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Bari, una corsa  contro il tempo servono 2 mln

di FABRIZIO NITTI
BARI - Una crisi da gestire e una da evitare. Giorni di pensieri agitano il mondo biancorosso. Un Bari che stenta a riprendere quota in classifica e un Bari che deve per forza prendere quota per dribblare la trappola stipendi. Perché, ormai, queste scadenze somigliano sempre più a subdole trappole. Un piede in fallo e la frittata è fatta. Undici giorni per capire se il Bari di Torrente, già ampiamente penalizzato, dovrà rifare i conti e quindi ripartire con un altro -2 in classifica. La data fatidica è indicata nel 16 febbraio, ma «cadendo» di sabato, probabilmente bisognerà anticipare di un giorno. Cambia poco. La sostanza è che il Bari dovrà «trovare» i soldi
Bari, una corsa  contro il tempo servono 2 mln
di Fabrizio Nitti

BARI - Una crisi da gestire e una da evitare. Giorni di pensieri agitano il mondo biancorosso. Un Bari che stenta a riprendere quota in classifica e un Bari che deve per forza prendere quota per dribblare la trappola stipendi. Perché, ormai, queste scadenze somigliano sempre più a subdole trappole. Un piede in fallo e la frittata è fatta.

Undici giorni per capire se il Bari di Torrente, già ampiamente penalizzato, dovrà rifare i conti e quindi ripartire con un altro -2 in classifica. La data fatidica è indicata nel 16 febbraio, ma «cadendo» di sabato, probabilmente bisognerà anticipare di un giorno. Cambia poco. La sostanza è che il Bari dovrà «trovare» i soldi.

Ai calciatori (ma anche ai tecnici) dovranno essere riconosciuti gli emolumenti dei mesi di novembre e dicembre. Il «foglio netto» del club biancorosso per quanto riguarda il mese di novembre è di 300 mila euro circa, cifra che va quasi raddoppiata per via dei contributi da versare; il «foglio netto» di dicembre si impenna fino a sfiorare i 450 mila euro a causa dell’ultima «rata» da versare a Langella (150 mila euro, più o meno), cifra che anche in questo caso quasi si raddoppia per le stesse motivazioni. A questa somma bisognerà aggiungere, entro la fine del mese, la quota della rateizzazione (400 mila circa) con l’Agenzia delle entrate. Che, però, potrebbe essere bypassata in caso il Bari riuscisse nel progetto di allungare a 15 anni il debito con la stessa Agenzia.

Due milioni, quasi, da sborsare. E la solita domanda. Chi tirerà fuori questi soldi? Ci sarà ancora la BancaApulia al fianco del club biancorosso? Oppure l’istituto di credito, già pesantemente esposto, sceglierà, legittimamente, un’altra strada? C’è pure un’altra possibilità, e cioé che la famiglia Matarrese, impegnata in politica con uno dei nipoti nella lista Monti, decida di intervenire direttamente, nonostante Antonio Matarrese, nel forum organizzato in «Gazzetta» un mese fa, fu categorico nell’affermare il contrario.

Vedremo. La speranza è che in un modo o nell’altro venga evitata una nuova penalizzazione. I baby baresi hanno bisogno, in questo delicato momento, di certezze e solidità. Dubbi e «assenze» non fanno altro che indebolire e minare il morale.

Intanto, va avanti anche il lavoro del «Comitato per la rinascita del Bari». Qualcosa sembra muoversi, seppure allo stato embrionale. Pare che le vicende calcistiche stiano smuovendo l’interesse di un imprenditore d’oltreoceano, ma con origini pugliesi. Nulla di più di indiscrezioni, se sono rose fioriranno.

La squadra continua la preparazione in vista della prossima, difficile partita interna contro il lanciatissimo Varese. Assenti i quattro nazionali (Fedato, Sabelli, Ristovski, Vosnakidis), Torrente fa ancora i conti con la condizione fisica non perfetta di Romizi, il vero unico interditore del centrocampo biancorosso; il centrocampista soffre agli adduttori, problema che lo ha tenuto fuori dalla trasferta di Terni. Proprio alla luce del pareggio in Umbria, non va escluso il ritorno di Sciaudone fra i titolari, oltre a quello di Polenta che ha scontato il turno di squalifica rimediato per somma di ammonizioni.

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