Cerca

Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:51

Potentino conquista il record italiano sul «tapis roulant»

di EMANUELA FERRARA
POTENZA - Ore 11.16. Sono passate 47 ore e 16 minuti da quando Pasquale Brandi ha dato il primo passo di corsa sul tapis roulant montato in via Pretoria. Scatta un applauso. Il display accanto all’atleta potentino segna trecentomila metri. È giunta l’ora di fermarsi. Il suo obiettivo ipotetico, prima della partenza, era raggiungere i 330 km. Trenta km soltanto lo separavano dall’ambito risultato, ma a quota 300, con il record già raggiunto, Pasquale ha detto stop. Il suo fisico chiedeva di fermarsi
Potentino conquista il record italiano sul «tapis roulant»
di EMANUELA FERRARA

Ore 11.16. Sono passate 47 ore e 16 minuti da quando Pasquale Brandi ha dato il primo passo di corsa sul tapis roulant montato in via Pretoria. Scatta un applauso. Il display accanto all’atleta potentino segna trecentomila metri. È giunta l’ora di fermarsi. Il suo obiettivo ipotetico, prima della partenza, era raggiungere i 330 km. Trenta km soltanto lo separavano dall’ambito risultato, ma a quota 300, con il record già raggiunto, Pasquale ha detto stop. Il suo fisico chiedeva di fermarsi. 

Lo intervistiamo proprio nel momento in cui scende dal tapis roulant. È stanco. Provato dalle fatiche imposte dalla due giorni ininterrotta di corsa. In alcuni momenti gli scende una lacrima. Impossibile capire se di emozione, per aver conquistato il record, o per la sofferenza. Fatto sta che la sensazione è quella di avere di fronte un campione. 

Una frase, la prima che ti viene in mente dopo questa impresa. «È la più grande stupidaggine che abbia mai fatto in tutta la vita. Inutile dirlo». 

Ci sorprende sentirti parlare così. «Avevo intuito che sarebbe stata dura (ndr e ce lo aveva detto anche alla vigilia della due giorni) ma non credevo fosse così. È stata una follia assoluta». 

Il record italiano però adesso è tuo. Sei felice? «Ovvio. Ma gli altri atleti possono star tranquilli: non mi ripeterò più. Sarebbe da pazzi. Ora la mia ammirazione per Vito Intini (detentore del record 24 ore sul tapis roulant con 224 km), e di tutti gli altri atleti internazionali, si accresce». 

Cos’è che non ha funzionato? «Tra me e la macchina non è scoccata la scintilla. Non ci siamo innamorati». 

Dunque niente più tapis roulant ma non dirai mai addio al mondo della corsa... «Assolutamente. Tornerò nei miei adorati deserti. Continuerò a organizzare la “6 giorni” del Pantano, ma non mi affiderò più alle macchine. È stato bello ma duro » . 

A proposito di bellezza, la cosa che ti ha fatto più piacere? «Vedere i miei amici incoraggiarmi e correre alcuni km con me. È stato emozionante. Non mi hanno fatto sentire solo. Ho ricevuto anche una lezione di vita». 
Cioè? «Un ragazzo che mi è venuto a vedere ha affermato che il mio amico che correva sull’altro tapis roulant, montato proprio per far in modo che chiunque fosse venuto a trovarmi poteva fare un “giro” di corsa, era più bravo di me. Gli ho chiesto il motivo di questa affermazione e lui, schiettamente, mi ha risposto: “Il tuo amico corre con il cuore e lo fa per te. Tu corri con la testa”. Aveva ragione. Ho imparato qualcosa da questa esperienza che resta comunque importante e bella». 

A chi dedichi questa vittoria? «Al tempo che ho sottratto a mia moglie e alle mie due splendide figlie (ndr - qui le lacrime sono di emozione)». 

(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione