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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 23:36

Bianco, rosso e rosa Le donne nella storia che fu del Bari calcio

La storia di amore e tifo del professor Angelo De Palo il «presidente- galantuomo» e patron del Bari calcio sino alla sua morte avvenuta nel 1977. Al suo fianco la moglie, Maria Carla, che non fece mancare mai il suo sostegno, anche economico ed anche dopo la morte del marito. (Nella foto Il presidente De Palo in tribuna con sua moglie Carla e Angelo Albanese, accompagnatore della squadra)
Bianco, rosso e rosa Le donne nella storia che fu del Bari calcio
di GIANNI ANTONUCCI 

Per molti anni, da «single», aveva seguito da solo il Bari, sia in casa, sia in trasferta. Aveva vissuto da spettatore entusiasta la grande giornata del 15 gennaio 1928 quando la squadra, dopo un epico duello con la Fiorentina, sbarcava per la prima volta in divisione nazionale. Laureatosi in medicina, Angelo De Palo, dopo la specializzazione in ginecologia, tornava nella sua Terlizzi ed alternava la sua valorosa attività a quella di supertifoso del Bari. 

MATRIMONIO - Sposatosi con la signora Maria Carla, assieme seguivano da tifosi il Bari fino a quando la passione e le circostanze gli assegnavano la presidenza del club biancorosso. È stato da quel momento che il professore, ribattezzato il «presidente- galantuomo», riceveva l’affetto e la carica della moglie nel portare avanti la squadra biancorossa. Era proprio la signora Carla ad approvare la scelta di ingaggiare Toneatto, allora sconosciuto, alla guida tecnica e, successivamente, il potenziamento con elementi che portarono il Bari in A vale a dire Muccini, Spalazzi, Diomedi, Fara, Tentorio, ed anche Galletti venuto giovanissimo anni prima e proveniente dalla primavera dell’Inter. 

PASSIONE - Con il ritorno in A del Bari, la signora Carla aumentò la sua passione verso la squadra, seguendo il marito dappertutto. Spesso diceva: «Angelo cerca di vivere intensamente, non è possibile fermarlo». Per l’intera settimana a cavallo fra i due spareggi di Bologna e Napoli, contro Atalanta e Catanzaro nel giugno del 1971, rimase costantemente vicino al presidente, preoccupato per le sorti della società ormai ai verbi «difettivi» con le risorse finanziarie. Il professore, infatti, aveva impegnato tutti i suoi risparmi professionali (rinunciando, fra l’altro, ad avere una clinica propria) per far fronte alle necessità ed alle esigenze della squadra. 
La moglie Carla fu al suo fianco ed approvò, ancora una volta, la scelta di ingaggiare un giovane tecnico quale Carlo Regalia per rilanciare, con i giovani, la squadra del domani. Felicissima, poi, di essere presente a tutte le gare, in Inghilterra, del torneo anglo- italiano al quale partecipò il Bari. In quella occasione il manager Gigi Peronace si complimenterà più volte con la signora Carla per il suo assiduo e continuo sostegno alla squadra biancorossa. 

RINUNCIA - La signora Carla, inoltre, risulterà, in seguito, protagonista da ammirare quando il prof. De Palo, per un improvviso ictus, moriva a 68 anni il 9 agosto 1977. Il Bari improvvisamente si ritrovava senza un «patron» ed il campionato era prossimo all’inizio. Si sapeva che il presidente aveva garantito, con un libretto al portatore presso un istituto bancario, l’esposizione contratta per conto del Bari, per far fronte agli acquisti effettuati subito dopo la promozione dalla C. Ebbene: quel libretto al portatore con un saldo attivo di 800 milioni delle vecchie lire, depositato a garanzia delle esposizioni con il consenso della signora Carla, non veniva ripreso ma utilizzato a copertura della su citata esposizione contratta per l’acquisto dei nuovi calciatori per la serie B. Trentasei anni fa 800 milioni costituivano una cifra assai interessante. Erano i sacrifici e le rinunce che il prof. De Palo e sua moglie avevano fatto in favore e per amore del Bari, una grandissima passione. La scomparsa del «presidente-galantuomo» apriva le porte della società biancorossa alla famiglia Matarrese.

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