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Domenica 22 Ottobre 2017 | 04:54

Bari, ora guai  a perdere la testa

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - La stranezza non è oggi. Con il Bari impelagato nei bassifondi della classifica a caccia di quella salvezza che è sempre stata l’unico obiettivo stagionale assieme alla valorizzazione di un parco calciatori con l’età media più bassa di tutta la serie B (23 anni). Era fuori da ogni logica, e quindi qualcosa di molto vicino a un miracolo calcistico, la squadra che per tre mesi ha dato lezioni di calcio a quasi tutti gli avversari e che, per qualche tempo, ha illuso un po’ tutti lasciando credere di poter navigare a distanza non siderale dalla zona playoff (nella foto, il tecnico Torrente)
Bari, ora guai  a perdere la testa
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - La stranezza non è oggi. Con il Bari impelagato nei bassifondi della classifica a caccia di quella salvezza che è sempre stata l’unico obiettivo stagionale assieme alla valorizzazione di un parco calciatori con l’età media più bassa di tutta la serie B (23 anni). Era fuori da ogni logica, e quindi qualcosa di molto vicino a un miracolo calcistico, la squadra che per tre mesi ha dato lezioni di calcio a quasi tutti gli avversari e che, per qualche tempo, ha illuso un po’ tutti lasciando credere di poter navigare a distanza non siderale dalla zona playoff. Si parlava, allora, di miracolo con cognizione di causa. Certo non con l’obiettivo di nascondersi e, quindi, di camminare a fari spenti. Semplicemente la cruda realtà.

Ora serve soprattutto calma. Almeno dentro lo spogliatoio. Perché fuori c’è il «gelo» e diventa anche complicato discuterlo. Poco equilibrio, fondamentalmente. Nei giudizi e nelle valutazioni. I tifosi son fatti così. Un giorno ti portano alle stelle e quello dopo ti fanno diventare l’ultimo della classe. Basterebbe, d’altronde, respirare l’aria che si respira attorno a Torrente. Fino a dicembre sembrava che i baresi fossero sul punto di organizzare una raccolta di firme per il rinnovo del suo contratto. Era l’uomo giusto, allenatore preparato e con la mentalità giusta. Oggi è un po’ diverso. Sembra che Torrente non ne azzecchi più una. Leggi forum e social network e se ne vedono di tutti i colori. L’equilibrio, appunto. Non sarebbe male se tutti stessero un po’ più calmi.

Questo non è un Bari che dà l’idea di poter affrontare un clima infuocato e partite da ultima spiaggia. Si è sempre detto che questa è una squadra che sa solo giocare a calcio. Ecco, in questo momento vanno poste le basi, anche ambientali, affinché il Bari torni a giocare come ha fatto nella prima parte di stagione. Sbarazzino, irriverente, propositivo. Correva e si divertiva. Lontano da ansie e paure. Tutto è cambiato, però. E l’allegria sembra aver ceduto il passo alla tensione. Ora c’è una squadra che pensa troppo, che guarda la classifica e si incupisce. Andrebbe aiutata, non solo discussa e mortificata.

C’è bisogno di gente di carattere. Forte nella testa prim’ancora che nelle gambe. Come Errico Altobello, che ha dato una bella dimostrazione di come ci si dovrebbe comportare quando l’allenatore fa scelte diverse. Zitto e pedalare, a testa bassa. All’inizio giocava titolare, poi il buio. Ha atteso pazientemente il turno, è stato premiato. «Ero molto teso, lo ammetto - spiega il giovane difensore - poi man mano che il tempo passava mi sono sciolto. Non giocavo dall’ottava giornata, dopo la partita con il Vicenza ho avuto un problema al ginocchio e sono stato fuori per varie partite».

Il fatto di non giocare tanto non cambia il suo modo di essere e di pensare: “Sono venuto qui conscio che davanti a me ci fossero giocatori importanti. Anche quando non ho giocato – ha precisato - non mi sono mai lamentato perché metto al primo posto il rispetto per i compagni. Ora non ho particolari aspettative: continuerò a lavorare come sempre per guadagnarmi un po’ di spazio, cercando di dimostrare che posso stare in questa rosa”.

«Dovremo sfruttare i prossimi due turni in cui giocheremo al San Nicola, cominciando dal Varese - dice Altobello - vogliamo continuare a fare punti per raggiungere l’obiettivo salvezza e per migliorare la nostra classifica. Abbiamo dimostrato di poter fare grandi cose».

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