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Bari, rivoluzione  di fine febbraio contro il Verona

di FABRIZIO NITTI
BARI - Si cambia. Per scelta e necessità, cercando di riannodare i fili, provando a dare una scossa. È forse l’ultima rivoluzione possibile, il tentativo più o meno disperato di ritrovare il Bari senza rischiare di svivolare dalla B alla Proma Divisione di calcio. Tornare all’antico per ipotecare il futuro. Torrente ci sta pensando da sabato scorso, dalla fine della partitaccia di Vercelli. Giusto che il tecnico smuova le acque. Stagnanti, come purtroppo ha dimostrato il secondo tempo di Vercelli
Bari, rivoluzione  di fine febbraio contro il Verona
di Fabrizio Nitti 

BARI - Si cambia. Per scelta e necessità, cercando di riannodare i fili, provando a dare una scossa. È forse l’ultima rivoluzione possibile, il tentativo più o meno disperato di ritrovare il Bari. Tornare all’antico per ipotecare il futuro. Torrente ci sta pensando da sabato scorso, dalla fine della partitaccia di Vercelli. Giusto che il tecnico smuova le acque. Stagnanti, come purtroppo ha dimostrato il secondo tempo di Vercelli.

Seppur dettate da un senso di rabbia, le parole del tecnico nel dopo partita rappresentano una traccia. In più, la squalifica di Clayton (un turno, ma il brasiliano probabilmente sarebbe rimasto fuori lo stesso) agevola il compito dell’allenatore nel ridisegnare la formazione. Anima e cuore, più che schemi e gioco. È ciò che occorre, ciò che serve in un campionato acido come quello di B. Quello che aveva «quel» Bari del girone di andata, giovane, incosciente e senza paura. La linea verdissima potrebbe tornare di moda, così come antiche gerarchie stravolte dal mercato.

Defendi, De Falco e Ghezzal i giocatori che potrebbero pagare dazio. L’esterno si è fatto beffare come un ragazzino alle prime armi in occasione del pareggio piemontese, ma in generale non ha offerto un grande contributo. L’attaccante algerino è in evidente ritardo di condizione, Torrente è stato molto generoso nel tenerlo in campo per così tanto tempo a Vercelli. Ghezzal, al quale bisogna dare merito per il recupero record dopo il grave infortunio al ginocchio, non è ancora lui. Nel caso, giusto parcheggiarlo in panchina e dare spazio a chi ha più birra in corpo. E il centrocampista è in chiaro affanno.

Quali soluzioni potrà allora adottare il tecnico? Capitolo difesa. Facile che, considerando il 4-3-3 veronese, Torrente decida di piazzare quattro difensori davanti a Lamanna. Ristovski o Sabelli a destra, Ceppitelli e Polenta centrali, Rossi, tenuto ai margini in Piemonte perché non in buone condizioni fisiche e atletiche, a sinistra. Una linea a tre, invece, chiamerebbe in causa Altobello. E, ovviamente, andrebbe a ridisegnare il centrocampo. Ma il reparto di mezzo ha almeno una certezza: il recupero di Romizi, fondamentale nello scacchiere. Un’assenza che si è sentita, il toscano è l’uomo dell’equilibrio, quello che detta i tempi del pressing. Romizi rileverà De Falco, sia che Torrente decida di giocare con un centrocampo a tre uomini, sia che invece opti per una linea a quattro (Sciaudone l’altro centrale, Rossi esterno sinistro e ballottaggio Sabelli-Ristovski dall’altra parte).

Caputo il punto di riferimento avanzato, mentre Iunco e Fedato si ripropongono per una maglia da titolare. Resta da capire il ruolo di Bellomo, il talentino che in questo momento è in ombra. Attaccante? Centrocampista? Dove volete, purché nel ragazzo torni ad accendersi la luce.

Un’ultima riflessione: visto il momentaccio che dura da un po’, visti i 185 paganti delle ultime due partite interne, perché non si è preventivamente pensato ad agevolare l’ingresso al San Nicola con prezzi di favore? Il Bari ha o no bisogno di sentirsi «coccolato»?

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