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Calcio - Saluto romano, Paolo Di Canio fermo per un turno

All'attaccante della Lazio è stata inflitta anche una ammenda di 10 mila euro, e la società per responsabilità oggettiva dovrà pagare la stessa cifra
MILANO - Il giudice sportivo ha squalificato per un turno Paolo Di Canio per il gesto «da interpretare come un saluto romano». All'attaccante della Lazio è stata inflitta anche una ammenda di 10 mila euro, e la società per responsabilità oggettiva dovrà pagare la stessa cifra. Nella descrizione dettagliata dell'evento il giudice rimarca come dopo la sostituzione Di Canio iniziasse «a salutare i propri tifosi con le braccia tese e alzate. Subito dopo, in rapida successione, abbassava il braccio sinistro, lasciando alzato e teso quello destro per qualche secondo insieme alla mano. Quindi, lasciando sempre il braccio destro alzato, iniziava a muovere la mano in segno di saluto, abbassando infine completamente il braccio destro». Nella motivazione viene aggiunto «che il gesto del calciatore è certamente da interpretare come «saluto romanò» e, ai sensi degli articoli 1 e 4 del codice di giustizia sportiva, ha disposto la sanzione. Viene precisato che «nel valutare la gravità del fatto» è stato tenuto conto della «piena consapevolezza» del giocatore, ricordando la sentenza del 10 marzo 2005 proprio a carico dello stesso Di Canio a seguito di un'altra condotta analoga del calciatore. Il giudice sportivo ha tenuto conto della relazione del collaboratore dell'ufficio indagini nella quale viene rilevato come Di Canio, subito dopo la sua sostituzione, «iniziava a salutare i propri tifosi con entrambe le braccia tese ed alzate. Subito dopo, in rapida successione, abbassava il braccio sinistro, lasciando alzato e teso quello destro per qualche secondo insieme alla mano». Secondo il giudice «il gesto del calciatore è certamente da interpretare come un saluto romano» e quindi costituisce una violazione delle norme regolamentari «in quanto lesivo del dovere di correttezza imposto dall'articolo 1 del codice di giustizia sportiva» e «in quanto evocativo del regime fascista, caratterizzato da violenza verso gli oppositori e discriminazione razziale». Per determinare la sanzione, il giudice sottolinea che «Di Canio ha commesso il fatto con piena consapevolezza della sua illiceità» quindi «la piena intenzionalità dell'atto caratterizza in termini di specifica gravità l'oggettiva violazione delle norme del codice di giustizia sportiva». Il giudice ha deciso quindi di infliggere la squalifica di un turno e l'ammenda di 10 mila a Di Canio oltre a un ammenda di 10 mila euro alla Lazio per responsabilità oggettiva.

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