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Calcio serie Bwin Protti indica la strada «Bari, serve allegria»

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - Il tono tradisce un forte coinvolgimento. Igor Protti soffre a distanza e certo non lo manda a dire. Lui qui ha lasciato il cuore e qui ci sono ancora tanti amici. Il suo Bari è sprofondato in zona playoff e, da vecchio conoscitore di cose calcistiche, sa bene come da ora in poi la strada sarà tutta in salita
Calcio serie Bwin Protti indica la strada «Bari, serve allegria»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Il tono tradisce un forte coinvolgimento. Igor Protti soffre a distanza e certo non lo manda a dire. Lui qui ha lasciato il cuore e qui ci sono ancora tanti amici. Il suo Bari è sprofondato in zona playoff e, da vecchio conoscitore di cose calcistiche, sa bene come da ora in poi la strada sarà tutta in salita. 

Protti, se l’aspettava? «No, decisamente no. L’ultima volta che mi avete chiamato da Bari ho potuto parlare di una squadra brilante e propositiva. Nonostante la sconfitta sul campo dello Spezia. Perché, anche negli insuccessi, la squadra biancorossa dava la sensazione di essere viva». 
Tutta Italia applaudiva quel Bari. «E io ero tra quelli. Una squadra costruita bene pur tra mille difficoltà. Un gruppo giovane e con tanta qualità». 
Cosa può essere successo? «In un primo momento credo che il Bari abbia avuto un calo atletico. Credo anche fisiologico visto il gran ritmo tenuto nei primi mesi di campionato. Poi deve essersi inceppato qualcosa». 
I tifosi del Bari aspettano ancora di capire cosa. «Stando lontano è difficile parlare di qualcosa che non si conosce a fondo. Ho grande considerazione di Vincenzo Torrente e quindi sono convinto che abbia la situazione sotto controllo». 

È un Bari che sembra aver perso allegria e spensieratezza. «È inevitabile quando i risultati non arrivano e la classifica, quasi, d’incanto si colora di tinte fosche». 
L’età media dei biancorossi è molto bassa: 23 anni. Un fiore all’occhiello finora. Ma non c’è il rischio che questo ora diventi un problema e, quindi, un boomerang? «Diciamo che il rischio c’è, inutile girarci attorno. Nei momenti delicati l’esperienza è un fattore che può diventare decisivo. Ci sono partite che diventano vere e proprie “guerre”. Ed è normale che un ragazzino possa avvertire il peso della pressione». 
E allora come se ne esce? «Il Bari ha una grande dote: sa giocare a calcio. Credo sia l’unica pista percorribile. Dare un calcio alle paure e scacciare i fantasmi. Solo così potremo rivedere la squadra dei primi mesi di campionato». 
Per i baresi la retrocessione sarebbe l’ultimo, inaccettabile schiaffo. «Non voglio nemmeno pensarci. Per quanto possono i miei amici baresi stiano vicini a Torrente e ai ragazzi. Hanno bisogno di aiuto. Mettiamo da parte i giusti motivi di risentimento ma questo è il momento di stringersi e di raggiungere l’obiettivo della salvezza».
 
(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)

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