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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 10:05

Lecce ultima chiamata tutti quanti a rischio

di MASSIMO BARBANO
LECCE - Sarà l’ultima spiaggia e non solo per la panchina. Un eventuale mancato successo sabato prossimo contro l’Albinoleffe aprirebbe la strada anche a clamorose epurazioni, impensabili fino a qualche settimana fa. «Siamo chiamati a ripartire immediatamente», dice il direttore generale Antonio Tesoro (nella foto), «questo è un crocevia importante della stagione. Siamo tutti in discussione, lo è anche l’allenatore e lui sa di esserlo. Come gli riconosciamo di essere stato bravissimo a vincere le prime otto partite su nove esprimendo un calcio importante nella prima fase, ora non possiamo più accettare passivamente e se non riusciamo ad invertire questo trend saremmo costretti a prendere provvedimenti»
Lecce ultima chiamata tutti quanti a rischio
di Massimo Barbano

LECCE - Sarà l’ultima spiaggia e non solo per la panchina. Un eventuale mancato successo sabato prossimo contro l’Albinoleffe aprirebbe la strada anche a clamorose epurazioni, impensabili fino a qualche settimana fa. «Siamo chiamati a ripartire immediatamente», dice il direttore generale Antonio Tesoro, «questo è un crocevia importante della stagione. Siamo tutti in discussione, lo è anche l’allenatore e lui sa di esserlo. Come gli riconosciamo di essere stato bravissimo a vincere le prime otto partite su nove esprimendo un calcio importante nella prima fase, ora non possiamo più accettare passivamente e se non riusciamo ad invertire questo trend saremmo costretti a prendere provvedimenti. Questo non vale solo per lui, ma anche per i giocatori. Quello che ci stupisce è vedere una squadra con giocatori che hanno un passato importante, avere meno personalità di quanto tutti noi ci potessimo aspettare. E quando iniziano questi momenti si crea un circolo vizioso: dal portiere che non gira la palla al difensore perchè ha paura che si possa ripetere l’errore di Salò e butta la palla lunga, al centrocampista che non la gioca sull’esterno e quindi una mancanza di coraggio, perchè le giocate che facevamo all’inizio del campionato non le facciamo più. Possiamo averle disimparate? Credo di no; è che abbiamo paura di sbagliare. È importante quindi ritrovare la consapevolezza nei propri mezzi».

Ne consegue che nel mirino c’è proprio quel nucleo di maggiore esperienza che avrebbe dovuto fare la differenza nella categoria. «Questa squadra l’abbiamo ritenuta superiore alle altre perchè avevamo certi “top player” che nulla centravano in Lega Pro. Se analizziamo questa prima fase, quello che ci è mancato è proprio l’apporto di questi. Quindi, se è così, non abbiamo più il plusvalore, ma siamo una buona squadra di Lega Pro. È normale che da loro ci si aspetta di più».

E a gennaio potrebbero cambiare molte cose. «Dobbiamo avere risposte chiare, adesso è il momento che, o si fa la differenza, o è meglio andare da qualche altra parte, anche se io sono fiducioso che questo non avverrà».

Il dg esclude che ci possano essere frizioni nell’ambiente. «Anche se dal di fuori può sembrare così, posso affermare con certezza che non ci sono segnali di sfaldamento fra staff tecnico e squadra. Poi è normale che qualcuno che gioca di meno possa essere un po’ scontento».

Sul traguardo da raggiungere resta la fiducia, ma con qualche correzione di rotta rispetto al passato. «Ci sono dei segnali di ripresa», prosegue Tesoro, «purtroppo noi stiamo pagando il peso delle grandi aspettative che c’erano intorno alla squadra, aspettative anche legittime, perchè siamo convinti della validità del progetto. Ma non erano condivisibili ragionamenti di record o di campionato vinto a febbraio, perchè nessun campionato è stato mai vinto a febbraio. Il Lecce di Ventura vinse il campionato di C1 all’ultima giornata contro la Lodigiani. Non capisco perchè questo Lecce doveva vincere il campionato a febbraio. Si è creata questa convinzione e tutta questa fiducia ed entusiasmo ha tratto in inganno anche noi che abbiamo pensato che l’obiettivo non doveva essere semplicemente quello di vincere il campionato, ma di sfondare dei record, cosa che non è pensabile. Ora siamo tornati con i piedi per terra in maniera molto brusca, perchè è stato in un certo senso il campionato degli eccessi, in quanto abbiamo raggiunto la perfezione totale prima e l’imperfezione totale dopo, nell’arco di un solo girone di andata».

Il direttore generale afferma però, che le preoccupazioni si stanno dipanando. «Sono meno preoccupato rispetto alla settimana scorsa», dice, «perchè a Carpi si è vista una squadra più convinta. Certo, è mancato il coraggio che servirebbe in questo momento per uscire dalle difficoltà. Ma, se non fossimo rimasti in dieci e non ci fossero stati quegli episodi particolari, la partita poteva durare altri tre giorni, ma non l’avremmo mai persa. Anche perchè l’inferiorità numerica non si è poi vista tanto. È anche un momento che non ci gira bene. Sabato siamo molto rimaneggiati, ma abbiamo le possibilità per riprenderci».

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