Cerca

Manfredonia, legittima la superiorità nel derby

di Michelangelo Guerra
MANFREDONIA - I derby, si sa, sono stati e sempre resteranno delle sfide speciali, ma quello appena archiviato tra il Manfredonia ed il Vieste rischia di assumere, per contenuti ed esternazioni, i contorni di una querelle senza fine. Certo, fa male perdere una gara di quel tipo dopo essere passati in vantaggio ed aver giocato bene per un’ora intera
Manfredonia, legittima la superiorità nel derby
di Michelangelo Guerra 

MANFREDONIA - I derby, si sa, sono stati e sempre resteranno delle sfide speciali, ma quello appena archiviato tra il Manfredonia ed il Vieste rischia di assumere, per contenuti ed esternazioni, i contorni di una querelle senza fine. Certo, fa male perdere una gara di quel tipo dopo essere passati in vantaggio ed aver giocato bene per un’ora intera. Ma c’è da mettere in conto che una partita di calcio dura innanzi tutto 90’ più il recupero e pertanto si arriva facilmente a d un tempo complessivo che va ben oltre i canonici novanta minuti durante i quali può succedere di tutto, errori arbitrali o presunti tali, compresi. Da parte del Vieste, infatti, molto è stato recriminato su talune decisioni arbitrali (presunto tocco con le mani del portiere Leo fuori area e rigore inesistente su Romito, ndc) e l’episodio di mancato fair play in occasione del terzo gol firmato da Carminati. Sui presunti torti arbitrali, il Manfredonia non si pronuncia ritenendo dunque corrette le decisioni del direttore di gara peraltro, a loro dire, supportate dalle immagini televisive che chiariscono ogni dubbio. Al massimo, si può parlare di “interpretazioni diverse”. Diversa, invece, la posizione assunta dalla dirigenza sipontina sulla mancata interruzione di gioco da parte dei propri calciatori in presenza di un avversario temporaneamente a terra in quanto infortunato. «Innanzi tutto ci dispiace prendere atto di certe affermazioni - precisa il presidente onorario, Lino Troiano - ma che ci credano o no non uno di noi, tra quelli che erano in campo ed in panchina, si sono accorti che un giocatore del Vieste si era fatto male ed era pertanto impossibilitato a prendere parte all’azione. E poi, non va dimenticato il fatto che c’erano l’arbitro e l’assistente più vicino al punto, che avrebbero potuto intervenire in qualsiasi momento e quindi se non l’hanno fatto, o anche loro non se ne sono accorti, oppure hanno valutato diversamente tutta l’azione. Detto ciò, corre da parte nostra l’obbligo di chiedere scusa al Vieste tutto se, appunto, considerata anche la velocità di esecuzione della nostra ripartenza, non ci siamo accorti della situazione». E chiude lì ogni discorso, slittando su altre argomentazioni tecniche riguardanti la squadra. «Contro il Vieste ho visto un Manfredonia dai due volti - argomenta Troiano -: in difficoltà nel primo tempo, anche per merito degli avversari che in pratica ci pressavano nella nostra metà campo, spavaldo e tutto cuore, nella ripresa, quando c’è stata la reazione che tutti si aspettavano».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400