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Il nuovo Taranto

di Fabio Di Todaro
La volontà di scrutare ancora le vetrine c'è. Ma non sarà una corsa folle allo shopping: buona parte del guardaroba il Taranto l’ha già rifatto, approfittando della crisi che aveva lasciato invenduti molti capi nel pieno della stagione. Diciassette partenze e nove arrivi: il saldo è positivo, nei numeri e nella qualità. Adesso, perciò, resta poco da fare. La ricerca è rivolta a reperire un under del '94, così da risolvere il problema più annoso che Giacomo Pettinicchio ha dovuto affrontare da ottobre a oggi. Sarebbe meglio, come ha ribadito il dg Domenico Pellegrini, se arrivasse un centrocampista: così da non costringere agli straordinari chi ha già tirato troppo la corda. Altrimenti, non è un’ipotesi esclusa in via Minniti, per la mediana si potrebbe fare ancora un sacrificio: Pippo Pensalfini, in esubero tra le file dell’Hinterreggio, è una candidatura in agenda, ma non l’unica di esperienza
Il nuovo Taranto
di Fabio Di Todaro
 
La volontà di scrutare ancora le vetrine c'è. Ma non sarà una corsa folle allo shopping: buona parte del guardaroba il Taranto l’ha già rifatto, approfittando della crisi che aveva lasciato invenduti molti capi nel pieno della stagione. Diciassette partenze e nove arrivi: il saldo è positivo, nei numeri e nella qualità. Adesso, perciò, resta poco da fare. La ricerca è rivolta a reperire un under del '94, così da risolvere il problema più annoso che Giacomo Pettinicchio ha dovuto affrontare da ottobre a oggi. Sarebbe meglio, come ha ribadito il dg Domenico Pellegrini, se arrivasse un centrocampista: così da non costringere agli straordinari chi ha già tirato troppo la corda. Altrimenti, non è un’ipotesi esclusa in via Minniti, per la mediana si potrebbe fare ancora un sacrificio: Pippo Pensalfini, in esubero tra le file dell’Hinterreggio, è una candidatura in agenda, ma non l’unica di esperienza. Di sicuro c'è che eventuali rinforzi arriveranno dalla galassia del professionismo, dove da oggi le claire sono ufficialmente alzate. In attesa di notizie, Pettinicchio guida una rosa pronta a tagliare l’agognato traguardo.
«Questo gruppo si salverà, statene certi», ha giurato l’allenatore tarantino, pochi istanti dopo la sconfitta interna contro l’Ischia: la nona in 17 partite, terza sul prato di casa. Nonostante gli inciampi di dicembre, il gruppo rifondato in autunno non appare inferiore ad altre squadre al momento meglio piazzate. Già a partire dalla gara con il Trani, Pettinicchio potrebbe avere quasi l’intera rosa a disposizione. L’unica defezione certa è quella di Cordua: stoppato dal giudice sportivo. In dubbio, per il momento, ci sono ancora Costantino e Fumai: da verificare alla ripresa.
Ma la varietà dell’assortimento, permette di non guardare all’interno dell’infermeria con il patema d’animo. Tanto da lasciar intendere anche una variazione di assetto. Il Taranto che si affaccia al 2013, infatti, non ha più i connotati certi del 3-4-3. Pettinicchio non vuole rinnegare la sua identità, ma è pronto a esplorare le potenzialità di un modulo più spregiudicato: il 4-2-3-1. Volendo fidarsi degli ultimi esperimenti, la svolta potrebbe essere imminente. Due le novità principali: l’adattamento definitivo di un centrale nel ruolo di terzino destro e l’assortimento della coppia di mediani. Dalle prove generali allestite domenica, Rosato e Stigliano sono i candidati a occupare le posizioni della trincea. In mezzo al campo sicuro è l’impiego di Vicedomini. Tutta da montare, invece, è la nuova linea degli incursori. L’unico certo del posto è Mignogna, alle spalle di Molinari. Il resto è legato all’eventuale recupero di Fumai: se non dovesse farcela, diverrebbe certo il debutto di Gatto, l’ultimo puntello messo al gruppo. A completare la linea potrebbe essere Papa, se non altro per una questione di regolamenti: è un '93, vantaggio non indifferentemente rispetto ai concorrenti Biondo, Curri e Faccini. Ma Pettinicchio potrebbe anche tirarsi fuori dal rebus anagrafico schierando accanto a Vicedomini uno tra Gnoni e Catalano. Così libererebbe più avanti il posto per un '92: Curri o Faccini. Alchimie tattiche destinate a ripetersi ogni settimana, da qui a maggio. Senza guardare troppo lontano, gennaio è già un mese decisivo: dopo l’abbordabile sfida con il Trani, i rossoblù viaggeranno per due settimane di fila sui campi di Gladiator e Foggia, prima di ospitare il Bisceglie. Non la più agevole delle partenze per chi punta a salvarsi. Esige risposte la proprietà, dopo le ultime due sconfitte con cui si è chiuso l’anno appena passato. Vietato fermarsi: servono almeno 23 punti per chiudere la stagione il 5 maggio.

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