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Martedì 17 Ottobre 2017 | 07:57

Calcio / Serie A - Il Lecce sconfitto

Conclusa 3-1 la partita contro il Chievo • I risultati della 18ª giornata del campionato • Milan-Parma, una goleada (4-3)
• La classifica
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Calcio serie A Chievo Lecce CHIEVO-LECCE 3-1 (1-1 nel 1° tempo)
• CHIEVO (4-4-2): Fontana 6, Malagò 6, Mandelli 6, Scurto 6, Lanna 6.5, Semioli 7, Brighi 7, Giunti 6 (47' st Sammarco sv), Franceschini 6, Amauri 6 (26' st Tiribocchi 6), Pellissier 7 (39' st Zanchetta 6.5). (18 Squizzi, 20 Mantovani, 27 Moro, 5 Luciano. All: Pillon 6.5.
• LECCE (4-3-3): Sicignano 5.5 (26' st Benussi 5.5), Angelo 6, Diamoutene 6, Stovini 5.5, Rullo 6, Eremenko 5.5 (12' st Cozzolino 5.5), Ledesma 6.5, Del Vecchio 6.5, Konan 5.5 (35' st Pellè sv), Saudati 6, Valdes 5.5. (8 Pinardi, 23 Marianini, 7 Camorani, 77 Cassetti). All: Baldini 5.5
• Arbitro: Ciampi di Roma 6.
• Reti: nel pt 20' Pellissier, 29' Del Vecchio, nel st 7' Pellissier, 46' Zanchetta.
• Ammoniti: Stovini, Rullo, Mandelli e Ledesma per gioco falloso, Del Vecchio per proteste.
• Recuperi: 1' e 4'.
• Angoli: 10-4 per il Lecce Spettatori: 5.313 incasso 50.195,17 euro
***I GOL 20' pt: clamoroso errore sul rinvio da parte di Sicignano che innesca Semioli. Perfetto il suggerimento per la velocità di Pellissier, tenuto in gioco da Angelo. L'attaccante valdostano entra in area e di destro batte rasoterra Sicignano nonostante il tentativo alla disperata del difensore brasiliano.
29' pt: punizione di Ledesma nel cuore dell'area gialloblù, Del Vecchio è molto bravo nell'anticipare Scurto e nel resistere al tentativo del difensore di casa e a girare al volo di destro battendo Fontana.
7' st: punizione di Semioli, Mandelli seppur pressato colpisce di testa indirizzando verso il secondo palo della porta difesa da Sicignano dove sottomisura interviene Pellissier che infila nella rete dei pugliesi.
46' st: fallo di Ledesma su Brighi e conseguente punizione dai 25 metri affidata al destro di Zanchetta. Palla a girare sopra la barriera e Benussi è battuto.

VERONA - La sintesi è nei numeri (e nella posizione in classifica). La chiave, invece, è meno generica, ancorché ugualmente incontrovertibile. Certo, l'eredità di quel che è stato il Lecce di Gregucci pesa: si spiegano anche così le nove sconfitte (dodici complessive) in dieci partite esterne, la difesa più perforata (31 reti subite) e il secondo peggior attacco (15 gol realizzati) del campionato; si giustifica anche così il penultimo posto in serie A. Vero: la situazione attuale si basa essenzialmente sul retaggio del passato. Ma qui, per rimettere alla svelta in sesto una stagione che rischia davvero di essere compromessa (il distacco dalla quart'ultima torna a essere considerevole), meglio andare al nocciolo della questione, evitando di farsi ingannare dalle note positive.
Prima lettura (da leggere e dimenticare): il Lecce perde in casa del Chievo 3-1, ma cede soltanto nel finale. Tiene in apprensione gli avversari, che oggi sarebbero qualificati alla prossima Coppa Uefa, almeno fino 2-1 segnato da Pellissier (un indemoniato, quasi al pari di Semioli). Riesce a rimediare con Delvecchio dopo lo svantaggio (ovviamente firmato da Pellissier). Dimostra di avere gambe e orgoglio perché non si piega alle avversità (vedi anche l'infortunio capitato a Sicignano). Può disporre di numerose soluzioni in attacco, soprattutto ora che c'è Saudati (anche se del miglior Vucinic non si può fare a meno).
