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L’eco della bella vittoria conquistata a Biella non si è ancora spenta

di Franco De Simone
S’aspettava la fine del mondo. Doveva avvenire il 21 dicembre scorso. Alla fine della giornata il mondo s’è fatto una gran bella risata e tutti hanno così continuato la loro corsa. In fondo in fondo, non erano pochi ad ipotizzare che si trattasse di una bufala, anche perché i Maya sono scomparsi da molti secoli. Ed una profezia così distante dalla loro esistenza non poteva che essere inverosimile. Passato lo spavento (per i creduloni), sorridendo c’è da dire che in parte i Maya qualcosa l’hanno pure azzeccata: l’inizio di una nuova era per la pallacanestro brindisina
L’eco della bella vittoria conquistata a Biella non si è ancora spenta
di Franco De Simone 

S’aspettava la fine del mondo. Doveva avvenire il 21 dicembre scorso. Alla fine della giornata il mondo s’è fatto una gran bella risata e tutti hanno così continuato la loro corsa.
In fondo in fondo, non erano pochi ad ipotizzare che si trattasse di una bufala, anche perché i Maya sono scomparsi da molti secoli. Ed una profezia così distante dalla loro esistenza non poteva che essere inverosimile.
Passato lo spavento (per i creduloni), sorridendo c’è da dire che in parte i Maya qualcosa l’hanno pure azzeccata: l’inizio di una nuova era per la pallacanestro brindisina.
Va da sé che il 2012 è destinato a diventare una pietra miliare della grandeur biancazzurra. Garantisce il coach Piero Bucchi che, pur non avendo antenati fra le popolazioni Maya, dopo aver vissuto e fatto vivere un anno da favola, ora si scopre le spalle sufficientemente robuste per far vedere nuovi orizzonti, oltre i confini della Puglia. In questa chiave va letta la vittoria di Biella, vera e propria chiusura con il botto per quanto è stato possibile assistere quest’anno nel corso delle gare in trasferta.
L’ultima è stata una performance bellissima della coppia champagne Jonathan Gibson-Scottie Reynolds, con i quali hanno contribuito a dare brillantezza al gioco Jeff Viggiano, Antoine Robinson, Jerai Grant, Cedric Simmons, Kludio Ndoja, Robert Fultz, Andrea Zerini, Matteo Formenti.
Ma Bucchi, pragmatico coach, seppure alla luce di una vittoria decisamente importante, non oserebbe mai guardare oltre. Sa bene che quella di Biella è stata una partita bella e definita e passata ormai tra le cose belle da ricordare. È fin troppo scontato che adesso il coach ci scivoli sopra, quasi che quello piemontese sia stato solo un cadeau natalizio da regalare ai tifosi, a cui, al fischio finale, è andato il pensiero del tecnico bolognese. Bucchi ha così fatto intendere che quella contro Biella potrebbe catalogarsi una partita anomala, che può capitarti una volta l’anno, durante la quale la sua squadra è stata sì molto brava nell’interpretare la gara, ma per vincere ancora occorre essere sempre più cattivi.
Va però riconosciuto che la difesa dell’Enel Basket è stata spaventosa. Durante i quaranta minuti gli errori dei singoli sono stati ridotti all’osso, anche se capitati, magari, nei momenti in cui la squadra stava esprimendo il miglior basket.
Ad ogni modo, catalogare quella contro l’Angelico Biella soltanto una buona partita potrebbe essere molto riduttivo. Perché i biancazzurri hanno offerto spettacolo puro, di grande basket, contro un avversario a cui non è rimasto altro da fare che guardare.
Chi, al termine della gara e il giorno dopo s’aspettava frasi roboanti da Bucchi è rimasto deluso. Non ha parlato. Al limite, però, conoscendolo alquanto bene, avrebbe detto che quelli trascorsi a Brindisi sono stati diciotto mesi bellissimi; poi, avrebbe parlato di Andrea Zerini, un giovane che è cresciuto perché in ogni allenamento ha lavorato con scrupolo. D’altronde, come tutti i suoi atleti. Poi si sarebbe fermato per dire che allena un collettivo giovane, che deve ancora crescere e che, ad oggi, non ha espresso per intero il suo potenziale. Oltre, il tecnico dell’Enel Basket non sarebbe andato, prefigurando, mentalmente, l’impegno di domenica, contro un’altra grande del campionato: l’Acea Roma, un team dai grandi valori tecnici, con un potenziale umano al di sopra della media. Ed avrebbe aggiunto che è perfettamente inutile guardare i risultati e la classifica della squadra romana, perché ogni gara ha una sua storia, mai eguale ad un’altra già vissuta o da vivere.
Ieri pomeriggio l’Enel Basket è tornata al lavoro. Sicuramente con il cuore più leggero. Potenza di un risultato (e che risultato!) positivo. Allo stesso tempo, con la determinazione di sempre, per cercare di preparare al meglio lo scontro contro Gigi Datome e soci.

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