ai margini fra tranquillità e la lotta per la salvezza come Messina-Siena (parecchie assenze). Decisamente drammatici i risvolti di Lecce-Empoli. A nostro avviso i salentini e il Treviso hanno pochissime possibilità di restare in A, la squadra di Cagni poche. Non solo per i punti, ma anche per il gioco. E speriamo che designatore Mattei, arbitri e assistenti si sveglino, dopo le punizioni a Dattilo, Rosetti e i loro collaboratori, praticando esercizi di memoria visiva e di senso di opportunità per le designazioni.

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