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Domenica 24 Settembre 2017 | 07:00

Calcio / Serie A - Lecce alla brace

La squadra anche con il nuovo allenatore rimane ultima in classifica dopo la sconfitta (1-0) subìta dalla Fiorentina • Tutti i risultati della 23ª giornata
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• Il prossimo turno
FIORENTINA-LECCE 1-0 (1-0 già dopo la fine del 1° tempo)

• FIORENTINA (4-4-2): Lobont 6, Ujfalusi 5,5, Dainelli 7, Kroldrup 5.5, Pasqual 5.5, Fiore 6 (29' st Jimenez sv), Pazienza 5.5, Donadel 6 (13' st Brocchi 5,5), Jorgensen 6, Toni 7, Bojinov 6 (13' st Pazzini 5). (13 Roccati, 26 Pancaro, 27 Di Loreto, 18 Montolivo). All: Prandelli 6.

• LECCE (4-1-4-1): Benussi 6, Diamoutene 5.5, Pecorari 5.5, Stovini 6, Rullo 5.5, Del Vecchio 6, Konan 6 (44' st Cozzolino sv), Giorgino 6 (40' st Pinardi sv), Camorani 6 (27' st Valdes sv), Cassetti 6, Vucinic 5.5 (90 Rosati, 30 Camisa, 13 Babù, 31 Romano). All: Paleari-Rizzo 5,5.

• Arbitro: Rizzoli di Bologna 5.
• Rete: nel pt 37' Toni.
• Angoli: 3 a 3.
• Recupero: 0' e 5'.
• Ammoniti: Del Vecchio, Camorani, Donadel, Rullo per gioco
falloso.
• Spettatori: 28.696, incasso 505.684,36 euro (paganti 4630, incasso 79.438; abbonati 23.823, quota 425.050,36).

** IL GOL:
- 37' pt: Viola in vantaggio con Toni, azione avviata da Bojinov che serve Jorgensen il quale s'accentra in area e serve il bomber che in acrobazia, di sinistro, trafigge Benussi. Calcio - Fiorentina Lecce

Nella foto, l'attaccante della Fiorentina Luca Toni marcato dai giocatori del Lecce

