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Domenica 24 Settembre 2017 | 07:06

Lecce non c’è più a Carpi perde partita e primato

di MASSIMO BARBANO
CARPI - Il Lecce non esce dal tunnel della crisi e da ieri sera deve condividere la leadership con il Carpi. Anzi, se il campionato finisse ora, delle due capoliste in condominio, sarebbe proprio la squadra pugliese a dover passare dai playoff. Dati del tutto parziali a meno di metà del cammino, ma i numeri del Lecce degli ultimi trenta giorni sono davvero spaventosi: cinque sconfitte su sei partite, compresa quella di Coppa Italia a Perugia. Poi si può discutere sulle modalità di questo ulteriore ko di Carpi. Ma, al netto dell'eccessivo fiscalismo dell'arbitro, lo score della formazione giallorossa è stato piuttosto povero
Lecce non c’è più a Carpi perde partita e primato
CARPI - Il Lecce non esce dal tunnel della crisi e da ieri sera deve condividere la leadership con il Carpi. Anzi, se il campionato finisse ora, delle due capoliste in condominio, sarebbe proprio la squadra pugliese a dover passare dai playoff. Dati del tutto parziali a meno di metà del cammino, ma i numeri del Lecce degli ultimi trenta giorni sono davvero spaventosi: cinque sconfitte su sei partite, compresa quella di Coppa Italia a Perugia. Poi si può discutere sulle modalità di questo ulteriore ko di Carpi. Ma, al netto dell'eccessivo fiscalismo dell'arbitro, lo score della formazione giallorossa è stato piuttosto povero. Anche stavolta, zero gol, ma soprattutto una preoccupante incapacità di smarcare l'uomo davanti alla porta. Insomma, le occasioni da rete sono state davvero esigue. C'è da rilevare che la partita è stata giocata soprattutto a centrocampo. Anche gli avversari non è che abbiano brillato come lucidità offensiva.

Una partita molto speculativa, quasi noiosa per la mancanza di spunti offensivi degni di rilievo. Era la gara che ci si aspettava. Il Carpi, squadra quadrata e spigolosa, ma decisamente poco brillante. Per sfondare questa ragnatela sarebbe servita inventiva, spunto e brillantezza che al Lecce di ieri è mancata. E così, la partita si è incanalata su un binario particolare, dove il risultato si sarebbe potuto sbloccare a favore di una o dell'altra contendente solo per una casualità ad essa favorevole. In questa situazione di equilibrio instabile, si è inserita la componente arbitrale che ha fatto pendere l'asta a favore dei padroni di casa, con una serie di decisioni, forse legittime a norma di regolamento, ma sicuramente non opportune. È il caso soprattutto dell'espulsione di Giacomazzi che ha del paradossale. Entrato in campo per rilevare Zappacosta costretto ad uscire per un infortunio, è stato sanzionato con due cartellini gialli nel giro di appena quattro minuti. Quello che ha determinato l'espulsione, per un fallo di mano in un contrasto a centrocampo vicino alla linea del fallo laterale. Una decisione fiscale assunta in maniera del tutto decontestualizzata.

Nel computo c'è anche il calcio di rigore che ha provocato la sconfitta del Lecce. Il tiro dagli undici metri è scaturito da una trattenuta in area di rigore ai danni di Ama ad opera di Legittimo. Azione che comporta la sanzione del rigore a termine di regolamento, ma che nella casistica, viene abitualmente valutata come uno dei tanti contatti più o meno leciti che si verificano all'interno dell'area di rigore fra attaccanti e difensori. Insomma, nella maggiro parte dei casi, falli di questo genere non vengono sanzionati con il calcio di rigore. Infine, nel calderone delle proteste, delle quali riferiamo a parte, entra un altro rigore reclamato, questa volta da parte del Lecce per un atterramento in area di Pià sbilanciato dalla contestuale morsa di due avversari. In questo caso l'arbitro non ha usato la stessa fiscalità. Attenuanti senza dubbio, che però non spiegano da sole le cause dell'ennesima sconfitta.

Ed ecco le fasi salienti della partita: 6' cross a rientrare di Arma al centro dell'area, testa di Poli a schiacciare di poco a lato; 7' diagonale rasoterra di Chiricò bloccato da Sportiello; 15' colpo di testa a spiovere di Poli in mischia, palla che sorvola la traversa; 28' Falco prova da fuori area, la conclusione centrale è bloccata dal portiere; 29' Jeda fa torre per Ciricò la cui conclusione è ribattuta in angolo; 31' Pià stretto in area fra Bianco e Sperotto, il Lecce reclama il rigore, ma l'arbitro lascia proseguire.

Secondo tempo: 19' tiro dal limite di Concas di poco alto; 32' trattenuta in area di Legittimo ai danni di Arma, l'arbitro dispone il calcio di rigore. Dal dischetto Arma mette a segno con un rasoterra; 37' Potenza ruba un pallone in area e tira in porta, Benassi ribatte; 46' Ferretti sciupa l'occasione per raddoppiare mandando fuori un diagonale smarcato davanti alla porta; e ancora Potenza al 47' Potenza manda fuori da ottima posizione.

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