Cerca

Domenica 22 Ottobre 2017 | 14:04

La crisi del Bari Perinetti: è ingiusto addossarmi colpe

di FABRIZIO NITTI
BARI - I giorni della crisi visti da lontano, visti con gli occhi di Giorgio Perinetti. Due anni di serie B, uno di serie A in «maglia» biancorossa. Personaggio che qui a Bari, comunque, ha lasciato un segno. Lo ricordano spesso. Per i successi conquistati sul campo, per giocatori di prima fascia portati in Puglia, ed anche per le spese pazze fatte a quei tempi. Per ingaggi alti, ad esempio, a gente come Langella o Castillo. «Uscite» che hanno colpito e quasi affondato una barca, quella biancorossa, a fatica sulla linea di galleggiamento. Un comitato per il rilancio del Bari. Che ne dice? «Non credo che il calcio a Bari sia morto»
La crisi del Bari Perinetti: è ingiusto addossarmi colpe
di Fabrizio Nitti

BARI - I giorni della crisi visti da lontano, visti con gli occhi di Giorgio Perinetti. Due anni di serie B, uno di serie A in «maglia» biancorossa. Personaggio che qui a Bari, comunque, ha lasciato un segno. Lo ricordano spesso. Per i successi conquistati sul campo, per giocatori di prima fascia portati in Puglia, ed anche per le spese pazze fatte a quei tempi. Per ingaggi alti, ad esempio, a gente come Langella o Castillo. «Uscite» che hanno colpito e quasi affondato una barca, quella biancorossa, a fatica sulla linea di galleggiamento.

Un comitato per il rilancio del Bari. Che ne dice?

«Non credo che il calcio a Bari sia morto. Si è fatto ricorso a una gestione economica precisa, con buone intuizioni sui giovani: il calcio a Bari c’è. È anche chiaro che il momento del Paese è delicato, di più al Sud. E il calcio ovviamente ne risente. Ma Bari resta una piazza intrigante, una piazza che speriamo possa solleticare l’interesse di qualche personaggio, dopo tanti sacrifici della famiglia Matarrese».

Si dibatte sui debiti: chi li paga in caso di cessione del club, chi compra o chi vende?

«Fanno parte della trattativa. C’è chi lascia la società pulita, altri che acquistano tutto, altri che si mettono d’accordo, chi dice vi cedo tutto a 1 euro e ve la vedete voi. C’è, ad esempio, da valutare il patrimonio giocatori. Ma di solito si compra “pulito”. In Italia, comunque, non ci sono società molte società floride. Ogni anno si finisce con il ricapitalizzare».

Da lontano che idea si è fatto del Bari?

«La politica intrapresa è quella giusta: ingaggi mirati, giovani giocatori bravi. Se si lavora con continuità, si conquistano risultati. Il Bari ha intrapreso la strada giusta. Se hai bravura e poi un pizzico di fortuna, pur vendendo qualche pedina, puoi ritrovarti in A. Il livello tecnico è buono e la classifica senza la penalità sarebbe importante». 

La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione