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Venerdì 20 Ottobre 2017 | 21:51

Castellana, quanti veleni sotto rete

di Gianluigi De Vito
CASTELLANA - Le Grotte sono sordomute per la crisi. Ma eruttano il sospetto di una «pallavolopoli» in salsa pugliese. Passi il termine, sintetizza quello che potrebbe essere l’esito di un match non giocato se non a colpi di lettere e ceffoni polemici tra due amici-nemici: Giuseppe Vinella e Michele Miccolis
Castellana, quanti veleni sotto rete
di Gianluigi De Vito 

CASTELLANA - Le Grotte sono sordomute per la crisi. Ma eruttano il sospetto di una «pallavolopoli» in salsa pugliese. Passi il termine, sintetizza quello che potrebbe essere l’esito di un match non giocato se non a colpi di lettere e ceffoni polemici tra due amici-nemici: Giuseppe Vinella e Michele Miccolis. Il primo è un imprenditore dei trasporti e del vetro. I suoi biglietti da visita? La Sita Sud, una holding che ha acquisito società di mezza Italia, da Roma in giù: «Marozzi», Cotrab (Basilicata), Cotrap (Puglia) Cotrac (Campania) e Roma stp. E nell’impero Vinella ci sono le Vetrerie meridionali capaci di fare affari anche in Massachusetts. Come dire: è uno che mangia pane, finanza e diritto societario. È nella pallavolo dal 2003, un po’ per gioco un po’ per assecondare i due figli «drogati» di volley, il grande in particolare, Alessandro, 18 anni. Prima è tra gli sponsor della «Materdomini» che altalenava la B1 alla A2; poi, dal 2009, diventa il patron della New Mater, creata dal divorzio con la «Materdomini» dell’amico di sempre, Michele Miccolis.
L’altro protagonista della vicenda, Miccolis appunto, è un impiegato della sanità che ha fatto della passione (la pallavolo) una scuola virtuosa (anche economicamente): la sua «Accademia del volley» alleva talenti e li sforna a decine di club. Insomma, è uno che mastica spogliatoi e cartellini come fossero bicchieri d’acqua. Il 25 maggio scorso, qualche giorno dopo la promozione dalla A2 alla A1 della New Mater dell’ormai rivale Vinella, Miccolis costituisce ex novo la Matervolley. A luglio la Matervolley dell’amministratore unico Michele Miccolis chiede e ottiene dalla federazione pallavolo (Fipav) l’affiliazione per poter disputare l’attuale campionato di B1 (girone C), concesso per rispecaggio. Il guanto di sfida è lanciato: i riflettori non sono più solo e soltanto per la A1. Piccolo particolare, non da poco. Miccolis inoltra alla Fipav il «modulo D» di «cambio di denominazione della società»: da «Materdomini» a «Matervolley». Il che consente di traghettare nella nuova società il vecchio codice di iscrizione Fipav: 15 073 0040. Per intenderci, il codice di iscrizione è la carta che conta, è il pedigree che registra la storia, i titoli, i cartellini dei giocatori.
Dunque, leggendo tra le pieghe degli atti, lo stesso giorno, il 25 maggio, Miccolis fa un atto notarile di costituzione della Matervolley e tiene un’assemblea dei soci della Materdomini per deliberare la variazione della denominazione sociale da Materdomini a Matervolley.
E allora? E allora succede che i due, Vinella e Miccolis, sono i protagonisti (per ora dietro il sipario) di una guerra che rischia di spedire Castellana di nuovo tra le pagine nere del volley, dove era finita due anni fa per il default della Florens, squadra di A1 femminile travolta da un giro vorticoso di fatture non pagate e «iva» evasa. Uno choc che fece passare in secondo piano un risultato senza precedenti per una fetta di Tacco d’Italia da ventimila anime: due club nel massimo campionato della stessa disciplina. C’era la Materdomini di A1, c’era la Florens di A1. Addio, storia gloriosa del 2010.
L’ombra della pallavolopoli è di questi giorni. Il finanziatore della New Mater (agli atti risulta semplicemente come revisore dei conti), attraverso l’amministratore unico della società, il commercialista Gaetano Carpinelli, e il legale della società, Manuela Magistro (figlia di Mimmo Magistro, anima della Amatori volley Bari ed esperta in diritto federale) sembra aprire un vaso di Pandora. In un carteggio inviato anche a Coni e Fivap, l’assetto societario New Mater «evidenzia» che la Matervolley non può partecipare al campionato di B1. Perché? Semplice: non ha i requisiti. La Matervolley «non è la vecchia Materdomini», «è un soggetto giuridico nuovo, in tutto e per tutto diverso» visto che non risulta aver fatto ricorso a «una delle fattispecie di carattere successorio» previste dei regolamenti Fipav. E cioè: assorbimento o fusione o cessione/acquisizione. Miccolis si sarebbe semplicimente limitata a «inviare» un cambio di denominazione «autocertificato», «traendo» in errore la Fipav che ha così attribuire alla nuova società il vecchio codice federale. Un vantaggio enorme: si conservano i titoli acquisiti negli anni e soprattutto si mantiene la proprietà dei cartellini dei giocatori. Per la New Mater insomma, sarebbe il caso di comminare «sanzioni» fino a «radiare» la Matervolley. Zac.
Possibile che Miccolis sia uno sprovveduto da non fare le cose in regola? Possibile che alla Fipav sfuggano carte truccate? Il segretario generale, Alberto Rabiti scrive: «La Fipav ha avviato i necessari accertamenti. Sono tuttora in corso».
Comunque vada la cittadina è divisa. Perché le Grotte sordomute custodiscono l’altra verità: dietro le «carte» ci sono vecchi rancori, nuove paure e ferite narcisistiche. Ma soprattutto c’è la guerra per il Palasport.

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