Spiegare la sconfitta con un pizzico di sfortuna si potrebbe anche. Ma sarebbe fuorviante, così come sembrerebbe pretestuoso introdursi da altra angolazione e iniziare l'ispezione chiedendosi: come mai il Lecce ha (oltre al montenegrino, che nell'occasione era assente) Saudati, Konan, Valdes, Pellè e Cozzolino (in attesa di Babù), ma al "Bentegodi" va a segno con un centrocampista ed è pericoloso prevalentemente su schemi da fermo? Sarebbe analizzare la partita girandoci attorno, visto che la spiegazione è: la squadra di Baldini, che potrà richiamare in causa (se vuole) anche la mancanza di cinismo, paga pesantemente gli errori individuali (e qui siamo alla seconda lettura, quella da cui partire in vista della gara contro la Sampdoria di sabato 14 alle ore 18 in programma al Via del Mare).
Perché se una volta si può recuperare (il primo pareggio dopo la svagatezza di Sicignano), è probabile che rimediare di nuovo possa risultare impossibile, come accaduto oggi. La gara, infatti, gira definitivamente quando Diamoutene (e non è la prima volta) consente a Pellissier di segnare da due passi. Se questo capita, è inutile stare a discutere sulla tenuta di un meccanismo che, dovendo privilegiare l'atteggiamento offensivo, ha delicati ingranaggi difensivi.
Per quel che è di sua competenza, Baldini fa quel che deve. Nella trasferta di Chievo, non c'è solo la novità Saudati. Il tecnico riconsegna le chiavi del centrocampo a Ledesma e al finlandese Eremenko, che, in odore di cessione, ottiene l'opportunità per guadagnarsi la conferma (inizierà bene per poi spegnersi). A sinistra della mediana c'è invece Delvecchio. In difesa, l'allenatore dei salentini (per l'occasione in completo blu con strisce giallorosse) rinuncia ancora a Cassetti: a destra della difesa staziona Angelo, con Stovini, Diamoutene e Rullo che completano il reparto. In attacco Konan (a destra) e Valdes (a manca) giostrano accanto al neo acquisto, immediatamente in campo per l'indisponibilità dello squalificato Vucinic.
Anche il Chievo, che ripresenta in porta Fontana, lamenta un appiedato dal giudice sportivo: è D'Anna, rilevato da Scurto, chiamato con Mandelli nel mezzo della difesa a quattro. Sulle fasce, come al solito, ci sono Lanna a sinistra e Malagò sull'altro versante. Pillon, ex Bari, dispone del centrocampo migliore (Franceschini, Giunti, Brighi e Semioli), ma non può contare in attacco su Obinna, impegnato con la Nazionale nigeriana. Ci sono, però, (e si vedono) Pellisier e Amauri.
Le punte dei veronesi si cercano (e si trovano) subito: al 3', su passaggio di Semioli (quanti danni produrrà…), Amauri va al cross per il colpo di testa fuori misura di Pellissier. Gli avanti del Lecce, invece, dovranno attendere per rendersi davvero pericolosi perché in avvio Konan non riesce a sfruttare un'indecisione degli avversari in area (4') e Valdes prova senza troppe pretese dalla distanza (8'). Calcio serie A - Chievo Lecce
L'approccio alla gara dei salentini è comunque positivo. Eremenko, che ha piedi buoni, e Ledesma (altra conclusione da lontano al 12') si alternano nella costruzione della manovra, mentre Delvecchio si limita al contenimento. Se il Chievo crea pericoli quando riesce a dare profondità all'azione, ma stenta a mantenere il controllo della gara, viceversa il Lecce tiene sotto scacco gli avversari a centrocampo senza riuscire ad essere incisivo.
Essendoci una presupposto strutturale, più facile che siano gli ospiti a fare il salto di qualità, che si evidenzia però soprattutto sugli sviluppi di calci da fermo. In due minuti, da due corner consecutivi, arrivano due palle gol: prima, su cross di Valdes, un colpo di testa di Konan (15') è salvato sulla linea da Giunti; poi, su traversone di Eremenko, un'incornata di Diamoutene (16') è parata da Fontana. La risposta del Chievo è speculare, anche se non altrettanto pungente: punizione di Semioli e stacco di Amauri (19') col pallone che termina oltre la traversa.