FIRENZE - Ci proverà fino alla fine, questo è sicuro. Lo dice il confronto di Firenze, lo lascia intuire il finale, affrontati con volontà, diligenza e cuore. Queste qualità potrebbero, però, non bastare per salvarsi, come non sono state sufficienti per rimontare al Franchi il gol, arrivato al 37° minuto del primo tempo, di Toni, che ha consegnato la vittoria alla Fiorentina e costretto i giallorossi a subire l'undicesima sconfitta esterna (sedicesima complessiva). Ordinato tatticamente e attento ad evitare errori determinanti (come successo in passato), il Lecce ha imbrigliato gli avversari per lunghi tratti. La dimostrazione sta nella prestazione della Fiorentina, di solito briosa e prolifica, stavolta lenta di frequente e quasi sempre prevedibile.
Non è bastato, però, perché i miglioramenti derivanti dall'apporto di Rizzo si limitano per ora alla fase difensiva.
In attacco, infatti, raramente le ripartenze si trasformano in pericoli, soprattutto quando Vucinic, peraltro disponibile al sacrificio, appare avulso e sotto tono. Servirà invece tutto il potenziale del montenegrino nel turno infrasettimanale di mercoledì prossimo.
Il Lecce, che se la vedrà al Via del Mare con l'Empoli, dovrà assolutamente vincere, dal momento che i punti da recuperare per evitare la retrocessione sono adesso otto (ultime quattro: Parma 21, Empoli 19, Treviso 14, Lecce 13).
Rizzo, un po' per necessità (Ledesma è fuori perché squalificato, Sicignano, Polenghi e i nuovi acquisti sono indisponibili) e un po' per scelta (dettata dalla ricerca di un assetto che garantisca copertura senza sacrificare troppo il potenziale offensivo), decide di presentare, davanti a Benussi, Diamoutene (per l'occasione dirottato a destra), Pecorari, Stovini e Rullo; a centrocampo Giorgino è il playmaker, attorniato dai guastatori Camorani e Delvecchio, che staziona a ridosso della retroguardia; a supporto dell'unica punta, Vucinic, ci sono Konan a destra e Cassetti a sinistra, chiamati però prevalentemente a compiti di contenimento.
Prandelli, che non può contare su Gamberini e Brocchi, schiera il rumeno Lobont, per la prima volta titolare, tra i pali; in difesa Ujfalusi, Dainelli, Kroldrup e Pasqual; a centrocampo Fiore, Pazienza, Donadel e Jorgensen; in attacco Toni e Bojinov. Evidentemente il tecnico dei viola conta nella voglia di riscatto del bulgaro, ex di lusso della partita (ci sono anche Dainelli, che ha giocato nel Lecce, e Camorani, ex Fiorentina) e reintegrato dopo che nel mercato di riparazione era stato a un passo dall'Inter.
Valeri è motivato, concentrato (dopo i pianti per il trasferimento sfumato, ha promesso di farsi notare soltanto sul campo) e già all'11° ha l'opportunità di liberare il sinistro (parato da Benussi). Ma a recriminare davvero è Toni, che, su cross di Fiore, è strattonato (6° minuto) da Pecorari (che si fa superare): sarebbe calcio di rigore, ma l'arbitro Rizzoli grazia i giallorossi.
Per come sono sistemate sul terreno di gioco, è subito evidente che la gara si deciderà sulle fasce laterali. Infatti, l'attenzione nel presidiarle è ai massimi livelli, tanto che finisce per risentirne il ritmo (ai salentini, ovviamente, va benissimo). Di tanto in tanto, però, qualcuno riesce a eludere il controllo. Succede quando Bojinov trova da destra la testa di Jorgensen (17°) e quando Konan (20°) aggira gli avversari e se ne va in area prima di essere fermato in angolo.
Il Lecce ci mette anche un surplus di determinazione (due ammonizioni nella prima parte: cartellino giallo al 13° per Delvecchio, alla duecentesima presenza tra i professionisti, e al 21° per Camorani). Funziona, tranne che per l'azione del penalty negato ai padroni di casa, anche la gabbia sull'uomo più pericoloso, il giocatore che può garantire anche da solo l'alternativa al lavoro ai fianchi, all'aggiramento degli avversari (Fiore e Jorgensen si vedono poco, Pasqual quasi mai). Merito dei centrali, ma anche di Delvecchio, sempre pronto a dare manforte ai compagni e a raddoppiare dove richiesto. Per lunghi tratti, insomma, accade poco (destro di Bojinov al 33°) o nulla.
Procedendo così, sarebbe inevitabile arrivare alla fine del primo tempo senza reti. Invece, Toni, visto che non si passa dai lati né centralmente, si inventa il piano C. Quando al 37° Jorgensen ha qualche metro in più per involarsi e arriva in area, il centravanti della Nazionale, anziché il solito traversone, indietreggia per ricevere il pallone rasoterra. Insomma, piuttosto che attaccare lo spazio, Toni, guardato a vista sui palloni alti, si sgancia all'indietro, cogliendo di sorpresa i marcatori. Ricevuto l'assist del danese, lascia partire un sinistro a girare che termina nell'angolino: 1-0.
Tanto basta per allungare alcuni record: positivi per la Fiorentina (15ª volta di fila in gol nei confronti casalinghi) e per Toni (22ª rete in 23 gare: Nordhal, che ne fece 35 in 38 partite nel '49-'50 è sempre nel mirino); negativi per il Lecce (nelle ultime 21 trasferte ha sempre subìto, a parte il fatto di essere in assoluto una delle squadre più perforate del campionato).
Ci sarebbe per i salentini l'occasione di rimediare subito, ma al 40°, su punizione di Cassetti, Konan è bravo a farsi trovare smarcato, molto meno nel concludere di testa (debole e centrale). La specialità, del resto, è di altrui pertinenza. Toni ci riprova al 42°, inarcandosi su calcio da fermo di Pasqual, ma il pallone termina fuori.
Nella ripresa rientrano i ventidue dei primi 45 minuti. Rizzo ritiene sia troppo presto per cambiare fisionomia e osare. Spera forse di reggere, come tutto sommato accaduto in precedenza, e contemporaneamente riuscire a rimediare. Il 2-0 della Fiorentina lo evita Benussi al 49°, allorché si oppone in rapida successione prima a Bojinov (che tenta un pallonetto) e poi a Fiore. La strategia dell'allenatore del Lecce potrebbe essere portata a compimento al 56°, ma, su corner Cassetti, l'incornata di Diamoutene, disturbato da Ujfalusi, finisce fuori di pochi centimetri.
Prandelli è un fior di allenatore. Sa prevedere i pericoli. Visto che la Fiorentina non è brillante come al solito e che quindi potrebbe subire la beffa del pareggio, prova a rimescolare. Al 59° doppio cambio: fuori Donadel e dentro Brocchi, per immettere forze fresche nel motore; via Bojinov, volitivo ma poco concreto, in campo Pazzini, che aiuta di più la squadra, sa giocare meglio senza palla e può comunque sfruttare l'intesa con Toni negli spazi che inevitabilmente i salentini dovranno lasciare.
Infatti, con l'andare del tempo il Lecce avanza il baricentro, spinge di più e al 62° ha un'occasione più unica che rara per pareggiare, visto che Cassetti si ritrova a tu per tu con Lobont. Dainelli, però, riesce a sottrargli il pallone in extremis.
Dopo l'accelerazione, serve un cambio di marcia. Rizzo ci prova togliendo Camorani e inserendo (72°) un altro ex: Valdes. Cassetti retrocede a centrocampo, il cileno gli si piazza davanti, sempre alla sinistra di Vucinic. Tre minuti dopo anche Prandelli cerca di dare una scossa alla Fiorentina, richiamando Fiore, in fase calante, e gettando nella mischia l'agilità di Jimenez. I cambi non sortiscono granché: solo qualche cross, alcuni inserimenti, tentativi personali. Rizzo allora si gioca le ultime carte a disposizione. Escono anche Giorgino per Pinardi (86°) e Konan per Cozzolino. Ma le speranze dei leccesi si infrangono, nonostante un paio di colpi di coda: all'89° Pinardi batte una punizione da destra, sponda di Delvecchio per l'accorrente Diamoutene, il cui destro è deviato in angolo; al 94° Delvecchio mette in mezzo per Cozzolino, ma la girata finisce al lato di pochissimo.
G. Flavio Campanella

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