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Bari, si fa largo Iunco Torrente ritrova un big

di Antonello Raimondo
BARI - I giovani, sì. Ma anche il carisma, l’esperienza, la personalità, quel pizzico di sana «ignoranza» che in un campionato difficile come quello di serie B, alla lunga, può fare la differenza
Bari, si fa largo Iunco Torrente ritrova un big
di Antonello Raimondo
 
BARI - I giovani, sì. Ma anche il carisma, l’esperienza, la personalità, quel pizzico di sana «ignoranza» che in un campionato difficile come quello di serie B, alla lunga, può fare la differenza. 

Bentornato, Iunco.
«È stata dura ma rieccomi in pista. A Cesena ho fatto una prova, diciamo. E ora si riparte». 

Cosa le viene in mente pensando al Cittadella?
«Una bella esperienza, lì sono stato benissimo. Una dimensione diversa. Andavo al campo in bici, niente ritiro prima della partita. Mi hanno trattato come un figlio, a cominciare dal presidente». 

La squadra di Foscarini sta andando forte.
«Non mi sorprendo. A Cittadella si fa calcio a 360 gradi». 

Comincia il girone di ritorno in Veneto.
«E sarà tutto molto più difficile». 

In che senso?
«È tutto diverso. Ora le squadre ti conoscono. Difficile spiegare ma la seconda parte di stagione è tutta un’altra musica». 

Il Bari riparte da 30.
«Trenta punti per spiegare che abbiamo fatto grandi cose. Ma sono ventitrè. E con questo bottino non possiamo che puntare a un solo obiettivo». 

La salvezza, evidentemente.
«E sì. Abbiamo pochi punti di margine sulla zona playout. Quindi prima si arriva a quota 45-46 e meglio è». 

Un’utopia guardare più in alto, specie ricordando da dove si è partiti la scorsa estate.
«Appunto. Poi, oggi, i playoff nemmeno si giocherebbero visto il distacco di 8 punti tra la terza e la quarta. Siamo nel mezzo della classifica. E per scuoterla servirebbe andare a Cittadella e vincere». 

Iunco come si sente?
«Come se fosse la prima di campionato». 

Ritrova un Bari con qualche certezza in più la davanti.
«Galano e Fedato hanno fatto benissimo, la concorrenza fa bene a tutti». 

Cercano il suo aiuto?
«Bè sì, ho più esperienza di loro. Anche se a volte sono io che chiedo a Fedato come fa a fare certi numeri. Non mi è capitato spesso di vederli...». 

Che avversario è il Cittadella?
«Rognoso, direi. In casa vanno forte. La vittoria contro il Sassuolo è indicativa. Ma devono fare i conti con il Bari». 

A proposito, come state sul piano della condizione fisica?
«Andiamo lì per giocare, come sempre. Ripeto, loro hanno un’idea di gioco e sono offensivi. Ma noi non staremo certo a guardare». 

Non ha risposto, però.
«Nessuna squadra può andare a mille per dieci mesi. Ci riesce solo il Barcellona. Resta il fatto che, sul piano del gioco, non ci ha messo sotto nessuno. E non credo sia poco».

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