A infilzare i pugliesi ci pensa Sicignano, che sballa un rinvio consentendo al reattivo Semioli di lanciare Pellissier. Stovini resta attardato, Diamoutene non riesce a chiudere e l'attaccante del Chievo supera il portiere: 1-0 al 20', senza però che il corso della gara cambi perché il Lecce si riorganizza subito e riprende da dove aveva lasciato, ristabilendo la parità. Punizione di Valdes (che, con la squadra in svantaggio, accentra sempre più spesso la posizione se i compagni sono in possesso di palla) e girata di Delvecchio (29'), che resiste alla marcatura di Scurto: 1-1.
In quanto a occasioni, la tendenza si ribalta solo dopo la mezz'ora: al 32', su cross di Giunti, c'è il colpo di testa di Mandelli che finisce sul palo; al 37' Amauri dà in profondità, Pellissier va via a Stovini, lasciato solo nell'uno contro uno con il diretto avversario, e scarica un diagonale che termina sul fondo. Insomma, continua a prevalere la fase d'attacco delle due formazioni, che il Chievo finalizza approfittando della complicità altrui (i difensori centrali spesso annaspano, Stovini sarà anche ammonito al 41') e che il Lecce, nonostante un gran lavoro senza palla, concretizza quasi esclusivamente grazie agli schemi avviati da palla inattiva.
Chi di spada ferisce, di spada ferisce. Perché nella ripresa si ricomincia sulla falsariga (e con le condizioni, anche tattiche) del primo tempo (poi sarà diverso), ma è il Chievo a sfruttare un calcio di punizione fischiato da Ciampi di Roma per un fallo su Semioli di Rullo (ammonito), costretto sempre sulla difensiva dall'esterno che tanto piace alle grandi. Proprio Semioli batte nel mucchio, dove spunta Mandelli: colpo di testa nella zona in cui stazionano Diamoutene, che lascia passare la sfera credendola destinata sul fondo, e Pellissier, che interviene da opportunista e firma la doppietta personale: 2-1 al 52'.
Il Lecce, pagato a caro prezzo l'ennesimo errore, prima sfiora il pareggio, ancora con Delvecchio (girata al 54' deviata in corner con la spalla da Scurto); poi decide di rischiare: Baldini richiama Eremenko per far posto a Cozzolino (57'). Il modulo varia e diventa un 4-2-3-1 con Valdes alle spalle di Saudati, Cozzolino a sinistra e Konan a destra. L'atteggiamento offensivo scatena il contropiede del Chievo, con Semioli e Pellissier protagonisti: al 58' Semioli crossa, Amauri sfiora e Pellissier, tutto solo, spara sul corpo di Sicignano; al 61' sempre Semioli indovina di collo piede una parabola che scavalca il portiere e termina sul montante.
Il Chievo si trova a suo agio con gli spazi a disposizione (al 69' c'è un dubbio intervento di Stovini su Pellissier lanciato a rete), ma il Lecce non crolla, anche dopo l'imprevisto che costringe Sicignano a uscire: al 70' interviene con i piedi per respingere un tiro dell'incontenibile Pellissier, ma gli resta il ginocchio sinistro sotto il peso del corpo ed è costretto a uscire dolorante per la innaturale torsione. Entra Benussi (71') contemporaneamente a Tiribocchi, che nel Chievo rileva Amauri.
Già pericolosi con Konan (65') e Diamoutene (68'), i salentini intensificano le proiezioni offensive. Pian piano il forcing si trasforma in assedio, ancorché non sempre lucido e ordinato. Ci prova Rullo da fuori area (75'), ma Fontana si supera. Quindi, con Pellè in campo (subentra a Konan all'81' andando a fare la prima punta con Saudati a sinistra e Cozzolino a destra), le mischie negli ultimi sedici metri del Chievo si fanno a volte furibonde. All'88' è la volta di Valdes, il cui destro a giro è di nuovo intercettato dal portiere. Poi, durante il terzo dei quattro minuti di recupero, Zanchetta, inserito all'84' in luogo di Pellissier, chiude la contesa. Stavolta la punizione, sempre beffarda, è diretta: inappuntabile l'esecuzione di destro (93') che vale il 3-1.
G. Flavio Campanella

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