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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:37

Angelozzi torna in pista «Orgoglioso del Bari»

di ANTONELLO RAIMONDO
BARI - I quattro mesi di squalifica non lo hanno cambiato. Anche se l’amarezza deve essere stata tanta. È così quando ti ritrovi dentro una brutta storia (il calcioscommesse e il relativo stop per omessa denuncia per via delle ormai famose minacce di tre tifosi ad alcuni «senatori» bianforossi) e sai di non aver commesso qualcosa di sconveniente. Guido Angelozzi è quello di sempre. Schietto, genuino, autoironico, onesto. Mezz’ora davanti ai giornalisti per provare a spiegare e raccontare. A mezza strada tra presente e futuro. Parlando di crisi e anche di errori. Ma gonfiando il petto quando gli si chiede di Torrente e dei suoi ragazzi
Angelozzi torna in pista «Orgoglioso del Bari»
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - I quattro mesi di squalifica non lo hanno cambiato. Anche se l’amarezza deve essere stata tanta. È così quando ti ritrovi dentro una brutta storia (il calcioscommesse e il relativo stop per omessa denuncia per via delle ormai famose minacce di tre tifosi ad alcuni «senatori» bianforossi) e sai di non aver commesso qualcosa di sconveniente. Guido Angelozzi è quello di sempre. Schietto, genuino, autoironico, onesto. Mezz’ora davanti ai giornalisti per provare a spiegare e raccontare. A mezza strada tra presente e futuro. Parlando di crisi e anche di errori. Ma gonfiando il petto quando gli si chiede di Torrente e dei suoi ragazzi.

ACQUA PASSATA - «Metto alle spalle la squalifica, in vita mia non sono mai stato squalificato. Continuo a credere che nella vicenda che mi ha riguardato non ci fosse nulla di particolare. Ma mi sono assunto le mie responsabilità, come ho sempre fatto. E fa niente se ho sentito sulla mia pelle la cattiveria di qualcuno qui a Bari. Dopo una mia intervista qualcuno si è preso la briga di fare una denuncia anonima. Ma va bene anche questo. E complimenti anche a quelli che hanno parlato di un mancato controllo dello spogliatoio. E allora i dirigenti di Napoli, Lazio, Genoa, Siena, Bologna, Atalanta sono tutti coglioni? Datemi una risposta...». 

«QUESTA SQUADRA NON SI TOCCA» - «Capisco i tifosi e io la penso come loro. Sono un uomo che preferisce i fatti alle chiacchiere ma ai baresi sento di fare una promessa: darò tutto me stesso per far sì che questo gruppo non venga indebolito. Poi è chiaro, di fronte a un offerta importante chiamerò in causa la proprietà e verrà fatta una valutazione. Conoscete la situazione del Bari, la crisi c’è e si sente. Sapevo a cosa sarei andato incontro ma sono ancora qui e ci metto sempre la faccia. La cessione di Bellomo? Per me era e resta una grande operazione. In quel momento era un passaggio necessario, direi fondamentale per la vita del club. Non tutti l’hanno capita ma fa niente. La metà di Bellomo è ancora nostra e il ragazzo gioca qui. Ovvio che a giugno un calciatore si venda meglio. I Matarrese? Ci aiutano, fanno il possibile. Ovvio che anche io spero che nel tempo questo gruppo possa essere migliorato». 

RINFORZI IN CASA - «Con i rientri di Iunco e Ghezzal in attacco siamo a posto così. So che qualcuno sorriderà ma perché dovremmo cercare una punta? Caputo è uno dei migliori centravanti del campionato. Difficile trovare un giocatore bravo disposto a fare panchina. Poi c’è De Falco, a Cesena sarà con noi. Centrocampista importante e ragazzo d’oro. Lo sottolineo, ragazzo d’oro e onesto. Le voci su Camporese? Un giovane interessante, classe ‘92. Ma io preferisco puntare sui nostri. Abbiamo tesserato il greco Vosnakidis, è del ‘94 ed è un ragazzo di prospettiva. Poi puntiamo tantissimo su Chiochia, ha diciotto anni e per me è il miglior difensore italiano di quella generazione. Manca un’alternativa a Polenta, vero. Non sono stato bravo ad accontentare Torrente visto che Aprile fa fatica a fare il terzino “basso”. Ma per il resto stiamo bene». 

ORGOGLIOSO - «La proprietà ci ha chiesto di abbassare i costi e noi l’abbiamo fatto. Siamo in linea con i programmi e il fatto che in Italia tutti parlino bene del Bari per me è motivo di orgoglio. Avremmo ventisei punti senza penalità, ma il bilancio è positivo anche a 19. Siamo in quota salvezza. Il vero obiettivo per quest’anno. Il rinnovo di Torrente? Sono discorsi che non stanno in piedi. Qui si vive alla giornata. Vale per lui e per me. Ci vedremo a fine anno, per ora lavoriamo alla grande insieme. Se poi arrivasse un club di serie A toccherà a lui decidere. A luglio lo abbiamo aspettato, poi ha scelto Bari. Noi di Torrente siamo molto soddisfatti, questo deve essere ben chiaro». 

CALMA E GESSO - «Ho letto tante critiche alla difesa. E ci sta. Voi fate il vorto mestiere e raccontate ciò che è successo nelle ultime tre giornate. Io, invece, ho il dovere di valutare i sei mesi di lavoro. È un momento di flessione, ci sta. Ma i miei difensori sono bravi e me li tengo stretti. Sapeste quanti club di B mi chiedono notizie di loro. E lasciamo tranquillo Lamanna. È bravo e quest’anno è stato spesso decisivo. Poi fino a tre partite fa il Bari aveva una delle migliori difese del campionato. Vedrete che la squadra saprà rialzarsi come, d’altronde, ha già saputo fare in passato. Mi piace dare un’occhiata alle statistiche e ho notato che con la squadra al completo il Bari ha fatto tantissimi punti. Poi sono cominciati i problemi. L’assenza di Caputo, l’emergenza in attacco. Insomma, ci sta che ora qualcuno sia meno brillante. Guardate i tre davanti, da più di un mese non saltano un minuto».

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